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Ripacandida – Sembra che nel piccolo centro del Vulture, negli anni trenta sia stata istituito un parco della rimembranza per onorare e ricordare le vittime del Primo conflitto mondiale. Il monumento, presente all’interno della villetta comunale ( ex cimitero fino al 1929 ) in effetti fa pensare alla possibilità che il sito scelto per il Parco fosse proprio l’ex cimitero e che le piante messe intorno in senso circolare siano proprio quelle poste in memoria dei caduti.

Ripacandida parco delle rimembranze
Ripacandida parco delle rimembranze

Il Comune,attualmente commissariato, sta per effettuare una riqualificazione dell’area. Alcuni ex amministratori comunali, come Luigi Gilio, in merito a questi interventi dichiara: “ spero che si tenga conto della storia e sia ridia dignità ai caduti della prima guerra ripristinando il Parco della Rimembranza e si dia seguito a quello che le belle arti stanno promuovendo in tutto il territorio della Lucania e dell’intera nazione. A proposito di questo vi lascio una delle mie ultime Poesie che parla proprio di un fante Lucano morto sul Carso dal titolo: “Qui ho vissuto”:

Qui, ho vissuto

(ballata del giovane Lucano caduto sui monti del Carso prima del 1917)

Qui ho vissuto

tra le viuzze e la misera terra

dove lo sputo è stato vigore e dolore

libero, libero davvero

chissà con quale pensiero

la notte bandiva il mio sonno

e l’alba faceva ritorno

Qui ho vissuto

tra pietre dure da digerire

semmai fosse stato

sotto un manto di stelle

sfamò là, il giovane sorriso,

che bruciava la pelle

la luna del giorno s’incammina

Luna, luna quale notte hai coperto

quale incolta speranza

hai saputo ignorare

sotto le bombe di una guerra matrigna

sui monti del Carso

lontano da casa

lingue diverse con lo stesso fucile

Vita, vita se un giorno ritorno

fa che la morte sia solo un ricordo

il ritratto giallognolo sul tuo comodino

lasciale le foglie cadere nel vento

uno sputo e un altro di rabbia e cemento

qualcosa ancora da salvare

un figlio da raccontare

Qui ho vissuto

sotto braccia calde e raggiante

un alito perdurante

passi svelti della mia gente

ci lascio un soldo, ci lascio un cuore

se batte la notte

nutrirete un affusolato rumore