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Laudoni penetrazione
Laudoni penetrazione

L’Olimpia Matera non riesce a trovare la prima vittoria interna. Anche il secondo tentativo, contro il Campli, non finisce bene. La squadra lotta, dimostra le sue qualità, ma ha ancora diversi problemi quando deve dare la svolta alla partita. Difesa e determinazione sono sotto accusa.

“Siamo arrivati sempre a contatto, recuperando tanti punti e poi sbraghiamo – ha commentato a fine gara Stefano Laudoni –. Dobbiamo fare un po’ di difesa, perché se non difendiamo non andiamo da nessuna parte in questo sport. Senza dubbio è una fase fondamentale del gioco e ad oggi, non riusciamo a difendere in maniera adeguata.

Poi sembra che vengono tutti qui a farci canestro in faccia con facilità, e noi dobbiamo essere più bravi ad evitarlo, dobbiamo dare di più. Infine, gli arbitri, che in questa occasione ci hanno messo del loro – ha continuato l’ala biancazzurra, tra i migliori in campo con i suoi 22 punti –. Ma la nostra squadra deve mangiare gli avversari, non possiamo permetterci queste prestazioni. Di positivo, in questo momento, possiamo prendere i 4 punti conquistati in trasferta, ma bisogna lavorare, lavorare, lavorare”.

Grande e Miriello
Grande e Miriello

Anche il tecnico dell’Olimpia, Roberto Miriello, è visibilmente contrariato per la prestazione dei suoi ragazzi. Una squadra che ha potenzialità che spesso restano inespresse.

La sua analisi inizia dal momento che ha cambiato il match: “Il momento decisivo? Non è stato a fine terzo quarto, quando pure sul meno due abbiamo sciupato almeno 4 occasioni, ma è stato su quello sfondo fischiato a Laudoni, che ha poi portato ad una serie di decisioni poco chiare come il fallo di Ravazzani, l’antisportivo a Grande, il tecnico a Cantagalli”.

Un’analisi che non evita il rimorso per una squadra che potrebbe ottenere molto di più dal campo. “Ma ciò che è più evidente, è che in questo momento serve più unità d’intenti – ha ripreso Miriello –. Ci disuniamo facilmente e cerchiamo di risolvere la partita con troppe giocate personali, invece di essere in campo l’uno per l’altro e poi compattarsi in difesa.

Serve il massimo da tutti, perché oggi facciamo tanti cambi per gente che non sta giocando bene. Invece io vorrei cambiare gente sfinita che ha dato tutto, per poi ottenere il massimo anche da chi subentra, caricato dalle prestazioni dei compagni. E poi, dobbiamo essere più aggressivi, una nota stonata che torna – ha concluso l’allenatore dell’Olimpia Matera –. Questi sono campionati dove si vincono le partite con il 70 per cento di grinta e il 30 per cento di tecnica. In questo momento l’aggressività è ciò che ci manca maggiormente”.