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foto dal web

Il ministro MISE, Federica Guidi, rispondendo ad una interrogazione dell’On Latronico (FI) al question time di oggi in parlamento sui permessi di ricerca nel Mar Jonio ed in particolare dell’istanza D79 di Enel Longanesi ha sostenuto che la ricerca petrolifera si farà e “che non c’è da preoccuparsi per il futuro, perché le attività minerarie e quelle turistiche possono convivere come dimostrano le aree dove questo avviene“. Inoltre il ministro Guidi ha sostenuto che “non sono previsti pozzi esplorativi ed eventuali piattaforme potranno essere allocate solo a seguito di riscontri positivi delle prospezioni e comunque previa nuova Valutazione di Impatto Ambientale ed ulteriore nuova autorizzazione da parte del MISE…ai sensi del decreto attuativo dello sblocca Italia il Ministero dello sviluppo economico prende atto che l’area del permesso di ricerca è a significativa distanza dai siti di Rete Natura 2000 presenti lungo la costa”.

La Guidi ha inoltre riferito che il permesso Enel Longanesi “si trova oltre le 12 miglia nautiche e non rientra pertanto nelle aree di divieto di prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare…trovandosi nel punto più prossimo alle coste a 17 miglia nautiche … ed Enel Longanesi utilizzerà la tecnica dell’air gun” che secondo il ministro Guidi “non comporta alcun danno ai cetacei, nè sui fondali nè sulla fauna marina…ed eventuali fasi di perforazioni con tecniche ad aste di perforazione dovranno essere autorizzate con VIA specifiche”.

Per la Ola è quantomeno strano il sincronismo tra la manifestazione odierna indetta a Policoro e la risposta tempestiva del ministero sui permessi di ricerca in mare che ribadisce, nelle parole del ministro Guidi, come le competenze in materia di istruttorie ed autorizzazioni siano esclusivamente statali. Fonte: http://www.olambientalista.it/