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Melfi-Lorenzo Morano
Melfi-Lorenzo Morano

Melfi, 2013-07-17 – “C’è un grande masso sulla strada che blocca il passaggio; attorno ci sono otto uomini, chi dall’aspetto energico, chi meno, ma tutti con un comune intento, ossia quello di liberare la strada dall’ostacolo. Tutto bellissimo, vero? C’è solo un piccolissimo, ma determinante inconveniente: questi signori tra loro non sono per nulla coordinati. Nessuno sa quello che intende fare l’altro, ma tutti vogliono fare. Sapete qual è il risultato? Contemporaneamente accade che c’è chi spinge dall’alto verso il basso, chi dal basso verso l’alto, chi da destra verso sinistra e chi da sinistra verso destra. Poi c’è chi tenta di sollevare il masso, chi prova a farlo rotolare, chi vuole spaccarlo ed addirittura chi crede di spostarlo con la forza del pensiero.

Morale della favola, l’enorme masso, malgrado le tante energie profuse, è sempre al suo posto: il posto sbagliato! Questa immagine metaforica potrebbe rappresentare alla perfezione ciò che accade, da sempre, nel mondo dell’associazionismo melfitano” a parlare è Lorenzo Morano, coordinatore regionale attività formativa del CSI (Centro Sportivo Italiano). “A Melfi vi è un sottobosco di associazioni culturali, sportive e sociali, con un potenziale considerevole-continua Morano- un potenziale che puntualmente viene ridimensionato dalla scarsa comunicazione tra le stesse associazioni, e soprattutto da un mancato coordinamento; quel mancato coordinamento che fa sprecare energie e non fa muovere di un centimetro l’enorme masso che ostacola la strada della crescita, almeno quella socio-culturale.

Da tempo si parla a Melfi della creazione di una “Consulta delle Associazioni”, ma da tempo tutto tace. Personalmente credo sia arrivato il momento di agire in tal senso, in modo da canalizzare nel migliore dei modi le tante energie che la nostra cittadina dispone. Non è possibile che si vada avanti come cani sciolti, spesso senza una chiara direzione, vivendo in pratica alla giornata. La città di Melfi ha bisogno di un serio piano di azione in tal senso, in modo anche da valorizzare l’operato di quelle associazioni meritevoli di considerazioni, per azioni concrete e contenuti. Nessuno vuole che la singola associazione venga mortificata o soffocata dall’alto o da altri: sarebbe paradossale se chi da sempre ha pensato alla salvaguardia dell’ambiente, volesse dare linee guida a chi nel suo DNA ha la promozione della pratica sportiva.

Sarebbe però opportuno creare un punto d’incontro, un qualcosa che permetta a tutti di crescere e magari di collaborare assieme. Questo in parte accade, ma avviene in maniera estemporanea, solo grazie ai rapporti dei singoli associati, di diverse associazioni, ed i risultati spesso sono veramente degni di nota. Occorre però che ciò avvenga in un disegno più organico ed armonioso, che è appunto quello della crescita del nostro paese, che ha bisogno di ritrovare il proprio dinamismo, senza sprecare risorse ed energie. Sarebbe stupendo se ogni associazione presentasse un piano d’azione annuale, consultabile dalle altre, in modo da poter operare assieme sui punti più consoni ai propri mezzi disponibili, in modo anche da evitare di occupare fisicamente gli stessi spazi, nel medesimo periodo, ecc. Di sicuro i risultati sarebbero maggiori e migliori!

Il principio evangelico del “Non sappia la tua mano destra quello che fa la tua mano sinistra”, credo che debba essere bandito, almeno per quanto riguarda gli intenti generali. Solo operando in questa direzione potremmo valorizzare al meglio ogni aspetto della vita socio-culturale melfitana, impegnandoci tutti assieme nella realizzazione di progetti comuni, ovviamente non trascurando le singole peculiarità di ogni associazione. Alla luce di quanto detto, penso sia il momento che la nostra Amministrazione si faccia carico di creare questa Consulta, anche per far conoscere a tutti in maniera trasparente la fattiva disponibilità di spazi e strutture pubbliche.

Occorre ora un input concreto dagli organi istituzionali, input che deve necessariamente essere fatto proprio da tutti i soggetti impegnati nell’ambito socio-culturale; solo così nessuna associazione potrà avere alibi e magari si potrà constatare chi effettivamente è attivo ed opera veramente per il bene comune. Non sprechiamo altro tempo, non sprechiamo energie, condividiamo idee, valorizziamo il nostro bene comune ed anche chi opera per questo; sono certo che possiamo fare bene, ma per farlo dobbiamo guardarci in faccia e parlarci in maniera diretta e l’unico modo per farlo è un tavolo a cui siano seduti tutti gli attori di questa commedia: associazioni ed istituzioni”.

Lorenzo Zolfo