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melfi museo nazionale aperto di notte
Melfi museo nazionale

Melfi, 2013-12-30 – Un successo il Museo Archeologico Nazionale del Vulture e Melfese aperto di notte nella cittadina federiciana, voluta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nonostante il clima di feste natalizie, in molti hanno deciso di visitare il museo al castello federiciano di Melfi. Ad accogliere il visitatore un bellissimo albero di Natale con accanto il logo dell’evento ed alcune opere di pittura e scultura dell’artista Sebaste di Bernalda dal titolo: “ L’ebbrezza di Dioniso”.La direttrice del museo, dott.ssa Rosanna Ciriello ha fatto da “Cicerone” ai numerosi visitatori, alcuni provenienti anche da fuori regione. Il museo è articolato su due piani delle restaurate sale del Castello. “Qui i ricchissimi rinvenimenti tombali e i materiali di abitato-ha spiegato la direttrice Ciriello- sono esposti secondo un allestimento cronologico e territoriale con approfondimenti tematici che restituisce al visitatore un quadro completo della realtà antica”.

Un merito va alla direttrice dott.ssa Ciriello che, da quando occupa questo ruolo, ha dato lustro a questo museo. La dott.ssa Ciriello, in circa due ore, tanto dura il percorso, ha spiegato minuziosamente i particolari di tutti i reperti archeologici allestiti nelle tante vetrine del museo: dalle Antiche genti del Melfese all’organizzazione del territorio e popolamento ( molto apprezzato il Sarcofago rinvenuto nelle campagne di Rapolla e consegnato al museo nel 1976, raffigura la moglie di un Senatore romano del II secolo a.C.). Le tombe (ponendo in evidenza il corredo funebre più antico, del VII secolo a.C). Le Ambre (elementi di collane,da pendagli e da decorazioni di fibule, di orecchini e di vestiti rinvenuti a Lavello,Banzi e Melfi).

Il Pitagorismo e speranze di salvezza ( tra le produzioni più particolari quelle di una “bottega” di ceramisti a Ripacandida, centro di cultura nord-lucana, con motivi figurati che riportano al pensiero di Pitagora. Su una brocchetta esemplare, attualmente in mostra a Roma al Castel S.Angelo, è la raffigurazione del viaggio celeste che conduce all’immortalità). La Quadreria Doria (15 tele con soggetti di caccia, un nucleo di opere di soggetto sacro, oltre al telero raffigurante lo Stato di Melfi). I visitatori, prima di lasciare il castello, si sono complimentati con la direttrice Ciriello per la descrizione dettagliata di quanto visto.

Lorenzo Zolfo