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Liveri padre Luigi riceve 60 rose dalla comunità arbereshe di ginestra
Liveri padre Luigi riceve 60 rose dalla comunità arbereshe di ginestra

Ginestra,2013-05-11 – Padre Luigi Di Bari, un francescano, nativo di Ginestra, nei giorni scorsi è stato festeggiato dalla comunità di Ginestra e di Liveri di Nola, luogo dove soggiorna, per i suoi 60 anni di sacerdozio.Ultraottantenne, da giovane viene pervaso dal desiderio di dedicare la sua vita a Gesù Cristo e così entra a Napoli in un convento Francescano, dopo gli studi ecclesiastici nel 1953 diventa sacerdote, pertanto in questo anno compie 60 anni di sacerdozio consacrati lo scorso 5 Maggio al Santuario di Santa Maria a Parete di Nola, alla presenza di un nutrito pubblico di fedeli e di amici e parenti giunti da Ginestra, compreso il Sindaco, dott. Giuseppe Pepice, che hanno riempito la chiesa in tutti i posti. In tanti sono rimasti in piedi. A festeggiarlo è giunto anche padre Cirillo Lombardi vecchio compagno di viaggio nella loro esperienza di confraternita. Durante la celebrazione eucaristica, padre Luigi è stato assistito dai frati del convento e dal provinciale che con un bellissimo discorso ha ricordato i bei trascorsi sulla vita di padre Luigi.

Angelina, la sorella, ha organizzato il tutto in maniera impeccabile facendo arrivare da Ginestra il canestro con 60 rose portate in dono da due giovani vestiti con in costume Arberesh. Padre Luigi ha ricevuto tantissimi doni, compreso una targa ricordo consegnatagli dal Sindaco di Ginestra, dott. Giuseppe Pepice e ancora più importante il regalo del Papa Francesco con un messaggio scritto su una pergamena.Antonio Ciriello di Ginestra, di padre Luigi ha questo ricordo: “ Da quando conosco padre Luigi (55 anni e più) non l’ho mai visto adirato ma sempre calmissimo,ricordo l’anno in cui don Giuseppe Fensore litigò con il comitato festa per via dei soldi da appendere alla statua della Madonna di Costantinopoli, lui in chiesa fece un discorso di pacificazione mediando tra le parti come sempre ha fatto nella sua vita ” Un Uomo di Pace ” io l’ho ricorderò sempre così”. Alla fine della messa, un momento di festa col tradizionale taglio della torta.

Lorenzo Zolfo