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TalentiMelfi, 2013-12-31 – Sono sempre più i giovani talenti italiani che migrano in altri Paesi, europei e non, dove trovano non solo occupazione, ma anche importanti riconoscimenti e gratificazioni. E’ stato questo il tema affrontato nel corso del service “Disagio giovanile e tutela dei minori.
Perché i nostri figli lavorano all’estero?” organizzato dal Lions Club Eboli Battipaglia Host (Presidente  Stefano Fergola)  in collaborazione con il Lions Club Melfi (Presidente Rosa Masi) il Lions Club Giordano Bruno Nola (Presidente Salvatore Napolitano) e il Lions Club Castellabate Cilento Antico (Presidente Adele Della Torre). Dopo i saluti iniziali, il convegno, moderato da Corrado Spina,  è entrato nel vivo con il racconto di tre giovani professionisti che si sono affermati oltre i confini nazionali, espressione del riscatto di una generazione che fatica a farsi spazio nel mondo del lavoro. Tre storie diverse, eppure sostanzialmente simili, accomunate da quel velo di nostalgia proprio di chi lascia gli affetti più cari e dal sogno, più o meno realizzabile, di fare ritorno un giorno in Italia. Tra loro, per Melfi, il dott.  Antonio Simonetti.

Ad accompagnarlo, fieri ed orgogliosi, il Presidente del Lions Club Melfi, Rosa Masi, e i soci Salvatore Guarino, Lorenzo Pagliuca e Luigi Spera. Una storia, la sua, fatta di sacrifici per pagarsi gli studi, esperienze all’estero –tra cui il progetto Erasmus – e poi i primi incarichi di responsabilità sino a quello di Sales Excellence Manager EMEIA  che ricopre attualmente alla Allegion (spin-off di Ingersoll Rand) di Bruxelles. “Lavorando all’estero – ha commentato il dott. Simonetti – la mente si apre, si vedono cose diverse e aumenta lo spirito di adattamento.

Il confronto con altre culture è alla base di una crescita umana e professionale, ma soprattutto aiuta a superare le barriere e i limiti culturali”. Tante le differenze. “In Italia se hai avviato un’impresa e, sfortunatamente, ti ritrovi sull’orlo del fallimento, difficilmente trovi qualcuno disposto a concederti nuovamente fiducia. A Bruxelles invece, ti viene concessa l’opportunità di rimetterti nuovamente in gioco, anche se alle spalle hai un’esperienza non troppo fortunata”. Ma c’è di più.

“I ruoli più importanti – ha aggiunto – sono accessibili anche ai giovani e il cambio di lavoro viene visto come un segnale di crescita professionale”. Nelle sue parole però, è forte il riconoscimento anche per la sua terra d’origine. “Sono grato all’Italia – ha aggiunto – per il mio percorso di studi e, spero un giorno di poter tornare per restituire al mio Paese, e soprattutto al Sud,  quello che ha speso per la mia formazione”. Diversa invece l’esperienza del dott. Alberto Melloni alla Forex Capital Markets a Londra. Figlio unico, in tasca una laurea conseguita a Milano. Prezioso il sostegno morale ed economico della famiglia, eppure la scelta di cercare fortuna altrove.

“Il lavoro all’estero – ha commentato – non è facile, ma nemmeno impossibile. Di sicuro si segue un percorso meritocratico”. La stessa meritocrazia che ha permesso a Felice Rivellese, medico immunologo, di farsi strada nell’arduo campo della ricerca. Dopo aver seguito il classico percorso del ricercatore si è trasferito in Olanda, dove attualmente lavora all’Università di Leiden.

“Nei Paesi Bassi – ha raccontato – gli investimenti nella ricerca sono di gran lunga superiori a quelli italiani e questo rende il Paese più competitivo e più attraente agli occhi degli studiosi”. A conclusione della serata, che si è svolta nel Palazzo di Città di Battipaglia (SA),  ai tre professionisti è stata consegnata una targa ricordo per il talento, l’impegno e l’eccellenza profusi nello studio e nella professione.