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ARCHIVALocMatera – Di Veronica Mestice. Niente nuvola di Fuksas, concetti spaziali di Fontana e nemmeno l’ennesimo set cinematografico in terra murgiana, ma solo ‘Quei bravi ragazzi’ del collettivo ARCHIVAL (e non è un film di Scorzese!). Tra un ArchiCAD e un video mapping, architetture di luci e di suoni, eccovi “ARCHIVAL chapther II”: il primo ed unico festival dell’Architettura made in Sud. La splendida eccezione nell’emergente bellezza dei Sassi di Matera. Un’idea. Un piccolo contesto. E poi la ragnatela di architetture, policromie a braccetto con la musica elettronica. Niente anacronismi o folli utopie. Solo la cocciuta testardaggine di un collettivo di giovani studenti e la voglia di fare qualcosa di diverso. Portare l’Europa a Matera, riempire quel calderone troppo spesso scarno o privo di attrattività che va sotto il nome di “cultura” e di cui oggi la città si fregia di portarne la bandiera europea. Cultura come ridisegnazione degli spazi, superamento dei luoghi, laboratorio di nuove visioni.

“ARCHIVAL night” è l’unione di architettura e musica: Piazza San Giovanni in una sera d’estate e la sua raffinata composizione architettonica, il romanico e l’attuale, che prende insolitamente vita col video mapping (a cura di Mapping Theatre), il visivo che incontra l’uditivo, l’architetto che fa pace col compositore, lo spazio disegnato dalla luce, le ombre e i volumi e poi l’architettura, quella che Le Corbusier definì “il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce”.
Lo spettacolo è servito. Niagara e Clap! Clap! fanno il resto: un safari in centro città fatto di sonorità psichedeliche e vibrazioni iperoceaniche. La loro musica, un incessante fluire nella contaminazione e nella sperimentazione. Il cuore antico del Mezzogiorno e l’autenticità bonaria di una terra lenta e genuina ma irrimediabilmente vera si trasformano in schegge vibranti ed elettroniche. E cosa direbbero i Levi, gli Scotellaro o gli Ortega? Camminano a braccetto come gli spettri e le sagome che si muovono sulla facciata della Chiesa di San Giovanni.
ARCHIVALDopo il successo dello scorso anno, prende così di nuovo vita ARCHIVAL e la sua condivisione di saperi architettonici, nasce dal basso, come un palazzo che si sta costruendo, le radici future e le sonorità tribali fanno da fondamenta, la visual art accompagna l’autoctono distratto o l’inconsapevole straniero in vacanza nella Capitale Europea della Cultura per il 2019 e poi il coraggio di osare fa da cornice, con l’incosciente e amara follia di creare novità. Un respiro europeo accattivante e magico. Anche Vitruvio plaudirebbe per le simmetriche visioni.
Ma ARCHIVAL non è solo questo. A settembre si torna tra i banchi con una lectio magistralis dell’architetto spagnolo Guillermo Consuegra e tre corsi di formazione volti alla sperimentazione di nuovi metodi didattici: design, fotografia per l’architettura e cinema 4d per la renderizzazione. Tema portante l’architettura e il suo potere: modificare lo spazio circostante, deflagrare gli equilibri, ricercare l’altrove in questo nunc, cambiando gli umori e i ritmi di vita degli umani. Se possibile, migliorarli. I curiosi sono convocati.