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Potenza – Altro che asfissia o pesca di frodo, le acque del Pertusillo non sono sicure e questa volta a dirlo è proprio l’ARPAB. In uno studio pubblicato nel Marzo del 2015 e condotto dall’ARPAB e concernente il monitoraggio degli ecosistemi nella zona della Val d’Agri si possono infatti scoprire cose interessanti tenute ben celate all’opinione pubblica sino ad oggi. Notizie che mai si è ritenuto opportuno divulgare e portare a conoscenza della opinione pubblica, neppure dopo lo scandalo trivellopoli o dopo la dura presa di posizione del governatore pugliese proprio rispetto alla situazione delle acque che dal Pertusillo arrivavano in quella Regione. Ebbene, nello studio appena citato si afferma espressamente che “le risultanze analitiche emerse a seguito dello studio condotto in questo progetto evidenziano la presenza diffusa di idrocarburi nei campioni di sedimento sia del fiume Agri che di alcuni suoi affluenti (torrenti Alli, Sciaura, Rifreddo e Casale) oltre che nei sedimenti del lago del Pertusillo”.

Pertusillo
Pertusillo

Non sono necessarie spiegazioni e quanto espresso questa volta dall’ARPAB appare quanto mai chiaro. Lo studio recentissimo ha evidenziato la presenza diffusa di idrocarburi nei sedimenti sia del Pertusillo sia del fiume Agri, sia ancora dei suoi affluenti. A questo punto si rende necessario capire questa presenza inquietante a cosa sia dovuta e soprattutto cosa si inventeranno questa volta il Presidente Pittella e il suo Assessore all’Ambiente per negare ogni correlazione tra questo fenomeno e le attività estrattive (e affini) in corso nella Val d’Agri.

Siamo curiosi di conoscere la nuova fantasiosa interpretazione che verrà data da Eni e dal suo Amministratore Delegato, Descalzi, che continua a non prendersi nessuna responsabilità, e dai suoi sottoposti per giustificare questa nuova scoperta. In attesa di ascoltare le nuove storielle che verranno raccontate ai lucani, abbiamo voluto però presentare con urgenza una interrogazione al Presidente Pittella per chiedere come sia possibile che i sedimenti dell’invaso del Pertusillo e del fiume Agri contengano appunto tracce di idrocarburi e cosa intenda fare la Giunta regionale rispetto a questo problema.

Allo stesso tempo abbiamo presentato una mozione per impegnare la Regione Basilicata a condurre specifiche e dettagliate analisi chimiche e fisiche sulle acque del Pertusillo (ivi compreso lo studio chimico –fisico dei sedimenti) con cadenza periodica; a compiere le stesse analisi sugli altri invasi della Regione; a sottoscrivere un protocollo di intesa con la vicina regione Puglia per una stringente collaborazione tra le Arpa e i servizi di igiene sanitaria. Vediamo adesso se alle parole dette in consiglio dal Presidente Pittella seguiranno fatti e se finalmente si inizieranno a discutere e ad approvare le proposte concrete che vengono fatte per tutelare la salute dei cittadini e per monitorare la situazione nelle zone a rischio.

Il consigliere regionale M5S Gianni Leggieri