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Moliterno – Nato come un piccolo spazio di quel cinema che trova barriere (incomprensibili) per entrare nel circuito delle sale, Moliterno Agri in Corto, nell’avvicinarsi ai dieci anni di vita (ricorrenza nel 2016), incomincia a fare un resoconto sui cambiamenti che hanno investito, negli ultimi due lustri, gli immaginari del formato breve, di come i mezzi tecnici condizionino le sempre più numerose produzioni di cui è impossibile oggi avere una conoscenza complessiva. Ma, essendo, il Moliterno Agri in Corto uno schermo nato sotto la stella di uno spirito opposto alle scontate proposte cinematografiche, con le sue proiezioni ha cercato di seguire una propria rotta contromano per strappare dai film proposti contenuti di riflessioni. Alla stregua di questo presupposto, la nona edizione della rassegna lucana accende lo sguardo sul tema dei diritti umani. Una questione delicata su cui i cortometraggi che verranno proiettati sapranno dare, specie tra gli spettatori più giovani, stimoli di analisi e pensiero non scontati.

Marcello Pittella
Presidente Regione Basilicata

cinema

Non possiamo nascondere che nel nostro Paese il panorama del cortometraggio è un contesto particolare. Una realtà da una parte attraversata da un fervore produttivo straordinario grazie anche alla riduzione dei costi di lavorazione, dall’altra penalizzata dalla carenza di spazi di distribuzione. In Italia i corti sono realtà filmica visibile solo grazie a rassegne e festival, le sale rimangono per il formato breve “zona aut”. Ma va fatta una ulteriore riflessione, festival e rassegne, è vero, si mostrano ospitali verso la produzione breve, ma il loro orizzonte è proiettato quasi sempre a presentare nuove opere. Anche il Moliterno Agri in Corto nelle precedenti edizioni si è mostrato particolarmente attento alle opere di recente uscita, invece questa edizione, che fa da preambolo al primo decennale di vita della rassegna, prende una diversa curvatura, proietta il suo sguardo all’indietro. Infatti, a parte la zoomata sui recenti corti di tre giovani registi lucani (Gianni Saponara, Marco Giuseppe Albano e Nicola Ragone), le rimanenti proiezioni sono produzioni del passato che, pur avendo avuta una discreta distribuzione nei festival, sono state risucchiate nel dimenticatoio. La nona edizione del Moliterno Agri in Corto ha recuperato trenta corti, (tutti girati nel 2008) e ciascuno legato ad un articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani firmata nel 1948 dalle diplomazie mondiali sull’onda delle atrocità consumate nell’ultimo conflitto mondiale. Un documento che fa da universale codice etico e pone al centro la salvaguardia della dignità e della libertà di tutti gli uomini. Moliterno Agri in Corto, portando nella scuola il tema dei diritti umani, si conferma “schermo di frontiera” per un cinema che non ha nessuna intenzione di chiudere il suo occhio sulla realtà e su suoi cambiamenti.

Mimmo Mastrangelo
direttore artistico

PROIEZIONI

16 novembre ore 19.30
Associazione Culturale Infinite Lune -Spinoso

Sonderkommando di Nicola Ragone
Corso Dante di Gianni Saponara
Thriller di Giuseppe Marco Albano

evento speciale
con omaggio alla star hollywoodiana di origini lucane Robert Vignola
“Dalla mangiatoia alla Croce” (1912) di Sidney Olcott

17 novembre 15.00
Istituto Comprensivo “G.Racioppi”-Moliterno

Tutti gli esseri umani nascono liberi (2008)di Carlo Lizzani
Articoli due (2008) di Giobbe Covatta e Paola Catella
Raccolta differenziata (2008) di Giorgio Treves
Schiavitù (2008) di Claudio Camarca
Art.5 (2008) di Emanuele Scaringi
E’ una storia che ci riguarda (2008) di Daniele Cini
La legge è uguale per tutti (2008) di Tekla Daidelli
La luce di Annette Riitta Ciccone
Nessun detenuto (2008) di Fiorella Infascelli
Articolo 10 (2008) di Ivano De Matteo
Assurdo spettacolo (2008) di Costanza Quatriglio
Cono d’ombra (2008) di Marina Spada
Diritto di movimento(2008) di Nello Correale
L’inizio di niente (2008) di Mohsen Melliti
Diritto di cittadinanza (2008) di Daniele Luchetti

18 novembre ore 14.00
Istituto Comprensivo “G.Racioppi” Moliterno

Proteggere la famiglia (2008) di Giovanni Veronesi
Art.17 (2008) di Matteo Cerami
Prevaricazione (2008) di Luciano Emmer
Libertà di espressione (2008) di Giuseppe Ferrara
Art. 20 (2008) di Antonietta De Lillo
Diritto di partecipare (2008) di Antonello Grimaldi
Art.22 (2008) di Wilba Labate
Pentedàttilo (2008) di Vittorio De Seta
Limitazioni (2008) di Saverio di Biagio
La fabbrica (2008) di Roberta Torre
Articolo 26 (2008) di Pasquale Scimeca
Cellule (2008) di Liliana Ginanneschi
Art. 28 (2008) di Fausto Paravidino
Ordine sociale (2008) di Antonio Lucifero
Violenza (2008) di Citto Maselli

“Il cinema nasce corto e torna
ad essere corto
ogni volta che cambia. Il corto come
sorta di sensibile
detector di realtà e cambiamento”