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Melfi – C’erano sicuramente oltre mille, tra istituzioni, associazioni, rappresentanti di partiti e liberi cittadini nella città federiciana per manifestare pubblicamente e dire no alla soppressione del Tribunale di Melfi, importante presidio di giustizia per un’area di oltre 70 mila abitanti.Presente anche il Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla e Venosa, padre Gianfranco Todisco che ha percorso tutto il tragitto, partito dalla stazione e giunto fino al Tribunale. Prendendo la parola, ha riferito: “da un’po’ di tempo, il Vulture-Melfese non è più un’isola felice. Non si può più vivere di bellezze turistiche e naturali. Con la soppressione del Tribunale di Melfi è in gioco il bene di un intero territorio. Con la manifestazione di oggi, una voce si eleva forte e che possa arrivare fino alle stanze dei governanti nazionali perché alla fine prevalga il buon senso”. Tanti pensionati al seguito, nonostante il caldo, tra questi Vincenzo Valvano, che ha sostenuto questa protesta: “abbiamo bisogno del tribunale, la protesta di oggi nasce dal cuore di ogni presente, è come se ci togliessero una parte della nostra vita”. Francesca Albis, una lavoratrice, ha aggiunto: “la soppressione di un tribunale toglie lavoro a centinaia di persone. Arrivare a Potenza per una strada insidiosa come la Melfi-Potenza, diventa non solo pericolo, ma anche scomodo. Non riesco a capire come la zona zona, nonostante le tante ricchezze, ultimamente è preda di saccheggi”. Due casalinghe, Cinzia S. e Mariagrazia C.incontrate ai bordi della strada dove passava il lungo corteo, con i propri figli, hanno commentato questo giorno di mobilitazione generale: “con l’eliminazione di un tribunale, l’economia di una intera città ne risentirebbe, perfino il… barista. Spostare una struttura che ha fatto la storia è ingiusto”. Il dott. Vittorio Zambella, dalla vicina Barile, ha lasciato per un attimo il suo lavoro di medico, per essere presente a questa protesta: “la politica deve capire che il Vulture-Melfese non è più terra di conquista per solo voti. Non vogliamo più essere calpestati da decisioni politiche ingiuste. Questo torto subito deve essere subito cancellato, altrimenti i nostri politici devono spiegarci i motivi di questa soppressione del tribunale”. Giuliana Lamorte, studentessa di scuola superiore, fa parte dell’azione cattolica, una delle tante associazioni che hanno partecipato, ha le idee abbastanza chiare: “questa protesta non deve fermarsi ad oggi, dobbiamo continuare per dare uno schiaffo morale ai governanti. La nostra è una lotta di civiltà”. Presente anche l’ex Sindaco di Ginestra, Fabrizio Caputo, da tempo residente a Melfi. Ecco il suo pensiero su questa protesta: “ho partecipato per difendere l’identità di questo territorio. Sono favorevole ai tagli della spesa pubblica inefficenti, ma in questo caso il Governo ha ribaltato i criteri assunti nella legge-delega accorpando illegittimamente Lagonegro e Sala consilina (Sa), favorendo la soppressione del tribunale di Melfi”.

Lorenzo Zolfo