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Convegno Fede ed Economia
Convegno Fede ed Economia

Melfi, 2013-09-22 – Presso il salone degli stemmi del palazzo Vescovile della cittadina federiciana, alla presenza di tante autorità civili e militari ( il Generale dei Carabinieri Basilicata, Vincenzo Procacci, il comandante Guardia di Finanze di Rionero,Francesca Daniele, il vice sindaco di Melfi, Di Ciommo, i consiglieri provinciali, Murano e Sperduto, il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, dirigente scolastico del Gasparrini, prof. Michele Masciale) si è svolto un interessantissimo n convegno per docenti di Religione,economisti e liberi cittadini dal titolo: “Fede ed Economia”. A promuovere questo incontro, l’Ufficio Scuola, presieduto dal dirigente scolastico e direttore diocesano per la Cultura,prof. Riccardo Rigante, che ha svolto anche il compito di moderatore: “ringrazio le autorità civili presenti, un grazie a Donato Mare, dell’Ufficio Scuola della Diocesi. Fede ed Economia, un binomio che crea tanti interrogativi e tocca le sfide politiche di oggi. Logiche, interessi e profitti dilaniano la nostra società, invece di mettere al centro la persona e la chiesa non può esimersi da questo compito per sconfiggere ingiustizie e dare più dignità al lavoro ed alla persona”. Ad aprire il convegno un video realizzato da Pasquale Ciliento e Rocco Caccavo.

A portare i saluti:Mons. Ciro Guerra,Cancelliere della Diocesi: “dopo fede e politica, fede e giustizia, con fede ed economia concludiamo un trittico di tematiche attualissime. Un convegno interessante e provocatorio per capire quale deve essere l’anima dell’economia. Come ecclesiastico, dico che la chiesa produce economia di solidarietà mettendo al centro la persona”. Il dott.Antonio Cutolo,Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Melfi ha aggiunto: “la figura dei commercialisti è di estrema importanza, è propugnatore di una valida etica. Ecco il motivo della nostra presenza”.. Ad intervenire sul tema specifico, tracciando l’aspetto politico dell’economia, il Senatore della Repubblica, Vito Bubbico, Vice Ministro degli Interni: “la crisi che attanaglia il nostro Paese non è solo di tipo economica e sociale, ma di identità. Per sconfiggerla, dobbiamo sconfiggere il pensiero sbrigativo e le dinamiche politiche e sociali che non tengono conto dell’uomo. Abbiamo bisogno di ricostruire un tessuto connettivo della società, ricostruire legami, invece serpeggia tanta sfiducia e la dottrina sociale della chiesa può aiutare tanto. Ognuno di noi deve far prevalere quei beni, che devono emergere, a prescindere dll’appartenenza politica. C’è una relazione profonda tra fede ed economia:la disoccupazione, le famiglie che perdono la speranza. Solo coltivando la fiducia e quel senso di coesione sociale che porta a beni relazionali, si può uscire da questa crisi”.Il Dott. Nicola Curci, Economista, originario della Basilicata ha sostenuto: “la crisi economica è nata dagli squilibri macro-economici che affliggono l’economia mondiale. Dapprima gli Stati Uniti che hanno alimentato il debito pubblico attraverso il consumo e poi la Cina con l’export, fino alla vecchia Europa, che con la crescita demografica ferma, non è stata capace di fare scelte giuste. Nel 2013 c’è qualcuno che vuole andare avanti con l’economia di stato degli anni ’60. Per la Basilicata gli indicatori economici sono molto bassi. La valorizzazione della società civile è stata troppo bistrattata da un’assistenzialismo galoppante. Vige un’idea politica di interesse individuale.

Il rimedio è far fare un passo indietro alla politica. Fin quando gli Enti Istituzionali saranno i datori di lavoro, non ne usciamo da questa crisi. Le risorse naturali vengono mal utilizzati. Il capitale sociale in questa regione è al livello più basso del resto d’Italia.La prospettiva cristiana rispetto alla crisi: recuperare un welfare partecipativo, una sussidiarietà più sostenuta, l’affidarsi agli altri, alimentando fiducia”. Un video dal titolo: “contro la crisi economica la fede aiuta…” degli studenti del Gasparrini è stato apprezzato dai relatori. Nel dibattito con il pubblico, interessanti gli interventi della prof.ssa Donatina Allamprese, docente di Religione che alla domanda: “ che si fa per l’economia dei poveri? Non ha trovato risposte. Mentre un agricoltore ha denunciato come l’economia agricola a Melfi viene intaccata dai tanti furti di mezzi agricoli. Le conclusioni affidate al Vescovo della Diocesi, padre Gianfranco Todisco: “il Vescovo ha elogiato il lavoro preparato dagli studenti dell’Istituto Gasparrini im quanto hanno saputo ben sviluppare il tema.

Hanno fatto bene i ragazzi a citare l’omelia che Papa Francesco ha fatto a Santa Chiara il 16 settembre.L’anno dela fede proposto da papa Benedetto ci ha portato a ritrovare la fede. la fede è la nostra carta d’identità che va rinnovata sempre. Fede significa affidarsi, accogliere. La Chiesa come Gesù deve abbracciare tutti. Non possiamo essere indifferenti di fronte ai problemi economici: la chiusura delle fabbriche, i tanti papà che perdono il lavoro, le difficoltà dei giovani a trovare il lavoro, i tanti che si tolgono la vita per motivi economici, sono problemi anche della Chiesa. Importante è il ruolo dello stato perchè l’economia si avvii. Tanta gente viene da me a chiedere di aiutarli a trovare lavoro: ho scritto tante lettere di presentazione. Il credente deve desiderare per sè ciò che desidera per gli altri. Nei nostri amministratori, nei nostri governanti c’è l’identità cristiana? Sapete quante coppie si separano per non pagare le tasse? Molti mi dicono che non possono dichiarare tutto, altrimenti pagherebbero molto di tasse e non riuscirebbero a vivere. Pensiamo alle pensioni d’oro, anche agli scandali nella Chiesa che è chiamata a dare il buon esempio. Allora? Rivediamo il nostro stile di vita. Essere onesti, coerenti non vuol dire essere fessi. Ricordatevi che fare il furbetto non paga. Dobbiamo aiutare i giovani a capire che il futuro sta nelle loro mani, lo possiamo costruire con quello che abbiamo, dobbiamo renderli corresponsabili. Dobbiamo scegliere attentamente i nostri governanti, non svendiamoci per quattro soldi, esigiamo da loro non favori personali, ma il bene di tutti”.

Lorenzo Zolfo