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cs raccolta occhiali1Melfi, 2014-02-11 – Ci sono piccoli gesti di solidarietà che possono cambiare la vita a chi, dall’altra parte del mondo, vive in condizioni di assoluta povertà e non può permettersi oggetti per noi estremamente comuni, come ad esempio un paio di occhiali. E allora capita che mentre nei nostri cassetti e nelle nostre borse spesso se ne ritrova anche più di un paio, alcuni dei quali non più utilizzati, d’altra parte ci sono milioni di persone che non hanno la possibilità di comprarli e di fare visite oculistiche, spesso costose, con conseguenze che vanno dall’impossibilità di lavorare alla progressiva perdita funzionale della vista fino alla completa cecità.

Una contraddizione che non sfugge alla sensibilità dei soci Lions, noti per l’opera che svolgono a favore dei non vedenti e delle persone con problemi di vista. L’ impegno si è rinnovato anche quest’anno a Melfi e dintorni con la collaborazione preziosa dalle farmacie, in particolare della dottoressa Rosalba Cervone titolare dell’omonima farmacia di Rionero in Vulture, e si è incontrato con la grande generosità dei cittadini. “A volte – ha commentato l’Ing. Rosa Masi, presidente Lions Club Melfi – basta un semplice gesto di solidarietà per regalare un sorriso e, soprattutto per migliorare la qualità della vita di persone meno fortunate”. “Un messaggio questo – ha aggiunto il Presidente Rosa Masi – che è stato ben compreso dalla gente che ha risposto con grande umanità sorprendendoci ancora una volta per la disponibilità mostrata al nostro service”. Nel corso dell’ultimo anno i Lions di tutto il mondo hanno consegnato gratuitamente quasi 3 milioni di occhiali riciclati. Ma resta ancora tanto da fare.

“Ancora oggi – ha commentato il dott. George Almaz, socio del Lions Club Melfi e responsabile del Service – nei Paesi in via di sviluppo acquistare un paio di occhiali è un lusso difficilmente accessibile per popolazioni che dispongono di pochissime risorse”. “Per questo motivo – ha aggiunto il Dott. Almaz – abbiamo rinnovato il nostro impegno con l’obiettivo di ridurre e, magari un giorno, azzerare la cecità evitabile”. Ora per gli occhiali usati inizia una nuova vita: saranno scelti, catalogati a seconda della gradazione, lavati con apparecchi a ultrasuoni e preparati per la distribuzione finale nel Terzo Mondo dove saranno infine donati a chi ne ha più bisogno.

Rosa Masi