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Matera, 2012-10-15 – L’amore per la nostra città lo ha accompagnato fino all’ultimo istante della sua vita tanto da desiderare fortemente che la sua sepoltura avvenisse a Matera”. Lo afferma il sindaco, Salvatore Adduce, che ha appreso questa mattina della scomparsa di Michele D’Elia, cittadino onorario della città di Matera dal 18 febbraio 2008. “Ma D’Elia – aggiunge Adduce – è stato molto di più, è stato un figlio di questa terra in cui da tempo ha messo radici con il suo straordinario amore per la difesa e la valorizzazione dei Beni culturali sia come direttore dell’Istituto centrale di restauro, sia come soprintendente ai Beni storici e artistici della Basilicata, sia come direttore della Fondazione Zètema.
Il sindaco, in particolare, ricorda il suo prezioso apporto, nelle sue funzioni di Soprintendente, alla ricostruzione del ricco mosaico di beni culturali messo a rischio dal tragico terremoto del 1980. “Fu forse in quella tragedia e in quelle ferite che Michele D’Elia seppe riconoscere il valore e la forza della nostra comunità e del patrimonio culturale che riusciva ad esprimere”.

Adduce ricorda poi alcune sue significative parole: “La Basilicata è forse la regione più autentica meno contaminata, nonostante i terremoti che ci sono stati. Sono convinto – spiegava D’Elia – che un rapporto così stretto tra città e campagna è unico. E un miracolo della natura che non è solo nei Sassi di Matera. La bellezza della Basilicata è nella sua autenticità”. Una autenticità che “D’Elia ha portato sempre con sé non solo attraverso la sua straordinaria competenza, ma anche nella sua dimensione umana”.
“E’ necessario, però, che la Basilicata apra le proprie frontiere, produca cultura e non solo accetti cultura altrui”, diceva D’Elia.
“Un insegnamento, una direzione di cui tutti dobbiamo tenere in debito conto. E non è un caso – ricorda il sindaco – che D’Elia guardava con grande attenzione al percorso di candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura nel 2019 mettendosi sempre a disposizione con i suoi consigli”.

“D’Elia ci lascia una eredità straordinaria, fatta di parole, consigli, insegnamenti, ma anche di cose concrete. Come non ricordare la prossima nascita a Matera di una sede distaccata dell’Istituto centrale di restauro. Una battaglia che stiamo vincendo grazie anche e soprattutto al suo impegno e alle sue competenze. Ma l’eredità ancora più importante che D’Elia lascia alle istituzioni, ai suoi amici, all’intera città è il ricordo di una persona straordinaria, di un uomo che ha saputo vivere con intensità, passione, onestà e umiltà il suo amore per la gente, l’arte e la cultura, per il sapere, per la nostra città. Per tutte queste ragioni saremo ai funerali che si terranno domani, a Bari, nella Chiesa di San Nicola, alle ore 15.30.

Subito dopo il rito funebre, insieme agli amici della Scaletta e della Soprintendenza ai beni artistici e storici, accompagneremo la salma a Matera, in quella che fu la sua prima sede di lavoro, Palazzo Lanfranchi. Nella chiesa della Madonna del Carmine verrà allestita una camera ardente che resterà aperta fino alle 22. Mercoledì mattina, alle ore 10, l’ultimo saluto a Michele D’Elia prima di accompagnarlo al cimitero di Matera”.
Il sindaco ha deciso per la giornata di oggi e domani di tenere le bandiere a mezz’asta in segno di lutto cittadino.