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Maschito – Per alcuni giorni presso la Scuola Media di Maschito è possibile visitare una mostra fotografica itinerante allestita grazie al contributo del Comune. L’esposizione, composta di pannelli, materiale multimediale e didattico, ripercorre la negazione dei diritti fondamentali dell’infanzia durante gli anni della persecuzione nazi-fascista contro gli ebrei e sottolinea la figura e il messaggio pedagogico dell’educatore e scrittore polacco Janusz Korczak, che dedicò e sacrificò la propria vita affinchè tali diritti venissero rispettati e affermati. La mostra,curata dall’Associazione “Figli della Shoah”, mette in luce il tagico destino di bambini indifesi che dovettero subire la persecuzione, che furono deportati, separati dai genitori, torturati, avviati alle camere a gas. E’ un argomento di cui è difficile parlare per il grado insopportabile di pena che suscita in noi. Le sofferenze inflitte ai bambini, agli esseri che sono innocenti non solo di fronte al giudizio di un’autorità o alla follia di un’ideologia perversa, ma che lo sono proprio per la peculiarità della loro condizione umana. “I bambini, finchè sono bambini, differiscono enormemente dagli uomini: come se fossero esseri del tutto diversi, con una diversa natura “ fa dire Dostoevskij a Ivan Karamazov in una delle pagine più drammatiche del suo romanzo. Il tema centrale di quel brano estenuante e quasi allucinato è proprio la sofferenza dei bambini, qualcosa di talmente intollerabile da suscitare la rivolta dell’uomo persino contro Dio. Di bambini che soffrono è purtroppo sempre stato pieno il mondo e ci sono voluti secoli perché ne fossero riconosciuti i diritti inalienabili come a qualsiasi altro essere umano. Allora perché parlare solo di questi particolari bambini? Perché non sono rimasti vittime di una guerra, di povertà, di fame, di disperazione, di crudeltà, di indifferenza. No, questi bambini sono stati vittime di tutto questo messo insieme, per la sola ragione di essere nati. Nati ebrei. La mostra,proveniente da Milano, è stata accolta con entusiasmo dal Dirigente dell’Istituto Lilia Allamprese, dal Sindaco , da docenti, alunni e genitori che numerosi sono accorsi a visitarla. Non resta che prendere atto del fatto che nel ‘900 l’onda del male è stata immane e se, malgrado tutto, non abbiamo motivo per sentircene sommersi, ciò si deve ai Giusti e a Moshe Bejski che alla loro riscoperta e alla loro memoria ha dedicato la vita.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae Maschito