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popolari unitiPotenza, 2013-10-22 – La battaglia politica continua fino a quando ci saranno le forze per farla. I tempi ci dicono che la rivoluzione è ancora lontana se la transizione ed il ricambio è frutto di testimoni da passare, di eredità politiche da consegnare, di strumentali ragioni del ben-essere personale e non condiviso, in una regione che soffre anche per questo retaggio del passato che in fondo ha condizionato le nostre menti ed il nostro lavoro di amministratori.

Ora va sostenuto il Presidente Marcello Pittella dandogli una mano a costruire una squadra di gente leale e sincera. Pur non condividendo la decisione/imposizione del Pd al Centro Sinistra di non far candidare i consiglieri uscenti o quelli indagati, ho scelto mio malgrado di farmi da parte. Se dico che la cosa è giusta, qualcuno penserà che voglio ingraziarmi la benevolenza dei promotori, se dico il contrario mi attendo la rivolta dei giustizialisti che ti hanno già condannato; allora avanti, con qualche rimorso e con qualche rammarico.

Rimorso nel non aver avuto coraggio fino in fondo di rompere al momento giusto con alcune logiche di gestione politica, anche nel mio partito, che producono, su mio input, un nuovo soggetto (qualcuno dovrebbe ringraziarmi per averli condotti fuori dal guado) con una lista di candidati siffatta e con nessun riconoscimento politico; rammarico per aver interrotto un lavoro, in particolare quella della Commissione Lucani all’Estero, che immaginavo si potesse concludere positivamente con la legislatura attuale troncata da una decisione violenta, assurda ed inusuale del Presidente De Filippo.

I tempi che verranno saranno sicuramente migliori, ci credo davvero. Anche perchè credo si avvererà la profezia fatta in un mio intervento in Consiglio su “avvoltoi e sciacalli” che si avventano sui corpi inermi ma che nella rincorsa affannosa a procurarsi del cibo da soli rischiano di restarne senza. E la gente lucana solo allora, ne avrà benefici. Non è un caso che nelle liste presenti non tutti hanno attuato il diktat (clamoroso che sia avvenuto proprio nel Csx) mentre altri hanno colto la palla al balzo per tentare di nominare senatore il proprio “cavallo”. Se questo è il ricambio lo giudichino gli elettori leggendo bene le liste dei candidati.

Noi siamo transizione nel servizio alla gente, non immutevoli ed eterni. E dobbiamo essere così anche nelle scelte traumatiche o nel perdonare ai nemici le loro malefatte o le loro violenze comportamentali. Comprese le solidarietà mai espresse da autorevoli responsabili di partito e compensate da quelle di amici di partito e non, sinceri e disinteressati, anche quando si raggiungeva un successo politico (paura di esaltarne troppo il risultato?) o celate quasi da soddisfazione per essere incappati in un errore fino a brindare con gli avversari.

È la natura (imperfetta, compresa la mia) dell’animo umano. I tempi ci dicono che la rivoluzione è ancora lontana se la transizione ed il ricambio è frutto di testimoni da passare, di eredità politiche da consegnare, di strumentali ragioni del ben-essere personale e non condiviso, in una regione che soffre anche per questo retaggio del passato che in fondo ha condizionato le nostre menti ed il nostro lavoro di amministratori.

Anche io mi assumo responsabilità che ho in parte, avendo in otto anni e mezzo di consigliere regionale svolto solo tale funzione mentre altri, hanno lasciato il segno nel loro impegno di Presidenti, assessori o di manager governativi. Ma guardando indietro alla rivoluzione imperfetta del 1995 che sembra calzare a pennello con la situazione attuale e con il nuovismo che ha fatto danni per almeno un decennio successivo, viene voglia di dire che bisogna continuare ad impegnarsi in ogni settore della vita sociale per dare speranza e libertà a questa Regione.

Senza andare troppo lontano con slogan ad effetto che non danno da mangiare.

La battaglia politica continua fino a quando ci saranno le forze per farla.

Per questo ora va sostenuto il Presidente Marcello Pittella dandogli una mano a costruire una squadra di gente leale e sincera.

Fino in fondo.

Luigi Scaglione

P.S. – Sento di ringraziare tutti i colleghi consiglieri regionali da Rocco Vita al promettente Michele Napoli, i Presidenti del Consiglio Folino e Santochirico per la delega a seguire i Lucani nel Mondo. Più in particolare: Franco Mollica perchè con la sua guasconeria sfidando il mondo e facendo bene, fino all’ultimo mi ha invitato ad entrare nella sua lista. Ma qui avrei tradito la mia coerenza e dato la sensazione di non poter vivere senza.

A Enrico Mazzeo che nel suo nuovo progetto politico si è fatto da parte comunque e invita a partecipare alla realizzazione di una idea audace, rischiosa e coraggiosa.

E infine a chi in questa competizione ci mette la faccia sapendo bene di non doversi nascondere perchè onesti e così in fondo difende anche noi non candidati.

E grazie infinite volte, a miei collaboratori e sostenitori per il loro oscuro e prezioso lavoro che mi ha consentito di essere protagonista in tante, tantissime occasioni.

L’impegno continua.