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Potenza, 05/16/2014 – Il prossimo 15-18 maggio il team universitario “UNIBAS RACING TEAM” parteciperà alla Shell Ecomarathon che si terrà a Rotterdam. Porterà il prototipo “Potentia”. Il presidente dell’Unibas Racing Team, Michele Nardozza di Rionero traccia una presentazione del progetto: “Unibas Racing Team, è composto un gruppo di studenti della facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università degli Studi della Basilicata. Per il quarto anno consecutivo stiamo portando avanti un progetto mirato a massimizzare l’efficienza energetica di un prototipo e minimizzare le emissioni di CO2, con l’intento di partecipare al “Shell Eco Marathon Europe”(S.E.M.) che si terrà a Rotterdam dal 15 al 18 maggio 2014.

La Shell Eco Marathon è una manifestazione internazionale organizzata dalla Shell in cui studenti provenienti dalle Università ed istituti tecnici di tutta Europa sono chiamati a ideare, progettare e realizzare prototipi ultra-efficienti. La competizione si svolge in stile Formula 1, con la piccola grande differenza che a vincere non è il prototipo che taglia prima il traguardo, bensì chi lo fa consumando la minor quantità di combustibile. L’ obiettivo della manifestazione è guardare al futuro mettendo in scena innovazioni tecnologiche e accorgimenti tecnici volti al raggiungimento di ottime performances in termini di efficienza energetica e consumi.

Le idee ed i risultati che escono fuori sono importanti e non trascurabili, basti pensare che uno dei veicoli vincitori della S.E.M 2013 ha concluso la propria gara percorrendo quasi 3000km con un solo litro di carburante. Appare subito chiara l’importanza del tema ambiente, protagonista in questa competizione, con la speranza di “spingere” le maggiori aziende produttive e i governi a fare di più in questo senso, prendendo spunto anche dalle idee che nascono dai teams partecipanti. Per noi ragazzi dell’ Unibas Racing Team, studenti di ingegneria Meccanica, la Shell Eco Marathon rappresenta molto più di una gara da vincere.

Per noi è una grande opportunità di crescita, di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante gli anni universitari, di cimentarsi con un mestiere che ci accingiamo a conquistare e fare nostro. Ciò che ci spinge a portare il nostro prototipo “Potentia”( sviluppato riprendendo il lavoro del team precedente) a Rotterdam è la passione e soprattutto la voglia di dimostrare prima di tutto a noi stessi e poi agli altri la validità delle nostre idee, dei nostri sforzi e sacrifici, la forza della nostra determinazione. Questo progetto ci permette di confrontarci con tanti altri giovani e tecnici del mestiere, di osservare nuovi modi di lavorare, nuove idee, conoscere nuove persone e metterci alla prova con loro.

È una sfida emozionante sentirsi parte di una manifestazione i cui concorrenti sono team di studenti provenienti dalle università di tutta Europa e che possono contare sulla partnership di colossi come Mercedes, Bmw, Renault, Citroen, ecc. I nostri punti di forza non sono certo le collaborazioni con colossi del mondo dell’automobilismo, dell’ elettronica e della meccanica, ma sono la consapevolezza di aver fatto tutto da soli, con le nostre mani, e di aver fatto del nostro meglio con le risorse a disposizione( soprattutto economiche in quanto ogni spesa compreso viaggio a Rotterdam sono a carico nostro e del Prof. Enrico Nino).

La nostra forza principale risiede nel team, nel sentirsi parte di un team, e di essere, prima che Ingeneri, prima che colleghi, soprattutto amici. Oltre ai membri del team che ha partecipato già all’edizione 2013 della S.E.M., quest’anno si sono inseriti altri studenti sempre iscritti all’Università degli Studi della Basilicata, per dare continuità e nuove risorse al progetto (in più due giovani studenti spagnoli Erasmus presso la nostra università). Ci sentiamo una squadra, una squadra lucana. È motivo di orgoglio per noi tutti portare a livello internazionale la nostra università, l’università degli Studi della Basilicata, piccola, forse anche sconosciuta, ma viva nella nostra realtà.

E’ motivo di orgoglio portare, essendo tutti lucani, i colori della nostra terra, della nostra regione, che sentiamo cuciti addosso e che ci spingono a fare il massimo, per dimostrare che questa regione dà ancora possibilità ai giovani, a noi giovani, di credere in un futuro, e di competere con qualsiasi difficoltà e superare qualsiasi ostacolo. Nella esperienza dell’anno passato portiamo con noi un’ infinità di emozioni bellissime, di ricordi che custodiamo con grande gioia e anche qualche piccola soddisfazione, come l’essere entrati nella classifica delle migliori innovazioni tecnologiche grazie alla particolare ed esclusiva iniezione diretta elettronica, o l’essere stati invitati a partecipare alla”1^ZEV day and Press EcoRace” presso l’autodromo di Modena, aver ricevuto l’attenzione di media e testate giornalistiche locali e nazionali, aver ricevuto il supporto dai colleghi universitari e amici, e aver visto la nostra “creazione” affiancata alla Ferrari di Formula 1 in occasione dell’ OMC 2013 (Offshore mediterranian conference) di Ravenna.

E’ un onore aver ricevuto la visita dell’ Ing. Luca Marmorini (Direttore Motori ed Elettronica della Scuderia Ferrari di Formula 1) nel nostro box a Rotterdam in occasione della SEM 2013. CARATTERISTICHE TECNICHE GENERALI L’UNIBAS RACING TEAM ha partecipato con un prototipo che monta il motore di un decespugliatore 35cc, modificato ad hoc con l’installazione di iniezione diretta del combustibile in camera di combustione, senza valvola a farfalla e con accensione elettronica. La trazione è posteriore. L’elettronica è affidata ad una centralina che controlla anche il sistema di accelerazione e l’attivazione dei numerosi sistemi di sicurezza presenti sul veicolo. La scocca è interamente in fibra di carbonio, materiale utilizzato anche in Formula uno per le sua grande leggerezza e allo stesso tempo resistenza.

Tre sono le ruote su cui poggia il telaio, due anteriori e una posteriore. Senza pilota l’intera struttura non raggiunge i 50kg grazie ai materiali altamente tecnologici (struttura in Honeycomb). La trasmissione è a catena ed è innescata da una frizione centrifuga. La stabilità è affidata all’efficace aerodinamicità della scocca, al sistema di sterzata ideato e ad una particolare forcella montata al posteriore. Numerosissimi sono i test, le prove, le idee approvate e scartate, e numerosissimi sono ancora i componenti montati sul prototipo, ma ciò che più preme sottolineare è che ogni singola parte è stata ideata e realizzata da noi e dai componenti del team precedente, grazie alla supervisione e preziosa collaborazione del Prof. Enrico Nino e grazie agli strumenti presenti nel Laboratorio di Fisica tecnica dell’università degli Studi della Basilicata, luogo in cui è nato l’intero progetto”.