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“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)…. sono fatta così: mi fisso, sulle cose cui tengo, e difficilmente sfuggono via… mio malgrado. Perciò, siccome qualcuno, un amico di Tolve che vive a Roma, mi aveva consigliato vivamente una visita a Melfi, mi informo: zero autobus, niente pullman per un gruppo sparuto, taxi figurati!!!, by foots non è pensabile… ma le vie del signore sono infinite, e siccome manco Cristo si è fermato ad Eboli… arrivo al liceo Quinto Orazio Flacco (originali, voi lucani!), occhieggio un collega dall’aria simpatica, lo apostrofo rimproverandolo con tono scherzoso: insomma, noi romani ci lasciate proprio soli a noi stessi!!! 

Galeotto fu il fiero campanilismo del collega, tale Lorenzo Zolfo, prof di educazione fisica, originario di una contrada dall’affascinante nome di Ginestra, nonché cugino della tizia che sovrintende al museo del castello di Melfi: che si propone di portare me ed eventuali altri colleghi, il dì seguente sabato 6 maggio, ad escursionare attraverso perle del potentino ignote ai più. Forse pensava che avrei declinato l’invito… ma io non ci ho pensato due volte, prima di accettare entusiasticamente!!! 🙂

Ci presentiamo in sei, molto raccogliticci… 🙂

Ok, dicevasi: una giornata davvero extra-vagantem, attraverso posti bellissimi: il museo del castello di Melfi, e chi avrebbe mai pensato di trovare cotanto materiale, in un posto piccolo così? La sola chimera residuale dello scudo, al British, avrebbe conquistato una stanza iperilluminata, tutta per sé); le chiesette rupestri di santa Margherita e santa Lucia, con tanto di guida, in gambissima, soltanto per noi (e chi avrebbe mai pensato di trovarsi dinanzi a cotanti affreschi? Incredibile visu); le cantine di Barile, in cui fu ambientato il vangelo secondo Matteo di Pasolini: suggestivo davvero (… e in più: buono l’aglianico!!! E pure la malvasia… ;-D): San Donato a Ripacandida con altri splendidi affreschi e con la sua sequoia ultracentenaria… sono tornata a Venosa stanca distrutta e col piede dolente, ma molto soddisfatta!!! I colleghi mi hanno fatto la hola strasoddisfatti, mi sono congedata da questo effervescente collega con vigorosi abbracci e con la promessa di inviargli qualche riga sull’evento… ed eccone un’anteprima!

Un’esperienza davvero bellissima, indimenticabile… 🙂

Simona Pirazzi, Liceo Classico “Ugo Foscolo” Albano Laziale.