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randagismoPotenza, 2014-09-16 – Caro Presidente Pittella. Sono Roberto Tedesco delegato per la provincia di Potenza a rappresentare l’OIPA Italia Onlus ( Organizzazione Internazionale Protezione Animali riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con DM dell’1 agosto 2007) nonché Coordinatore Provinciale delle Guardie Eco-Zoofile dell’OIPA ITALIA ONLUS (previste dall’ordinamento nella materia inerente la vigilanza zoofile dalla L. n. 611 del 12 giugno 1913, L. n. 189 del 20 luglio 2004 e da altre leggi statali e regionali in materia di tutela degli animali d’affezione) nominate con titolo di polizia dal Prefetto della Provincia in cui si opera. Le scrivo per richiamare la Sua attenzione sulla terribile piaga rappresentata dall’abbandono di animali che ancora affligge la nostra Regione Basilicata e dal non riuscire a dare una casa alle tante migliaia di cani che invece vegetano nei rifugi in Regione, nell’attesa impaziente di una famiglia e una nuova vita. Si tratta di un’emergenza  che deve essere affrontata con il supporto di tutti, cittadini e istituzioni, come si addice a un grande paese civile.

Con la presente Le chiedo di intraprendere tutte le iniziative utili che portino ad una sostanziale modifica della Legge Regionale n. 6 del 25.01.1993 e delle altre  normative regionali, evidentemente non abbastanza efficaci per combattere il randagismo nella nostra Regione Basilicata.

Caro Presidente Pittella, con lo spirito collaborativo che ci contraddistingue e con viva speranza vorremo vedere nei prossimi mesi approvata una Legge tesa a rinnovare la disciplina dettata dalla Legge Regionale n. 6/93, adeguandone il contenuto alla norme Nazionali ed Europee intervenute successivamente che hanno sancito una evoluzione nel rapporto fra l’uomo e gli animali ed hanno riconosciuto a questi ultimi lo status di ESSERI SENZIENTI.

Ma non solo, infatti partendo dal presupposto che il benessere e il rispetto degli animali da compagnia sono una condizione indispensabile anche per la sicurezza e la salute umana, si deve pensare ad una legge che si ponga l’obiettivo di rispondere all’esigenza di favorire e normare la coabitazione degli animali d’affezione con l’uomo e riconoscerne, secondo i principi di una morale biocentrica, il contributo alla qualità della vita umana e il diritto a un’esistenza compatibile con le diverse caratteristiche fisiologiche ed etologiche di ciascuna specie.

La nuova legge dovrebbe apportare elementi di novità e chiarezza in una problematica molto delicata e sentita dall’opinione pubblica e che non si sovrappone, ma anzi amplia e rafforza le finalità e l’attuazione della legge quadro 14 agosto 1991 n. 281 che enuncia il principio secondo il quale “lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”.

Tale legge negli anni è stata integrata ed arricchita da numerosi provvedimenti sia nazionali che europei che hanno ulteriormente normato gli adempimenti sia a carico delle pubbliche amministrazioni che dei proprietari e detentori di animali. Fra questi provvedimenti vale la pena di ricordare:

– Accordo 6 febbraio 2003 tra Ministero della Salute, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in materia di “Benessere degli animali da compagnia e pet-therapy”, recepito con DPCM. 28 febbraio 2003;

– L. 189/2004 recante modifiche al Codice Penale che introduce il titolo IX bis “dei delitti contro il sentimento per gli animali” e prevede i reati di abbandono, maltrattamento e uccisione di animali, spettacoli con sevizie di animali e combattimenti fra animali;

– Ordinanza Ministeriale 6 agosto 2008 “Ordinanza contingibile ed urgente concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina”;

– Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008 e successive modifiche “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”;

– Ordinanza Ministeriale 5 marzo 2009 “Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”.

A livello europeo l’atto più importante che sancisce, fra i principi e i valori delle proprie comunità, il rispetto per gli animali e la loro promozione, è il trattato UE di Lisbona, sottoscritto il 13 dicembre 2007 da 27 paesi dell’UE, che riconosce gli animali come “esseri senzienti” .

L’insieme di tali provvedimenti ha contribuito a un importante mutamento sul piano sia etico-culturale che normativo, riconoscendo agli animali, in particolare a quelli d’affezione o di compagnia, il diritto alla vita e vietando la soppressione di quelli rinvenuti vaganti sul territorio. A Regioni e Province autonome, in particolare, è stato demandato il compito di rendere applicative le norme nazionali, emanando propri provvedimenti, mentre specifiche responsabilità e funzioni sono state conferite alle diverse Istituzioni ed Autorità di controllo competenti nella materia, nonché ai proprietari degli animali.

La Regione, pertanto, è chiamata ad emanare leggi e regolamenti applicativi delle norme comunitarie e nazionali, volti a dare un compiuto assetto giuridico alla problematica che da un lato miri a garantire e tutelare i diritti degli animali e, dall’altro, a definire compiti e responsabilità dei livelli istituzionali ed operativi coinvolti in tale processo.

Per quanto detto sopra auspichiamo una legge che organicamente affronti e chiarisca tutti gli aspetti legati alla tutela degli animali, e in particolare:

  1. affronti i principi generali e le definizioni di riferimento;
  2. definisca le competenze degli Enti Pubblici, dettagliando i vari livelli di responsabilità (Regione, Comuni, singoli o associati, Servizi di Sanità Pubblica Veterinaria delle ASL, Associazioni di volontariato animalista) ed i relativi compiti da assolvere. Sarebbe utile anche prevedere l’istituzione, presso l’ Assessorato alla Tutela della salute, della consulta regionale per la tutela degli animali con il compito non irrilevante di formulare proposte per la predisposizione di Piani annuali di attività, per la prevenzione ed il controllo del randagismo e per la tutela del benessere animale, avendo anche il compito di verificare, a posteriori, che le conseguenti disposizioni regionali abbiano trovato corretta applicazione;
  3. determinare i livelli di responsabilità del detentore di animali, la previsione di campagne di adozione e sensibilizzazione, i livelli comportamentali in caso di furto, smarrimento o ritrovamento di animali, le modalità di soppressione degli animali incurabili per sottrarli ad atroce sofferenze;
  4. dettare precise e cogenti indicazioni sull’anagrafe canina e felina, sui canili, pubblici o privati convenzionati, sia di carattere sanitario che di mantenimento, sui gatti liberi, sulle colonie nonché sulle oasi feline, definendo altresì limiti e vincoli per canili e gattili non autorizzati;
  5. delineare in maniera dettagliata il possesso e le attività espletabili con gli animali (commercio, allevamento, addestramento) vietando alcune forme di utilizzo, quale il combattimento tra animali e la messa in premio di animali;
  6. regolamentare anche le specie di animali meno diffuse a titolo di affezione o compagnia (equidi, conigli, furetti, volatili, animali acquatici, animali esotici), ma che pure meritano di essere presi in considerazione e tutelati;
  7. regolamentare le prestazioni di medicina veterinaria di base e specialistica nonché le modalità, per i veterinari liberi professionisti, di ottenere l’accreditamento e conseguentemente la possibilità di operare in tutto il territorio regionale e stipulare convenzioni con Comuni, Associazioni animaliste o ASL;
  8. riconoscere anche nella legge regionale le Guardie Zoofile che sono in possesso del decreto prefettizio e in capo ad Associazioni di Carattere Nazionale o Internazionale riconosciute con decreto dal Ministero dell’Ambiente, e prevedere con cadenza almeno biennale corsi di formazione ed aggiornamento sulle materie di cui trattasi;
  9. dettare norme particolari e necessarie sui cani morsicatori ed aggressivi, prevedendo corsi di rieducazione comportamentale, a cura di medici veterinari esperti e di educatori cinofili;
  10. normare la presenza di animali ed il loro utilizzo in manifestazioni popolari, storiche e culturali.

Roberto TEDESCO