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di là dal vetroMoliterno, 2014-03-13 – Poter riacciuffare un pezzo del passato costringerlo  ad esserci di nuovo. Questo è il movente delle storie dei libri Erri De Luca. Anche il cortometraggio  “Di là dal vetro”   di Andrea Di Bari e scritto dallo scrittore napoletano  non è altro che un frammento del passato che viene riportato alla luce in un dialogo-sogno tra un figlio (lo stesso De Luca) e la madre (Isa Danieli) morta da tempo. L’uomo  una notte si risveglia avvertendo la sirena di un allarme aereo. Un suono che ha sentito a Belgrado nella primavera del 99’ quando la città venne bombardata dagli aerei. Anche la madre conosce quella stessa sirena in quanto precedeva i bombardamenti su Napoli durante la secondo guerra mondiale. Un racconto a due voce è il bel lavoro di Di Bari e De Luca, madre e figlio si ritrovano al tavolo della cucina  a parlare di uova al tegamino e di guerra, di un cuore malato e di un diario di viaggio con la copertina rossa. 

Tra la madre e il figlio si crea  una notte d’insonnia e ma pure d’intesa. Il film di Di Bari viene proiettato (ore 11.30) nell’Aula Magna dell’Istituto Petruccelli Della Gattina nel corso della prima edizione della rassegna cinematografica promossa per le scuole del territorio dal Comune di Viggiano, “Zero in condotta”, il cui titolo riprende l’omonimo capolavoro di Jean Vigo.  Il film francese, girato nel 1930 da Vigo, viene presentato dopo quello di Di Bari e, coi suoi ragazzi-ribelli che mettono in rivolta un collegio, si propone ancora oggi a manifesto  dell’infanzia negata, a diritto di minori a ribellarsi agli adulti quando questo si presenta arrogante, immorale, autoritario, inebetito e mediocre. Ma “Zero in condotta – spiega il curatore della rassegna, il cinecronista Mimmo Mastrangelo –  è pure un inno alla conquista libertà, quella libertà che come la fede non si afferma una volta per sempre ma va difesa giorno per giorno”. “Col progetto di Zero in Condotta – dichiara l’assessore alla Cultura Luca Caiazza –  proviamo, tra l’altro, a far emergere un lavoro compiuto con oculatezza nel non voler trascurare alcuno aspetto della nostra ricca eredità culturale e cinematografica.