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Inizio gara Olimpia-PS Elpidio
Inizio gara Olimpia-PS Elpidio

Matera – Rabbia mista a tanta delusione. L’Olimpia Matera esce sconfitta dalla prima gara casalinga, con una infinita serie di rimpianti. Eppure, Porto Sant’Elpidio strappa nel finale i due punti al PalaSassi, rifilando diverse lezioni alla squadra di Miriello. L’86-88 finale premia i marchigiani, pronti a ribattere colpo su colpo, a restare sempre in partita e controllare quasi tutti i tiratori biancazzurri. Baluardo della gara, un Lestini impressionante, capace di raccogliere ben 36 punti (con 14 tiri dal campo, tra i quali una tripla da quasi dieci metri), 6 rimbalzi, due assist, un abnorme 41 di valutazione e l’ira finale, per una partita gettata via tra indecisioni e leggerezze.

Alla squadra di Miriello è mancato qualche fallo in più, quella cattiveria agonistica di recuperare un pallone sporco, di “sporcarsi le mani” come ha ammesso lo stesso coach materano a fine gara. La dirigenza, intanto, è serena e guarda oltre. “Questa, come tutte le gare di questo campionato, non era una partita facile – ammette il presidente Pasquale Lorusso dopo la sirena finale –.

Entrambe le squadre avevano preparato bene la partita, abbiamo visto un match coinvolgente e sempre vivo. Il pubblico credo si sia divertito alla fine, nonostante una sconfitta che potevamo certamente evitare. E’ mancata un po’ di forza sotto canestro, un po’ di cattiveria in più nel finale, ma i ragazzi hanno dimostrato attaccamento alla maglia e voglia di vincere, senza dubbio torneremo immediatamente alla vittoria – conclude Lorusso –. Io credo tantissimo in questo roster”.

L’Mvp della serata, contrariato per il risultato, dimostra tutta la sua rabbia a fine partita. “E’ stata una partita strana. Tanti canestri sin dall’inizio e punteggio sempre in bilico. Noi siamo stati un po’ molli all’inizio ed abbiamo concesso ai nostri avversari di prendere fiducia al tiro. Ma, il problema fondamentale è un altro, non si può arrivare punto a punto nel finale, in una partita del genere. Poi un errore sotto canestro, un fallo non fischiato, tutto può capitare.

E, di conseguenza, ti capita di perdere la partita – ammette a denti stretti l’ala dell’Olimpia Matera, Federico Lestini –. L’unica certezza è che queste partite bisogna vincerle. Siamo forti sulla carta, ma bisogna dimostrare in campo le proprie qualità. Serviva più difesa in alcuni momenti, più concentrazione in altri frangenti. Tutti fattori da mettere in campo in ogni partita. Spero che questa sconfitta ci serva da lezione per il futuro”, conclude un arrabbiatissimo Lestini.

Anche coach Miriello dimostra di essere contrariato per il finale. “Bisogna guardarsi meno allo specchio – sono le prime parole dell’allenatore dell’Olimpia –. Poi, in una partita punto a punto, vince chi gioca più sereno. Avevamo preso anche un vantaggio importante a metà del terzo quarto sul +8, ma abbiamo permesso ai nostri avversari di rientrare quasi subito.

Laudoni tiro libero
Laudoni tiro libero

Poi una squadra che veniva dalla vittoria contro Ortona, una delle più forti di questo girone, arrivava qui senza nulla da perdere ed erano più sereni. Noi ci abbiamo messo tanto del nostro. Siamo partiti male, ed il primo tempo non mi è piaciuto affatto. Difesa poco presente e tanti errori. Poi nel secondo tempo potevamo andare via dopo quel +8 di cui parlavo prima, invece ci siamo fermati. Invece bisogna fare di più. Una squadra vincente sfrutta ogni occasione per ammazzare la partita.

Non l’abbiamo fatto e siamo stati puniti nel finale. Dobbiamo crescere ancora tanto in intensità. Serve, da parte di tutti, sporcarsi un po’ di più le mani. Un fallo in più, un recupero in più, gettarsi anche per terra per strappare il possesso agli avversari – continua Miriello –. Qui non è questione fisica, perchè ci alleniamo e anche parecchio. I ragazzi si impegnano al massimo in settimana e mettono l’anima in quello che fanno.

Servirebbero quei piccoli accorgimenti in più durante la partita, la possiamo chiamare intensità, agonismo, il non guardarsi allo specchio o il volersi sporcare le mani. Ma in buona sostanza serve qualcosa in più dal punto di vista mentale, per poter diventare una grande squadra. Impareremo tanto da questa partita”.