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Il candidato Marcello Pittella con l'assessore Falotico e il Consigliere Comunale di Barile, Franciosa
Il candidato Marcello Pittella con l’assessore Falotico e il Consigliere Comunale di Barile, Franciosa

Potenza,2013-09-17 – Carissimi,ho ancora nelle orecchie le parole della grande iniziativa di Rifreddo (“discontinuità, cambio di passo, alzare l’asticella…”) e quelle della Direzione regionale, convocata dopo il voto di febbraio, quando dissi che alla rabbia della società italiana (crisi, disoccupazione, patto di stabilità, assenza di prospettive) si doveva rispondere (certo non con promesse ma con serietà) anche con un pó di sogno. Aggiunsi che la sicumera di avere la vittoria in tasca ci aveva portato a Primarie drogate con troppe quote in capo alla Direzione Nazionale garantite e in Basilicata a “controindicazioni di voto” (la famosa “vulgata”). Anche nella Direzione di luglio per analizzare la crisi regionale e impostare la campagna elettorale ho sentito tanti slogan sulle Primarie aperte e vere. Parole. Dopo averle indette, a un giorno dalla presentazione delle candidature con le firme già raccolte, si annunciava un candidato unico (!) chiedendo a tutti (anche a quelli della coalizione!) di ritirarsi.

Vengo a voi per dirvi perché ho deciso di non sottostare ai giochi di Palazzo, di non piegarmi a una logica da organigramma, di volere comunque le Primarie, correndo anche da solo contro una corazzata. E per chiedervi il sostegno se condividete i miei “perchè”.

Perchè?

Perché la partecipazione del popolo delle Primarie a quelle “vere” è stata la linfa per il nostro Partito. Perchè le “nomine” dall’alto non portano bene, fiaccano la partecipazione; anzi portano al rifiuto e al non voto. Perchè le regole vanno stabilite negli Organismi costituiti e lì cambiate, ma non ci possono essere poche persone a decidere la sorte di tutti. Perchè bisogna dare voce al merito e dire “Basta con gli inciuci”. Perchè abbiamo bisogno di fletterci al nuovo che avanza e ascoltare il grido di allarme di partecipazione e responsabilità che arriva dalla società civile.

Perchè non si possono lanciare primarie aperte e poi dire no: per decreto il candidato unitario è questo. Perchè lo deve dire una persona e non lo deve sancire una popolazione che hai chiamato al voto? Perchè la politica non deve essere cinismo o calcolo. Deve essere innanzitutto passione per affrontare e risolvere i problemi della gente. Perché, lo dico sempre, per fare il ministro bisogna aver fatto il sindaco o il consigliere comunale e, aggiungo, per fare il presidente della Regione ti devi candidare e prendere le preferenze per capire cosa significa meritarsele.

Perchè, avendo anche io come altri commesso tanti errori, possa essere valutato attraverso libere Primarie. Perchè, anche a livello comunale, bisogna finirla con le filiere, con i “o con me o contro di me” e bisogna passare alla passione, alle idee, ai circoli aperti, a partire dagli iscritti ma per aprirli alla società. Perchè ci si deve dividere sulle idee per il governo dei territori e lasciare scegliere liberamente al popolo delle Primarie chi candidare. Perché non si può reggere oltre con un Partito liquido (che dimezza gli iscritti, che passa dagli oltre 130.000 voti del 2008 ai meno dei 90.000 del 2010…..)

Troppi perchè?

Penso sinceramente che ognuno di voi ne aggiungerebbe qualcun altro!Comunque vada io sono contento di sentirmi libero, di non essermi piegato, nel chiuso di una stanza, a contribuire a riempire la “casella mancante”!Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di leggere questa mia lettera e, ancor di più, se l’avrete per conoscere il mio programma elettorale.

Marcello Pittella