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Roma – L’Ottava edizione dell’Ottobrata romana è ispirata ai canti dedicati agli animali della tradizione contadina della Campagna romana, con un omaggio particolare alle favole di Trilussa. La rappresentazione zoomorfa, il raccontare dei vizi e delle virtù degli animali costituisce infatti una delle caratteristiche essenziali della cultura contadina italiana che si manifesta soprattutto attraverso le danze carnascialesche e i rituali primaverili propiziatori.

ottobrata

In Basilicata questa tradizione è ancora ampiamente diffusa come è testimoniato da una inedita e originale mostra fotografica appositamente allestita nell’ambito di questa edizione dell’Ottobrata romana. Nello spettacolo Sparagna ha scelto una ventina di favole del ricco repertorio di Trilussa. Alcune le ha musicate affidandole all’interpretazione del Coro e dei solisti dell’Orchestra e fra queste: La fine der Leone, Er Cervo, Er grillo zoppo, Tinte, La Tartaruga, L’Agnello infurbito. Altre sono interpretate con grande originalità e sapienza da Pamela Villoresi (Er porco, Er sorcio de città e er Sorcio de campagna, La cicala e la formica, Er buffone, Er cane moralista, L’amore der gatto, Er disinteresse, Er nemico, Er congresso de li Cavalli, L’Aquila, Er carattere). Lo spettacolo è ulteriormente arricchito da alcuni disegni realizzati da Raffaello Simeoni a commento di alcune favole.

OTTOBRATA ROMANA VIII Edizione
Mostra fotografica
MASCHERE ZOOMORFE DI BASILICATA
Foyer Sala Sinopoli
A cura di APT Basilicata
Ingresso libero

Le maschere zoomorfiche ed arboree della Basilicata rinviano ad una cultura arcaica e ad un legame profondo tra l’uomo e il mondo della natura. Simboli e figure di miti e rituali antichissimi animano festività dove si celebra la sospensione rituale del tempo, quella rottura dei canoni ordinari, quel rovesciamento di ruoli e conseguenti travestimenti che preannunciano la rigenerazione del tempo e del patto tra l’uomo e il mondo della natura. Espressioni di un immaginario colmo di suggestioni zoomorfe, della cultura della transumanza e della civiltà rurale connotano l’identità ed il senso di appartenenza di molte comunità lucane proponendosi all’uomo contemporaneo non solo come testimonianza del passato ma come deposito di una cultura ricca di senso e di significato.

Orchestra Popolare Italiana
Fabrizio Masci fisarmonica
Anna Rita Colaianni voce
Mario Bassani voce
Clara Graziano organetti
Erasmo Treglia violino, ghironda, fiati popolari
Raffaello Simeoni mandocello, fiati, cornamuse, voce
Marco Tomassi zampogne giganti
Marco Iamele zampogne zoppe
Cristiano Califano chitarra classica
Diego Micheli contrabbasso
Arnaldo Vacca percussioni
Ambrogio Sparagna, voce e organetti

Programma

31 Ottobre, 1 e 2 Novembre
Foyer Sala Sinopoli
Mostra fotografica
Maschere zoomorfe di Basilicata
A cura di APT Basilicata
Ingresso libero
“… Venivano a grandi salti, e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine. Portavano in mano delle pelli di pecora secche arrotolate come bastoni, e le brandivano minacciosi, e battevano con esse sulla schiena e sul capo tutti quelli che non si scansavano in tempo…” (Carlo Levi- Cristo si è fermato ad Eboli)

1 Novembre Sala Sinopoli, ore 18
Favole e canti di animali
Omaggio a Trilussa
Concerto
Biglietti: 15 euro
Con la partecipazione dell’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna, del Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni, e del Gruppo delle Maschere zoomorfe della tradizione popolare della Basilicata.
Giorgio Onorato – Voce
Pamela Villoresi – Voce recitante: