CONDIVIDI

Manifestazione Policoro, Bolognetti: Noi ci saremo per dire no alla trasformazione della Basilicata in Hub petrolifero d’Italia e per ricordare a Pittella che “ca niusciun è fess”.

bolognetti1Potenza, 12-07-2015 –  Nel ribadire che la manifestazione prevista il 15 luglio a Policoro – convocata da una pletora di poco credibili personaggi folgorati sulla via di Damasco – ha un che di surreale e che in piazza marceranno alcuni di coloro che hanno spalancato porte e portoni alla trasformazione della Basilicata in hub petrolifero d’Italia, preannuncio la mia personale adesione e quella dell’Associazione Radicali Lucani. Noi ci saremo! Non intendo lasciare il palcoscenico a chi ancora una volta tenterà di farsi beffe dei cittadini di questa regione, opponendosi a se stesso e a scelte poco lungimiranti che hanno assecondato gli interessi di Assomineraria e di tutti coloro che vedono la nostra terra come un limone da spremere, in nome di interessi che non sono certo quelli del popolo, della nazione o della patria. A chi senza pudore sta tentando di far dimenticare recentissime scelte e non scelte, dico che certi atteggiamenti fanno impallidire il leggendario Leopoldo Fregoli. A Marcello Pittella, un po’ dottor Jekyll e un po’ signor Hide, ricordo nuovamente che la Regione Basilicata nel maggio del 2014 ha addirittura anticipato i contenuti dello “Sblocca Italia”. Un’anticipazione della quale troviamo traccia nei documenti del tavolo, non si sa quanto paritetico, tra Regione e J.V. Eni-Shell, nei quali è dato leggere: “La Regione fornisce la propria disponibilità preliminare a consentire ad Eni la presentazione di un’istanza al governo per la dichiarazione di progetto di interesse strategico nazionale, che permetterebbe significative semplificazioni autorizzative e riduzione dei tempi di attuazione. La Regione esprimerà parere favorevole in Giunta e poi, auspicabilmente, in Consiglio Regionale dopo l’avvio della procedura ministeriale condivisa”.

Signor Governatore, vorrà convenire che non è affatto facile farle fiducia. A quale Pittella dobbiamo credere: al Pittella n. 1 o al Pittella n. 2; o magari a quel Pittella che a pochi giorni dalla presentazione delle liste per le regionali giocava disinvolto sia sul tavolo del Centro-destra che su quello del Centro-sinistra? Noi scenderemo in piazza a Policoro per ribadire il nostro secco no, non solo alle piattaforme nel Mar Ionio, nell’Adriatico e nel Canale di Sicilia, ma per dire no alla trasformazione in corso del territorio lucano in hub petrolifero d’Italia. Scenderemo in piazza per dire no alla sesta e settima linea del Centro Oli Eni; per ricordare che le attività estrattive, ovunque nel mondo, fanno rima con inquinamento delle matrici ambientali, ad iniziare dall’inquinamento delle acque. Scenderemo in piazza per dire che la prossima manifestazione occorre farla nella Valle dell’Agip e a Corleto Perticara; per dire che non possiamo consentire che si continui allegramente a trivellare la nostra terra in prossimità di dighe, sorgenti, aree SIC e ZPS, Parchi, centri abitati, aree agricole, allevamenti, zone a rischio sismico e a rischio frana. Scenderemo in piazza per ribadire che il Governo e la Regione hanno operato in maniera miope e scellerata. Perché mettere a rischio risorse, esse sì strategiche? In nome di cosa, di quali interessi? Per estrarre un pugno di barili dal nostro sottosuolo, corriamo il rischio di compromettere risorse quali le preziose riserve di acqua dolce di cui la nostra generosa terra è ricca. Signor Presidente Pittella, cui prodest?

Nel 2013, nel continente nord americano, per ammissione della stessa Eni, sono stati estratti 17,2 milioni di barili di greggio al giorno. Nella Valle dell’Agip, nel 2014, sono stati estratti circa 25 milioni di barili in un anno! Che senso ha tutto questo? No, non stiamo operando nell’interesse del Paese e tanto meno nell’interesse dei lucani. Non stiamo lavorando per prefigurare un futuro che dovrà necessariamente fare a meno delle fonti fossili. Non stiamo ascoltando gli scienziati del IPCC e nemmeno ci stiamo interrogando sull’Overshoot day. Signor Governatore, inevitabilmente sorrido divertito nel vedere che lei, nel giro di pochi mesi, è riuscito da un lato ad assecondare i desiderata del governo Renzi e di Assomineraria e dall’altro a tentare di cavalcare il malcontento di chi da anni si batte per dire no alle piattaforme nel Mar Ionio e nel contempo per arginare quello che già sta accadendo sulla terraferma.

Si, io non rinuncerò a scendere in piazza e lo farò da uomo sandwich, indossando un paio di tazebao; nel primo riporterò una frase di Papa Francesco che recita: “L’uomo custodisca e salvaguardi l’ambiente o sarà la stessa natura che lui distrugge ad annientarlo”; nel secondo l’invito rivolto alla Regione a rispettare la sua propria legalità, approvando quel Piano regionale paesaggistico che manca da troppo tempo, in aperta violazione di quanto prescritto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Chissà come mai, poi, su queste quisquilie attinenti il rispetto della legge e delle regole nessuno sciopera mai. Sì, marcerò a fianco del nostro Governatore per ricordargli che “ca nisciun è fess”.

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani.