CONDIVIDI

Matera – Una rimonta incredibile non materializzata solamente per via del buzzer beater di Bruno. Così l’Olimpia Bawer Matera torna a mani vuote da Bisceglie, ma con la consapevolezza di potersi giocare ogni gara, nonostante le tante difficoltà di una partita che ha vissuto di momenti diametralmente opposti.

L’inizio equilibrato, poi il crollo nella seconda parte del primo quarto e il Bisceglie pronto a scappare prima della sirena di metà partita. La risposta di un gruppo, quello di Miriello, mai domo e capace di affidarsi alla grandissima prestazione di Nicolò Ravazzani (per la seconda volta consecutiva autore di una doppia doppia) ed alle triple di capitan Cantagalli per completare la rimonta. Nel finale però, la doccia fredda arrivata con il tiro sul filo della sirena per i padroni di casa, che vanifica una rincorsa completata con il tiro dall’area di Grande a soli 5” dalla fine.

Olimpia Bawer
Olimpia Bawer ph. Roberto Linzalone

Hanno pesato, nell’arco dei quaranta minuti, una partenza lenta e macchinosa, la rincorsa pesante e faticosa, ma soprattutto le corte rotazioni a disposizione di coach Miriello. Pochi minuti per Ba, e il solo Annese ad alzarsi dalla panchina con regolarità. Per lui un esordio positivo con la nuova casacca dell’Olimpia Matera.

Buono il contributo, soprattutto nella fase difensiva, nella quale ha aiutato la squadra ad alzare il ritmo e trovare i break decisivi per riequilibrare il punteggio nel terzo quarto. Come detto, peccato per il finale. Il rammarico è tanto per non essere riusciti a portare a casa la posta in palio, considerando il grande dispendio di energia per agganciare i padroni di casa nel fortino del PalaDolmen e persino superarli. Un batti e ribatti che all’ultimo possesso ha punito i biancazzurri oltremodo.

“È stata una bella partita – commenta a mente fredda il team manager dell’Olimpia Bawer Matera, Cristiano Grappasonni –. Due squadre che si sono affrontate con grande agonismo. Il nostro inizio è stato atipico, abbiamo realizzato poco e questo ha pesato tantissimi sul punteggio, perché i nostri avversari dall’altra parte trovavano con regolarità il canestro.

Poi bel terzo quarto abbiamo cambiato registro, aumentato l’intensità in difesa, ristabilito le distanze per poi passare anche in vantaggio. Poi il bello del basket è anche quello, si può fare canestro all’ultimo tiro o subirlo, e vincere o perdere una gara in questo modo. Non siamo stati aiutati dalla fortuna”.

Una gara certamente dai due volti, ma che lascia qualche indicazione utile che l’Olimpia potrà portare con se per il futuro. “Di positivo da questa sfida prendiamo la reazione, la voglia di ribaltare una sfida in casa di una squadra che non ha mai perso tra le mura amiche ed è coriacea, la capacità di cambiare i ritmi e le intensità – riprende Grappasonni –.

Le scarse rotazioni ci hanno penalizzato e perdere un giocatore come Laudoni ha fatto il resto. E’ un elemento importante per il nostro roster e la sua assenza si è fatta sentire. Purtroppo ha avuto un risentimento durante il riscaldamento ed è stato deciso di non rischiare. Lavoreremo ancora per recuperarlo e avere più ampiezza e maggiori possibilità di cambi nella prossima sfida”.