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racconti prosperoMOLITERNO (POTENZA), 2014-01-06  Più che finestre, aperture sulla realtà, sono sguardi dall’interno, riflessioni  sulla vita che è fatta – si sa – da insidie (tante) e, al contempo, da  momenti più accomodanti e gradevoli. Così si presentano i racconti  di Prospero Rotondaro che ancora, tra  varie offerte,  non hanno trovato il giusto  editore per la pubblicazione. Ma nell’ attesa che una casa editrice  si faccia avanti (con una seria proposta), Rotondaro presenta questa sera  (ore 22.00) all’Art-House-Sankara  le tre  brevi narrazioni: “Le pagine della nostra vita”, “Il sorriso di mio figlio” e Mi manchi” . Nel primo vengono accostate la natura e l’immagine della  vita a quelle  di un libro. Come un’esistenza stringe in sé sensazioni e stati d’animo, per Rotondaro anche la pagina bianca  di un volume può accogliere tutti i sentori delle emozioni e dei sentimenti.

“La vita è come un libro – scrive Rotondaro – un cammino da percorrere e affrontare…”. Nel secondo racconto  un genitore ( un padre) cerca di trattenere  la dolcezza di un bimbo che sorride. Ma il candore dello spaccato domestico (e familiare) viene appena offuscato dal pensiero del genitore rivolto ai quei bambini  che non hanno la stessa fortuna, come il proprio figlio,  di assaporare l’affetto e il calore dei cari. Infine  “Mi manchi”  è il narrato di quel vuoto, di quella mancanza, del mondo che crolla intorno quando la persona amata decide di allontanarsi,  di stroncare il legame.

Eppure “la mancanza – riporta Rotondaro – ci fa capire  che in fondo ciò che ci manca è sempre con noi, e a volte torna, forse solo per ricordarci che c’è ancora…” . I racconti di Prospero Rotondaro sono pillole di una scrittura semplice e mai banale, respirano di una propria  igienica sintassi e si affollano di  parole in libertà che non voglio elargire nessuna morale.

Brevi storie che – se fossero già edite  –  dovremmo affermare che, oltre a toccare con leggerezza gli aspetti più riconoscibili della razza umana,  possono star bene sul comodino, di notte, a far da sentinella a qualche sogno… Qualche sogno che non si vuol dimenticare. Promuove l’iniziativa allo spazio Sankara il Laboratorio 2050.