CONDIVIDI

Divenuta ormai nota per le vicende indecenti che si sono consumate in questi giorni all’interno dell’aula del Senato, con gesti inqualificabili e di matrice sessista rivolti alle senatrici del Movimento 5 Stelle da parte di alcuni mercenari della politica privi di alcun onore e dignità, la riforma della Carta costituzionale in realtà dovrebbe scandalizzare e preoccupare i cittadini più per i contenuti che per questa pessima cornice.Purtroppo, infatti, nel silenzio quasi totale, ma soprattutto grazie alla complicità dei parlamentari lucani del Partito Democratico, ma non solo, si sta consumando l’ennesima beffa ai danni dei cittadini della nostra regione.

costituzione (1)
Foto dal web

Il Presidente del Consiglio e il suo partito, è infatti tornato alla carica nel tentativo di depotenziare il referendum presentato contro lo Sblocca Italia, ma soprattutto per annullare ogni possibilità di intervento futuro delle Regioni rispetto alle scelte in materia energetica e, quindi, anche in materia di estrazioni petrolifere. Il tutto viene fatto con la modifica dell’art. 117 della Carta costituzionale, una modifica che priva le autonomie locali ed in particolare le Regioni di ogni potere sul proprio territorio rispetto alla materia energetica. Tutto passa nelle mani di Roma, dello Stato centrale, del Presidente del Consiglio e della sua maggioranza.

L’obiettivo è chiaro da tempo, eliminare ogni possibilità di opposizione da parte dei territori locali, ma soprattutto spostare la cabina di regia a Roma senza che vi sia alcuna concertazione con la Regione. L’ennesimo piano messo in campo dal PD per andare in soccorso degli amici dell’ENI e delle altre multinazionali del petrolio. L’ennesima sconfitta della strategia politica del Presidente Pittella scavalcato su tutta la linea dal suo segretario nazionale di partito.

Così, alla fine della partita che si è giocata Pittella e la Regione Basilicata vengono sconfitti con un sonoro 6-0. A segnare il goal che ha deciso  l’incontro è stato proprio il nostro Presidente di Regione con un clamoroso autogoal ad inizio partita. Siamo veramente in pericolo, perché l’art. 117 della Carta costituzionale e la riforma che il Governo sta mettendo in piedi, oltre ad eliminare ogni possibilità per la Regione di intervenire nelle scelte in materia di petrolio (e di energia in generale), in realtà prevede molto di più.

E’ infatti stato deciso lo smembramento della nostra Regione, la scomparsa della Lucania e l’accorpamento di porzioni del nostro territorio ad altre Regioni (Puglia, Calabria e Campania). Altro che soppressione della Corte di Appello di Potenza, il piano deciso a Roma e portato avanti dal Partito Democratico è quello della soppressione dell’intera Regione con la scomparsa di uffici, di servizi, ma soprattutto con la distruzione di una identità.

Tutto questo si consuma nell’apatia generale della politica, nell’indifferente complicità dei parlamentari locali della maggioranza e nell’assordante silenzio di Pittella e del Partito Democratico regionale. E’ chiaro che le rassicurazioni dei mesi scorsi non sono servite a nulla se non a far perdere tempo. Il Movimento 5 Stelle di Basilicata chiede a questo punto di uscire dalle ambiguità e pretende azioni vere, chiare e concrete da parte della Giunta e del Consiglio regionale. Basta con gli inganni; basta con le mediazioni e le perdite di tempo. E’ giunto il momento di dichiararsi e di spiegare ai cittadini lucani da che parte si è deciso di stare. La scelta è semplice: o dalla parte del popolo lucano o schiavi del padrone romano e delle logiche di partito.

Chiediamo che si apra un dibattito serio in consiglio regionale, ma soprattutto chiediamo che la Giunta e il consiglio sottoscrivano un documento di forte condanna rispetto alla “riforma pasticcio” che si sta votando a Roma.

Il consigliere regionale M5S

Gianni Leggieri