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MONTEMILONE- “Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato” ,cantava qualcuno un po’ di anni fa. Questa canzone è lo specchio di Montemilone, un paese fermo oramai da più di vent’anni dove l’unica macchina che gira è l’agricoltura, che non produce sviluppo per la comunità ma solo per chi la fa. Sono passati già cinque anni, e se chiediamo a qualche persona di questa bella comunità cosa è cambiato, in questo caso Gerardo Carretta, portavoce di alcuni giovani, che rappresentano il futuro di questa comunità, ci risponde semplicemente così: “Non è cambiato nulla, anzi è peggiorato. Cinque anni fa ci avevano promesso un paese diverso, un paese migliore per noi, con posti di lavoro, possibilità di avviare nuove aziende, ma niente sono stati cinque anni di silenzio. Niente è cambiato”. Alla domanda “Credi che qualcosa possa cambiare?” la risposta è breve, concisa e semplice “No. Solo se noi giovani iniziassimo a far vedere davvero che esistiamo e che non crediamo alle promesse che con cadenza fissa ogni cinque anni ci vengono fatte, qualcosa può cambiare. Il nostro non è solo un paese agricolo.” “In effetti è così-continua Carretta- Montemilone ha un elevato numero di giovani laureati. Potenziale, questo che non viene per nulla considerato. Da alcune statistiche, a Montemilone ogni sette laureati solo uno ritorna al paese. La voglia di emergere è tanta, ed è per questo che i ragazzi del comune lucano si laureano in materie come Giurisprudenza, Economia, Informatica, Lingue e quant’altro. Settori, questi, in continuo sviluppo ma che dalle amministrazioni passate non sono stati neanche presi in considerazione. Quello che tutti i giovani, e non solo, si aspettano dalle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio non sono false promesse, ma soprattutto, un primo cittadino giovane, ambizioso, con la voglia di cambiare ciò che sembra un paese per vecchi e agricoltori, e che abbia soprattutto un buon occhio per raccogliere i frutti degli studi dei tanti giovani pieni di talento”.
Lorenzo Zolfo