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Lo Sport in Basilicata è ArretratoRionero in Vulture, 2013-09-182013-09-18 – Lo scorso 28 agosto ho avuto modo di leggere sul quotidiano “La Nuova del Sud on-line” un articolo per cui “arriva una bocciatura per lo sport lucano a livello nazionale. Lo stato di sofferenza strutturale dello sport nella nostra regione non è sfuggito al quotidiano economico Il Sole 24 Ore che nella sua ricerca denominata “Indice di Sportività” (che premia in sintesi, sulla base di 35 diversi fattori/parametri l’organizzazione dei sistemi sportivi), ha messo a nudo le criticità dell’offerta sportiva lucana”.A questo punto, da esperto del settore mi sento in dovere di tentare un’analisi, per quanto possibile obiettiva, circa i risultati della ricerca svolta da “Il Sole 24Ore”per ricordare a quei lucani a cui fosse sfuggito, in quale situazione di acuta criticità stia vivendo lo sport nella nostra Regione e le cui cause – ancora una volta – sono da attribuira ad una quantomeno miope gestione delle risorse economiche destinate al popolo sportivo.

Voglio cogliere questa occasione per ricordare come la Basilicata abbia, nel suo piccolo, ma con grande dignità, da sempre contribuito alla crescita dello Sport Nazionale: valga la pena rammentare un campione per tutti ovvero il compianto Rocco MAZZOLA, fulgido esempio di quello sport povero e sacrificante che è il pugilato e che salì agli onori delle cronache grazie alle vittorie ottenute ed alle sofferenze e privazioni che pure hanno ispirato il regista Luchino Visconti a renderlo protagonista del film “Rocco e i suoi fratelli”, storia di un lucano povero votato ad uno sporto altrettanto povero, ma sano e leale. Carattersitiche mi piace pensare essere porprie della nostra terra e del suo popolo.

Purtroppo, è d’obbligo prendere atto che lo sport in Lucania è troppo legato alla attività politica locale che non sempre ha agito nel primario interesse dello sportivo lucano, con la conseguenza infausta di portare la realtà produttiva locale ad un disarmante e arrendevole impoverimento sociale, culturale e sportivo.

Dobbiamo prendere quindi atto, che in questo ultimo ventennio il cittadino lucano ha compromesso la propria salute, passando da una struttura longilinea ad una obesa: siamo purtroppo considerati in Europa come la regione con con il più alto tasso di abitanti sovrappeso.

Lo sport, nelle politiche economiche che si sono succedute a tutti i livelli, è stato infatti sempre relagato agli ultimi posti, nonostante che sia stato fatto obbligo agli sportivi lucani di impiguare le casse regionali con il pagamento di imbarazzanti balzelli.

E’ bene che si sappia che la Regione Basilicata con il piano Triennale per lo sport (con cui era previsto un impegnodi spesa pari ad € 2.400.000,00 in tre anni), e con il “Piano Annuale per lo sport” (con cui invece era previsto un impegno annuale pari ad € 800.000,00), prevedeva sovvenzioni alle attività ludiche sportive e agonistiche, oltre alle sovvenzioni sulla gestione e manutenzione privata di impianti e strutture sportive

Inoltre, anche a voler considerare l’attività amministrativa volta a migliorare l’impiantistica sportiva di competenza dei Comuni e delle Province, non v’è chi non veda come anche essa sia stata totalmente fallimentare: la maggior parte degli impianti sportivi non è in regola con le norme vigenti, spesso sono fatiscenti e comunqe inadeguati. L’unica salvezza del popolo sportivo lucano continuano ad essere gli impianti gestiti da privati e alcune palestre scolastiche.

Si è data, in questi anni, precedenza assoluta alle società che svolgono attività agonistica, a svantaggio di chi invece svolge attività ludico-sportiva nell’interesse della stragrande maggioranza degli utenti.

In conclusione mi sento di dire che l’inchiesta del quotidiano economico rispecchia esattamente la gestione politica della Regionale Basilicata e delle altre istituzioni locali, riconoscendo quindi la ineguatezza culturale e sportiva dei nostri amministratori che hanno gestito la cosa comune a cui va pure riconosciuta una responsabilità oggettiva per tutti quei danni prodotti a scapito dei giovani lucani.

Per maggiore chiarezza espostiva riporto di seguito l’articolo da cui ho preso spunto per le mie considerazioni, lasciando pure a Voi di valutarne i dati:

“La ricerca prende in considerazione 110 territori. Se si analizza l’indice del Sole24Ore, la Basilicata conferma, anche quest’anno, la sua arretratezza come sistema sportivo territoriale. In considerazione sono stati analizzati i dati delle province di Matera e Potenza. Nella classifica finale, guidata da Genova, Trento e Livorno, Potenza risulta 71esima, mentre Matera è 77esima su 110 territori. Ancora più grave è la situazione delle due province lucane se si analizzano i risultati delle classifiche “parziali” collegate ai 35 parametri che compongono l’Indice di Sportività. Nè Potenza, nè Matera, infatti risultano sul podio in nessuna di queste classifiche. Tecnicamente i due territori lucani non sono riusciti a creare un posizionamento sportivo, nè, al momento, hanno creato un’offerta sportiva in grado di intercettare la domanda locale, riuscendo, nel contempo, a creare numeri significativi o degni di misurazione. La classifica peggiore è quella collegata all’indice dei tesserati: Potenza è 77esima; Matera addirittura 93esima. Altre due classifiche sono considerate strategiche dagli analisti de IlSole24Ore: sport di squadra (Potenza: 61esima; Matera: 82esima) e sport individuali (Matera: 44esima – è il miglior risultato in assoluto da parte di una delle due province lucane; Potenza: 84esima).

Costituente Fratelli d’Itlia Rionero in Vulture