Emigrazione

SUGLI

ITALIANI NEL MONDO

Ricerca

del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas

Prima

Conferenza degli italiani nel mondo (Roma, 11-15 dicembre 2000)

Gli

italiani nel mondo che hanno conservato la cittadinanza

sfiorano i quattro milioni (3.930.499: è

questo il dato aggiornato delle anagrafi consolari al

mese di ottobre 2000). I consolati italiani, strutture

sparse in tutto il mondo, effettuano d’ufficio le registrazioni

nei vari paesi sulla base dei contatti diretti con i nostri

emigrati.A sua volta l’AIRE, l’anagrafe

degli italiani residenti all’estero gestita dal Ministero

dell’Interno in collaborazione con i comuni, riporta i

dati delle cancellazioni anagrafiche effettuate dai comuni stessi:

si tratta di un procedimento burocratico più formale,

che non sempre viene eseguito da chi espatria: a fine maggio

2000 risultavano registrati 2.756.000 italiani trasferitisi

all’estero, con una sottovalutazione di

più di un milione di unità rispetto a quanto rilevato

dai consolati. L’AIRE, però, è ricco di

dati particolareggiati riguardanti la provenienza

regionale degli italiani trasferitisi all’estero. Pertanto,

utilizzando queste disaggregazioni e proiettandole sui 4 milioni

di italiani all’estero, si può avere una visione

più articolata.E’ questo lo studio che l’équipe

del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas di Roma sta

conducendo con particolare riguardo all’emigrazione laziale

su incarico dell’Assessorato per la Qualità della

vita e per le Politiche Sociali della Regione Lazio. In occasione

della prima conferenza degli italiani nel mondo l’équipe

di ricerca ha ampliato il suo ambito, tentando di presentare

un primo quadro statistico aggiornato (e perciò

provvisorio, da aggiornare e da perfezionare).Le statistiche

migratorie sono complesse e i dati acquisiti dai paesi di origine

non corrispondono esattamente a quelli dei paesi di accoglienza.

Influiscono al riguardo non solo i sistemi di rilevazione ma

anche le acquisizioni di cittadinanza, che nel frattempo sono

intervenute e che non necessariamente comportano la perdita

di quella italiana.Nei flussi di più vecchia data si

può ipotizzare, in buona parte dei casi, l’acquisizione

della cittadinanza sul postoe semmai si pone il problema

di stimare il numero degli oriundi. Il Ministero

degli Esteri nel 1995 parlava di 58,5 milioni di oriundi, di

cui 38,8 milioni in America Latina, 16,1 milioni in America

del Nord, 2 milioni in Europa e 0,5 milioni in Oceania:

nel 2000, secondo una stima dello stesso Ministero, il numero

dovrebbe collocarsi tra i 60 e i 70 milioni.La

maggior parte dei quattro milioni di italiani nel mondo, che

hanno conservato la cittadinanza, sono i protagonisti dei flussi

di espatrio a noi più vicini nel tempo, flussi

continuati fino ai nostri giornial ritmo fisiologico

di circa 40/50 mila l’anno con il coinvolgimento prevalente

delle regioni del Sud (30%) e delle Isole (24%) ma anche di

quelle del Centro (16%) e del Nord (30%), come risulta dalla

media ricavata a partire dagli ultimi anni ’80 fino al

1996.Secondo mons. Guerino Di Tora, direttore

della Caritas di Roma e presidente del Comitato promotore del

“Dossier Statistico Immigrazione”, “le migrazioni,

proprio per il fatto che riguardano direttamente le persone,

vanno approfondite come uno degli indici più significativi

della dimensione globale del mondo di oggie delle sue

esigenze non solo economiche ma anche culturali: pertanto, l’impegno

di studio che da anni dedichiamo all’immigrazione estera

in Italia, doveva essere completato in questa occasione con

una maggiore attenzione agli italiani all’estero”.Sull’attenzione

dovuta agli italiani nel mondo, e alla loro prima conferenza

organizzata a Roma dall’11 al 15 dicembre, ha insistito

alla vigilia dell’avvenimento anche il Sottosegretario

agli esteri on. Franco Danieli, sottolineando le virtualità

del patrimonio di questa “italianità” radicata

in tanti paesi del mondo e la necessità di incrementare

le piste di ritorno conoscitivo verso la società italiana

cosicché diventi più agevole una maggiore presa

a carico politico e istituzionale di queste comunità

di italiani e delle loro attese.

I

paesi di insediamento degli italiani all’estero

I

primi quattro paesi in graduatoria per il numero degli italiani

residentisono: in Europa, la Germania (688.000), la

Svizzera (582.000) e la Francia (378.000) e, in America, l’Argentina

(580.000). Questi quattro paesi, con 2.224.000 presenze, accolgono

più della metà dei cittadini italiani nel mondo:

tra di essi la Germania resta saldamente in testa. E’

stato già accennato che su questa graduatoria influisce

ovviamente il processo di acquisizione della cittadinanza locale.Vi

è quindi una seconda categoria, composta da 7 paesi,

con valori tra 100 e 300 mila presenze, tra i quali

la rappresentanza d’oltreoceano è prevalente: Brasile

307.000, Belgio 287.00, Stati Uniti 215.000, Gran Bretagna 153.000,

Canada 132.000, Venezuela 130.000 e Australia 119.000La

terza categoria (tra 10.000 e 100.000 presenze) è composta

da un gruppo di 10 paesi: Uruguay, Sud Africa, Cile,

Spagna, Olanda (questi primi cinque superano le 30.000 presenze)

e, quindi, da Perù, Lussemburgo, Austria, Monaco e Colombia.Sono

nove i paesi appartenenti al quarto gruppo (tra i 2.500 e i

10.000 italiani): Grecia, Svezia, Croazia, San Marino,

Israele, Ecuador, Egitto, Danimarca e Messico.Seguono da ultimo

tutti gli altri paesi del mondo con una presenza inferiore alle

2.500 unità.

La

ripartizione degli italiani nel mondo per aree continentali

è la seguente:

FONTE:

Elaborazioni Caritas/D

Area

Italiani

resid.

%

area

%

Nord

%

Centro

%

Sud

%

Isole

Europa

2.207.638

56,2

32,3

7,0

36,3

24,5

America

1.507.517

38,3

30,0

10,5

44,9

14,6

Oceania

121.082

3,1

22,1

6,6

50,0

21,3

Africa

68.071

1,7

63,0

12,9

14,1

10,0

Asia

26.191

0,7

67,8

16,6

11,0

4,5

Totale

3.930.499

100.0

29,0

11,1

39,0

20,9

ossier

Statistico Immigrazione su dati Aire

e Anagrafe Consolare

Risulta,

così, che la presenza italiana nel mondo riguarda in

misura preponderantel’Europa (2.207.638 presenze,

pari al 56,2%, di cui 1.638.436 nell’Unione Europea)

e l’America Latina (1.161.197 presenze:

29,5%) e ancora in misura significativa, seppure più

contenuta, il Nord America (346.440 presenze: 8,8%) e l’Australia

(119.000: 3,0%).

In

sintesi, su 10 italiani sparsi nel mondo, all’incirca

6 stanno in Europa, 3 in America Latina e 1 nei paesi anglosassoni

d’oltreoceano (Stati Uniti, Canada e Australia). In Asia

e in Africa si trovano insediamenti quanto mai ridotti di italiani:

l’eccezione più vistosa è costituita dal

Sud Africa con 38.000 italiani.

Torna

utile un confronto con i paesi di origine degli immigrati

insediatisi in Italianel corso degli ultimi 30 anni.

L’Africa (3 presenze su 10) e l’Asia (2 su 10) sono

ben rappresentate, come anche lo sono i paesi dell’Est

europeo (3 su 10): invece vi sono un cittadino dell’Unione

europea e un latino-americano ogni 10 immigrati. Così

come noi italiani, quando eravamo un paese povero, abbiamo preso

la via che ci ha portato nei paesi più sviluppati, altrettanto

hanno fatto nei nostri confronti più di recente i paesi

scarsamente sviluppati. L’America Latina, che a lungo

ha costituito un importante sbocco migratorio, è diventata

a sua volta un polo d’esodo a causa di un processo di

sviluppo risultato insoddisfacente.

Incrocio

tra regioni di origine e paesi di destinazione

Per

riuscire a individuare le preferenze regionali negli sbocchi

migratori bisogna far riferimento alla ripartizione complessiva

degli italiani nel mondo: Nord 29,0%, Centro 11,1%, Sud 39,0%

e Isole 20,9%.

La

presenza degli italiani in Europa è caratterizzata da

una più forte presenza di meridionali:

  • particolarmenteelevata in Germania (79,6%, primo gruppo quello siciliano:

    215.000 persone) e in Belgio (67,3%, primo gruppo ancora

    quello siciliano: 91.000 persone);

  • piùcontenuta, ma sempre maggioritaria, in Francia (51,6%, primo

    gruppo quello siciliano: 60.000), in Gran Bretagna (56,1%,

    primo gruppo quello campano: 37.000) e in Olanda (53,6%,

    primo gruppo quello sardo: 7.000);

  • bassain Spagna (12,2%, primo gruppo quello lombardo: 6.000) e

    in Lussemburgo (47,8%, primo gruppo quello pugliese: 7.000).

 

In

America Latina sono meglio rappresentate le regioni del Nord-Centro

Italia:Brasile

 

(68,8%,

primo gruppo quello veneto: 77.000), Cile (87,8%, primo gruppo

quello lombardo: 4.000), Perù (87,2%, primo gruppo quello

ligure: 5.000) e Uruguay (63,8%, primo gruppo quello lombardo:

8.000). In Argentina le regioni del Nord-Centro Italia hanno

all’incirca lo stesso peso di quelle meridionali (ma il

primo gruppo è quello calabrese con 90.000 unità);

nel Venezuela, invece, prevalgono i meridionali (70%) e il primo

gruppo è quello campano (28.000).Anche nel Nord America

prevalgono le regioni meridionali: Stati Uniti (74,8%,

primo gruppo quello siciliano: 55.000) e Canada (69,5%, primo

gruppo quello calabrese: 24.000).I meridionali prevalgono

anche in Australia(71,8%, primo gruppo quello calabrese:

29.000), mentre nel Sud Africa vengono per prime

le regioni del Nord-Centro Italia (primo gruppo quello dei friulani:

5.000).Le regioni e le aree di provenienza degli italiani

all’estero

La

presenza italiana nel mondo per aree di provenienza

è così caratterizzata:

FONTE:

Elaborazioni Caritas/Dossier Statistico Immigr

Area

provenienza

Attuali

presenze

%

presenze

Popol.

in Italia

Emigrati

x 100 ab.

Nord

1.139.845

29,0

25.713.406

4,4

Centro

436.285

11,1

11.097.006

3,9

Sud

1.532.895

39,0

14.129.861

10,8

Isole

821.474

20,9

6.739.682

12,2

Italia

3.930.499

100,0

57.679.955

6,8

azione

su dati Aire, Anagrafe consolare e Istat

Più

della metà degli italiani nel mondo (59,9%) proviene

dal Meridione, quasi un terzo dal Nord e poco più del

10% dalle regioni del Centro.

Risiedono

attualmente all’estero sette italiani rispetto a

100 abitanti rimasti in Italia, tuttavia con un peso

differenziato a seconda delle aree. Nelle regioni del Nord e

del Centro il rapporto è di 4 emigrati per 100 abitanti,

mentre nelle regioni meridionali vi sono più di 11 emigrati

per 100 abitanti.

Nel

Nordl’area maggiormente contrassegnata dalla

presenza all’estero è il Nord Est: rispetto a 100

residenti in regione sono 13,5 i residenti all’estero

per il Friuli Venezia Giulia e 7 i residenti all’estero

sia per il Veneto che per il Trentino Alto

Adige.

Nel

Centro, l’area meno segnata dall’emigrazione,

costituisce un’eccezione la regione Marche

della quale il 7% si trova all’estero.

Nel

Meridione, rispetto alla media di 11 corregionali all’estero

ogni 100 residenti, collocano al di sopra l’Abruzzo,

la Calabria, la Basilicata e la Siciliacon circa 15

residenti all’estero. Un caso ancora più significativo

è il Molise, regione della quale più di

un quinto della popolazione risulta all’estero (27,3%).

Riprendendo

il confronto con il recente fenomeno dell’immigrazione

estera in Italia(un milione e mezzo di soggiornanti

all’inizio del 2000), va precisato che, mentre il 7% della

popolazione italiana è stata accolta all’estero

(4 milioni di persone), è del 2,6% l’incidenza

dei soggiornanti stranieri sui 57 milioni 680.

Provenienza

regionale degli italiani nel mondo (ottobre 2000)

Regione

Popol.

ital. 31.12.99

Italiani

estero 6/2000

Ital.

estero X 100 ab

paese emigraz. 6/2000

NORD

27.713.406

1.139.845

4,4

Svizzera

229.826

Val

d’Aosta

120.343

7.861

5,0

Svizzera

2.877

Piemonte

4.287.465

141.498

3,6

Francia

25.187

Lombardia

9.065.440

265.274

3,1

Svizzera

83.296

Liguria

1.625.870

78.610

5,3

Francia

11.457

Trentino

A.Adige

936.256

68.818

7,5

Germania

20.370

Veneto

4.511.714

286.926

7,0

Svizzera

47.630

Friuli

V. Giulia

1.185.172

161.151

13,5

Francia

31.263

Emilia

Romagna

3.981.146

129.707

3,5

Francia

21.402

CENTRO

11.097.006

436.285

4,0

Argentina

80.948

Toscana

3.536.452

110.054

3,3

Francia

16.508

Umbria

835.488

39.305

4,3

Francia

13.757

Marche

1.460.989

90.401

7,0

Argentina

27.392

Lazio

5.264.077

196.525

3,5

Francia

27.907

SUD

14.129.861

1.532.895

10,5

Germania

297.268

Abruzzo

1.279.016

200.455

13,9

Canada

32.073

Campania

5.780.958

436.286

7,5

Germania

76.786

Molise

327.987

94.332

27,3

G.

Bretagna 22.828

Basilicata

606.183

86.472

15,8

Germania

17.640

Puglia

4.085.239

365.536

8,3

Germania

104.543

Calabria

2.050.478

349.814

16,5

Argentina

54.221

ISOLE

6.739.682

821.474

11,4

Germania

247.545

Sicilia

5.087.794

711.420

13,0

Germania

199.909

Sardegna

1.651.888

110.054

6,2

Germania

32.576

ITALIA

57.679.955

3.930.499

6,8

Germania

688.120

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