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Melfi fenice
Melfi fenice

Melfi (PZ), 24-06-2015 – Aumenta la tensione presso lo stabilimento Fenice di San Nicola di Melfi dopo lo sciopero di ieri indetto dalle rappresentanze sindacali per protestare contro le politiche aziendali e la decisione di procedere al licenziamento di 6 operai. Il braccio di ferro tra lavoratori e azienda va avanti ormai da molti mesi, con posizioni che sembrano inconciliabili soprattutto per la posizione assunta dai vertici aziendali di completa chiusura. I lavoratori da tempo lamentano le condizioni pericolose in cui sono costretti a lavorare e la mancanza di ascolto da parte dell’azienda, preoccupata quest’ultima solamente ad avere meno restrizioni da parte della Regione Basilicata. Numerosi sono stati gli incidenti che si sono verificati all’interno dello stabilimento, tutti episodi regolarmente denunciati dai sindacati e dai lavoratori e portati finanche all’attenzione della magistratura potentina che stranamente non sembra procedere in alcun modo.

Proprio questa è la grande denuncia dei lavoratori che sentono di essere stati ormai abbandonati da tutti, dall’azienda che scarica la presunta crisi economica interamente su di loro, dalla politica che stenta a far sentire la propria presenza e dalle istituzioni chiamate più volte a vigilare e rimaste sorde ad ogni appello. In questo clima si inserisce l’episodio deplorevole accaduto questa mattina che ha visto l’aggressione di un lavoratore da parte di un suo superiore per motivi ancora da chiarire. Il lavoratore, colpito da un forte stato di agitazione a causa dell’ “aggressione” subita, ha avuto un malore ma nessuno dell’azienda si è preoccupato di intervenire per chiedere l’intervento del 118. I soccorsi sono stati invece allertati da un collega, rappresentante sindacale, al momento neppure in servizio, avvisato prontamente.

Il mal capitato è stato immediatamente ricoverato presso l’Ospedale di Melfi dove è stato sottoposto alle cure del caso. “Si tratta di un fatto gravissimo che non può e non deve accadere in un Paese che dice di essere civile e rispetto al quale si rende doveroso ogni opportuno accertamento da parte delle autorità a ciò preposte al fine di individuare responsabilità eventuali. Non si può permettere che tutto ciò passi sotto silenzio. Occorre che la magistratura faccia sentire la propria presenza e si attivi immediatamente per chiarire tutte le questioni, vecchie e nuove. Qualcuno pensa di poter “giocare” con la vita delle persone e di rimanere impunito e questo è un fatto assolutamente inconcepibile”

Consigliere regionale Movimento 5 Stelle

Gianni Leggieri

Consigliere Regionale – Gruppo Misto

Giannino Romaniello