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viggianoPotenza, 2014-09-01 – Matteo Renzi, da buon Presidente del Consiglio-Podestà di un paese sempre più soffocato dall’antidemocrazia e dall’antistato di diritto, continua ad agitare il suo manganello ed utilizza il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” come grimaldello per spalancare le porte alla definitiva petrolizzazione della Basilicata infelix.
La politica lucana tutta – tranne le eccezioni che confermano la regola – abbozza e quasi fa l’inchino, ovviamente non negandosi quel minimo di gioco delle parti utile a gettare fumo negli occhi a cittadini intontiti da decenni di bufale e promesse a vuoto.
Tra specchietti per le allodole e perline distribuite a piene mani a noi altri terroni lucani, il Premier di questa nostra Repubblica delle Banane ha confermato una strategia che ho più volte paragonato al programma “Oil for Food”: più petrolio in cambio delle risorse necessarie alla sopravvivenza di una terra che è da tempo tra i fanalini di coda del paese in base a tutti gli indicatori socio-economici.

Peggio ancora, sua eccellenza Matteo Renzi utilizza la questione “Patto di stabilità” come arma di ricatto. Delle due l’una: o la risoluzione petrolifera votata dal Consiglio regionale lucano, volta a rompere i vincoli del “Patto di stabilità” e consentire quindi l’utilizzo delle royalties, è incostituzionale – e quindi il Governo è tenuto ad opporsi – o non lo è, e allora non si comprende davvero il perché del baratto in corso.

Di certo tutta la vicenda ci consegna l’istantanea di un paese dove le regole e le leggi sono carta straccia o vengono piegate all’interesse del più forte.
Lo Zelig di Firenze ha svenduto e sta svendendo l’Italia tutta alle petrolobby, raccontando panzane e promettendo decine di migliaia di posti di lavoro, che mai verranno creati dal settore petrolifero. Inevitabilmente, ascoltando i discorsi che Renzi rivolge al paese dal balcone della mediatica piazza Venezia, viene in mente l’inchiesta condotta negli anni ’70 dal Pretore Mario Almerighi.

Sta andando tutto come da copione, come avevo previsto qualche anno fa all’alba dell’approvazione del cosiddetto decreto sulle liberalizzazioni e all’indomani dell’approvazione del Memorandum.
Il Premier sappia, però, che non assisteremo inermi al saccheggio della nostra terra e che continueremo ad opporci ad un progetto infame che rischia di regalarci morte e veleni.

Quanto al risparmio sulla bolletta energetica, siamo alla millanteria allo stato puro. Non risulta, infatti, che le compagnie che estraggono il greggio dalle viscere del sottosuolo italico pratichino una qualche forma di sconto sul greggio venduto e, soprattutto il formidabile, iperbolico e iperbarico Renzi commette l’errore di non calcolare i costi ambientali.
Un Governo saggio custodirebbe il greggio presente nel sottosuolo lucano e italiano come riserva strategica. Invece, Renzi e soci lo stanno usando per assecondare gli appetiti di Assomineraria e della Confindustria dei “Padroni del vapore” di ernestorossiana memoria.

Da un lato lo sbloccatutto renziano, che fa un sol boccone del diritto a non essere avvelenati, dall’altra il reiterato tentativo, che ancora una volta registriamo, da parte del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata di negare il diritto alla conoscenza di atti pubblici.
Allo “Sblocca Italia” contrapporremo il “Blocca Renzi”

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Direzione Nazionale Radicali Italiani