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Centauro per MateraMilano,2014-07-11 – Poco più di 2600 km a/r dalla Lombardia, terra di adozione, verso la Lucania, mia terra di origine, percorsi “in solitaria” su statali e strade d’altri tempi in sella alla mia Heritage Springer. Un viaggio dove, più che il tempo, contano i luoghi visitati, le persone incontrate.  Un viaggio in “solitaria” è un’esperienza che va oltre il “vivere la moto in sella alla propria moto”: comincia ancora prima del giorno di partenza.

Studiare il percorso usando le carte stradali, pianificare le soste notturne, ma soprattutto prepararsi mentalmente a un viaggio dentro sé stessi, un mettere alla prova le proprie capacità di affrontare le varie situazioni possibili. E’ con questo spirito che anche quest’anno ho intrapreso il ride da me denominato “My Italy Riding Alone”.

Un viaggio “in solitaria” verso la Basilicata, terra di origine, in sella alla mia Heritage Springer, privilegiando, come nei due precedenti, strade a “scorrimento lento” lungo una dorsale nord-sud-nord di un’Italia “minore”, dove quella “maggiore” è fatta di città solo più popolate.

Da Milano, verso Bologna, scendo a Firenze attraverso il Passo Raticosa e il Passo della Futa e poi Siena. Lungo la “Cassia” in Val d’Orcia, con le colline senesi e i cipressi a far da cornice a una delle strade più panoramiche d’Italia, passando per antichi borghi come Bagnovignoni con la sua vasca d’acqua calda termale arrivo a pernottare a Genazzano nei pressi di Roma.

Il giorno dopo, mentre salgo per i tornanti che portano all’Abbazia di Montecassino, intatta nella sua imponenza e bellezza del chiostro bramantesco, benché ricostruita dopo una delle più cruente battaglie della 2° Guerra Mondiale, il pensiero va a quei soldati morti per la nostra libertà e la democrazia.

Proseguendo sempre su strade interne, arrivo sotto una pioggia battente a salutare la Basilicata in prossimità del Vulture, terra di Orazio, per poi fare rotta verso i vicini Laghi di Monticchio: due specchi d’acqua simili a gemme incastonate nel verde della zona vulcanica circostante, mentre dall’alto domina la Badia di San Michele.

“Questa terra è la mia terra”, cantava Woody Guthrie con la sua chitarra raccontando la sua America.

La mia è quella delle ginestre in fiore lungo la strada che si inerpica all’interno della foresta Gallipoli-Cognato, dei paesaggi e di paesi come Pietrapertosa sovrastato dalle Dolomiti Lucane, di Craco, ridotto a rovine per le frane degli anni ’70, di Matera, la Città dei Sassi, recentemente proiettata a un rilancio in cui turismo fa il paio con cultura, essendo infatti una delle sei città candidate a Capitale Europea della Cultura nel 2019.

La mia stessa “solitaria” voleva rappresentare una testimonianza a favore della candidatura, coinvolgendo le persone incontrate e facendo apporre la loro firma sulla mia “Supporting Tee” per Matera 2019.

L’incontro con i nuovi amici del locale Indian Bikers Mc segna un “momento biker” e crea le premesse per future strade da percorrere insieme.

Ma è già tempo di ripartire. Ancora una volta riprendo strada lungo la dorsale appenninica tra il Matese e il Gran Sasso, arrivando in serata alle verdi Gole di Antrodoco, teatro della prima guerra del Risorgimento.

Il giorno successivo, percorrendo la “Salaria” giungo al Lago di Piediluco, mentre pochi km dopo si apre lo scenario delle Cascate delle Marmore e, ancora oltre, Castiglione del Lago, borgo storico sul Trasimeno. Ormai è giorno inoltrato e mancando ancora molta strada è inevitabile dover imboccare l’autostrada per arrivare a casa prima che sia notte.

Bruce Chatwin, infaticabile viaggiatore d’un tempo, era solito dire che il viaggio non allarga i propri orizzonti, ma li costruisce.

Dovessi pensare ad alcuni dei miei, costruiti in questi tre anni di “My Italy Riding Alone”, li vedo negli occhi di Ciro Esposito, amalfitano, innamorato pazzo dell’Easy Rider-Peter Fonda, icona di un certo vivere biker, nell’ospitalità di Annarita e Felice con i quali, benché sconosciuto ospite del loro b&b, ho condiviso in amicizia la loro tavola, oppure ancora nei ragazzi che con entusiasmo si adoperano per Matera 2019, affinché questa città non sia più ricordata come “vergogna nazionale”, ma quanto segno evidente di un ritrovato orgoglio e di una cultura che affonda le sue radici nella stessa storia dell’uomo.

…è bbella ‘a moto.

Luigi

#vivilamotoinsellaallatuamoto #livethebikeridingyourbike