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Il giorno 28 gennaio 2016 a Potenza si è tenuta una riunione del settore formazione. Alla riunione hanno partecipato i referenti e i responsabili del settore formazione dei vari presidi della provincia di Potenza e qualche docente referente alla legalità di alcune scuole.

libera
foto dal web

Si è parlato di come organizzare, a Potenza, la giornata del 21 marzo 2016 (giornata della memoria delle vittime di mafia) e dell’organizzazione del settore nei vari presidi e nella regione. Si è ribadito di: affermare con i fatti che, attraverso l’impegno collettivo e la pratica di alcune opportunità messe a disposizione dalla legislazione italiana, è possibile dare vita a reali processi di trasformazione dei territori e delle vite delle persone che li abitano;  proporre alcuni percorsi e strumenti, attraverso i quali non solo agire in senso formativo, ma fondare le basi di un serio e strutturato impegno per la giustizia, la legalità e lo sviluppo equo dei territori. In questo senso la formazione civile contro le mafie si rivolge alle scuole primarie, attraverso attività ludiche e partecipative di approccio ai temi della cittadinanza responsabile, e alle secondarie di primo e secondo grado, promuovendo percorsi connessi alla conoscenza critica delle mafie e del fenomeno mafioso, alle esperienze di impegno nel contrasto alla presenza criminale.

Attraverso l’attivazione e l’utilizzo di questi strumenti non ci si ferma ad un semplice approccio teorico ma si pongono i presupposti per azioni che lascino il segno di un cambiamento di atteggiamento da parte dei giovani nei confronti della mafia. I ragazzi prima conoscono le problematiche legate alla mafia e poi sperimentano e discutono sugli aspetti che si contrappongono alla illegalità. I referenti di presidio sono stati invitati ad organizzare al più presto un’assemblea degli iscritti per approntare un programma di formazione ad ampio respiro che abbia, per il momento, lo scopo di concentrare l’attenzione sull’importante appuntamento del 21 marzo ma che possa anche offrire, nell’arco dell’anno, ulteriori possibilità di confronto e avvicinare sempre di più “Libera” ai territori.

Le iniziative che si dovranno programmare e organizzare nei singoli presidi dovranno essere condivise e partecipate dal maggior numero di iscritti possibile. È necessario non impegnarsi in solitudine, ma all’interno di un significativo tessuto di relazioni locali e regionale attraverso le quali sostenere, arricchire e implementare il proprio agire. Le iniziative che si potranno organizzare dovranno diventare un arricchimento per tutti i presidi presenti nella nostra regione. Ognuno potrà vivere, spostandosi nei presidi della regione, nuove esperienze formative che arricchiranno il proprio bagaglio culturale e divenire riferimento di un territorio che intende costruire processi seri e duraturi di lotta alla criminalità organizzata e alla cultura mafiosa.

Una formazione che accetta anche, di ridiscutere, con gentilezza e dolcezza, alcuni processi interni per connotarli con giustizia e legalità: pensare a come stanno cambiando i piccoli comuni, alla mancanza di lavoro, alla partecipazione alla vita democratica, alla capacità di includere o produrre esclusione e tanto altro ancora. Il presidio è luogo essenziale per l’educazione alla legalità. Dobbiamo credere di costruire una rete fisica ed emozionale che permetta contatti veri, solo così si potrà crescere e migliorare tutti insieme.