CONDIVIDI
Giovanni Pastore
Giovanni Pastore

Matera – La Lucania-Basilicata come parte non secondaria della Magna Grecia dove Pitagora finì (in quel di Metaponto) i suoi giorni, dopo avervi dimorato per alcuni lustri, lasciandoci ipotizzare questo lembo di terra mediterranea come una delle tante culle del variegato pensiero pitagorico, fonte di quella cultura scientifica che ha nutrito il mondo moderno e contemporaneo.

“Tutto è numero” asseriva Pitagora. Numeri e calcoli per dare vita a quei “rapporti armonici” che si riscontrano ancora oggi nella musica, nella letteratura, nella matematica e nell’architettura, all’origine di tutto ciò che ci circonda, con molti richiami che vanno dalle grandi creazioni (e costruzioni) del passato sino ai tanti oggetti che quotidianamente utilizziamo e che ci ricollegano, appunto, all’armonia che si trova espressa nei principi della scuola pitagorica.

Basti pensare che la progettazione di uno schermo per televisore o per computer, un display per telefono cellulare, o anche il sensore di una moderna fotocamera digitale, e molto altro ancora, nasce da quei dettami. “Pitagora tra noi” oppure “Scuola pitagorica” tra noi a distanza di 2500 anni.

Questo il filo conduttore del recente seminario, coordinato da Edvige Cuccarese, svoltosi a Matera nell’Aula Magna dell’Università della Basilicata dedicato a “L’eredità della scienza magno-greca nel mondo contemporaneo”, con la proiezione dei tre video-documentari “Pitagora tra noi”, “La Brocchetta pitagorica di Ripacandida” e “Il Planetario di Archimede ritrovato” realizzati da Giovanni Pastore (ingegnere e ricercatore) al quale hanno partecipato studenti della Facoltà di Architettura, ingegneri, architetti, archeologi e studiosi.

I video sintetizzano e rendono più agevole la conoscenza di quanto contenuto nel volume “Il Planetario di Archimede ritrovato” (che racchiude gli studi di Pastore), uscito successivamente in lingua inglese con il titolo “The Recovered Archimedes Planetarium” e nel documentario “Pitagora tra noi”.

Argomenti complessi, di grande interesse e di forte richiamo, quelli trattati, come è emerso dagli interventi di Mario Maragno, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Matera, di Michelangelo Laterza (Università di Basilicata) e di Rossella Rubino (consigliere del Comune di Matera).

Maragno ha illustrato le motivazioni del seminario, da diverso tempo sollecitato dal Consiglio dell’Ordine degli ingegneri materano, sottolineando l’importanza degli studi di Pastore, già presentati nel corso di questi anni in diverse sedi scientifiche nazionali, che evidenziano il proficuo incontro tra diverse discipline (scienza, tecnologia, storia, letteratura e archeologia) contribuendo ad aggiungere un tassello rilevante all’opera di conoscenza e valorizzazione della Basilicata.

Michelangelo Laterza ha evidenziato gli inediti risultati ai quali è giunto Pastore in grado di sollecitare riflessioni sulla “conoscenza” di tesi che appaiono scontate e che richiedono invece una totale rilettura stimolando così la ricerca nei diversi campi, ricerca che deve servire a rendere le stesse Università integrate con il territorio in cui sono collocate.

Rossella Rubino, nel parlare entusiasticamente dei lavori di Pastore, frutto di un lungo e appassionato periodo di ricerca e di studi, con l’impiego di considerevoli risorse economiche, ha manifestato la volontà dell’amministrazione comunale di volere proporre i documentari, tratti dal libro di Pastore, tra gli eventi culturali da programmare per Matera 2019, proprio per gli importanti e inediti contenuti culturali riscontrati e che contribuiscono fortemente alla valorizzazione della Basilicata in ambito internazionale.