CONDIVIDI

Melfi.La Basilica Cattedrale di Melfi lo scorso 8 settebre, giorno dedicato alla nascita della beata Vergine Maria, era gremita di tanta gente proveniente dalle 34 parrocchie della Diocesi. Si è tenuta l’ Assemblea Diocesana dal tema: L’educazione alla Fede:sfida per la famiglia e la parrocchia. Ai saluti del rettore della cattedrale don Donato Labriola e di don Angelo Grieco, responsabile diocesa no della pastorale,è intervenuto don Vincenzo D’Amato, vicario del Vescovo: “inauguriamo l’anno pastorale nel giorno della beata Vergine Maria con buoni propositi. Gesù è presente in questa assemblea e ci parla, ma è necessario che la nostra vita corrisponda pienamente alla sua Parola. Innalziamo la nostra mente a Dio, perché nel suo santo Spirito ci guidi alla verità tutta intera”. Ospite d’eccezione,Mons.Mariano Crociata, segretario generale della C.E.I. che ha sostenuto: “è una gioia conoscere una chiesa nuova, mi trovo avvolto da una nuova comunità ecclesiale. Il Signore illumini e susciti in ognuno di noi il suo amore.La fede non è un prodotto umano, nasce nella chiesa, ma non è un suo frutto. E’ lo spirito di Dio e di Cristo a farla crescere e germogliare in ognuno di noi.La chiesa partecipa a questa azione generatrice perché è tempio dello Spirito Santo. La chiesa esiste prima di ogni credente. Nessuno può raggiungere o trattare Dio alla pari. Le parole, le persone,gli avvenimenti ci conducono a Dio. Non basta vedereper credere, lo stesso Gesù è stato odiato fino al punto da essere ucciso. Serve un tocco interiore, un congiungimento tra le parole e le azioni con l’intervento dello Spirito Santo. Il Padre agisce per mezzo delle sue due mani: Gesù e lo Spirito Santo.La chiesa con la sua azione prepara ed accompagna la persona alla fede, ma non garantisce un esito certo. Ecco perchè è una sfida. La fede va rinnovata momento per momento. La fede è una possibilità ed il suo rifiuto lo conosce solo Dio. La fede è una fiducia incondizionata a Dio. Una volta diventare cristiani era una cosa naturale,in una società integrata, oggi la vita sociale è cambiata, si è secolarizzata e si dubita tutto fino al punto di chiedersi: “perché credere?”. Scopriamo che siamo cristiani senza aver abbracciato la fede. Non si vive con consapevolezza il processo che porta alla fede!Siamo stati battezzati, ma non abbiamo vissuto un percorso di vita dentro la chiesa.Quali possono essere le soluzioni: reinnescare i percorsi, incontro, testimonianza e libertà. La fede scocca da un icontro che permette di aprirsi a Dio. L’incontro è tanto più vero, se la presenza di Cristo è dentro di noi (ecco la testimonianza). La libertà è una sollecitazione, un sì a Dio che viene dal profondo del cuore di una persona. In famiglia, purtroppo, si vive un processo disordinato e di ricomposizione, di dissoluzione e di frantumazione. La formazione, gli incontri di gruppo , sostegno ai bisognosi, azioni che la chiesa già attua,possono essere una soluzione.Famiglia e parrocchia hanno bisogno di sostenersi a vicenda, devono interagire attraverso un’autentica passione educativa. C’è una tendenza a scaricarsi del peso educativo. C’è bisogno di curare itinerari differenziati, l’educazione ha bisogno di tempo, con la pazienza e la serenità si raggiungerà l’obiettivo”. Le conclusioni affidate al Vescovo della Diocesi, padre Gianfranco Todisco: ” portare il Vangelo al cuore della gente,in una società che fa fatica ad accogliere Gesù, questa è la sfida educativa della chiesa. La famiglia è il fondamento non solo della società, ma anche della comunità cristiana.Gesù ci chiede di metterci in gioco, mettere una”pezza nuova su un abito vecchio”. Solo attraverso un lavoro di equipe, famiglia, parrocchia, società, attraverso un gioco di squadra, si raggiunge questo obiettivo”.
Lorenzo Zolfo
Le foto riprendono un momento della giornata.