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San Elia  protettore di MaschitoMaschito, 2013-07-25 – Lo scorso 20 luglio è stato l’onomastico si Sant’Elia il protettore di Maschito e da memoria di tutti gli anziani si è sempre fatta la processione portando il santo per le vie del paese, chiedendo protezione contro la grandine e che a Maschito ed il suo territorio ci fosse un ombrello a difesa dei vigneti dove si coltiva l’uva aglianico che tutti ci invidiavano per l’ottima qualità. Però questa volta il parroco, negli ultimo anni ci sono stati tanti che sono transitati, ha deciso che la statua del Santo doveva solo essere portata dalla chiesa Caroseno dove si trovava sino alla chiesa madre, con fermate davanti ai bar del paese e con canti di bimbi accompagnati da chitarra. Poi la statua posizionata dentro la chiesa e la santa messa con la classica frase finale..andate in pace. “Per creare una tradizione servono secoli per distruggerla ci vuole un nulla” è stato il commento di qualcuno presente a questo evento religioso tanto caro al popolo arbereshe.

Alcuni anziani hanno riferito: “mi ricordo da ragazzo l’annuncio della festa alle otto del mattino con scoppi di petardi, l’illuminazione per le strade principali del paese, la banda che suonava per tutto il borgo e poi dopo la messa delle 11,00 la processione per le vie del paese e la statua imponente di Sant’Elia svettava in alto e tutti si inchinavano al suo passaggio.

Tra qualche anno sarà una favola da raccontare ai nipoti..c’era una volta…Anche i non credenti avevano rispetto per questo grande santo protettore di Maschito. I maschitani hanno avuto sempre problemi con preti e vescovi, forse perchè si professava la religione ordodossa e poi passati al cattolicesimo, forse perchè siamo un popolo difficile, oppure perchè chi ci deve guidare e cercare di convertire le pecorelle smarrite usa il bastone per portarle sulla retta via e non le indicazioni di Papa Francesco. Forse si stava meglio quando si stava peggio in tutto e per tutto”.

l.z.