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Potenza – Legittima la protesta dei Sindaci lucani a Roma per riportare l’attenzione di chi conta sulla situazione delle infrastrutture in Basilicata e in particolare sulla mancanza di collegamenti ferroviari veloci, peccato che ancora una volta il tutto si è concluso in maniera amara per i lucani. La protesta pacifica completamente snobbata dai vertici di Trenitalia che si sono rifiutati finanche di ricevere una delegazione guidata dall’Assessore regionale Berlinguer, dà il senso di quanto poca attenzione ci sia per il nostro territorio.

Gianni Leggieri
Gianni Leggieri

Il senso di quanto i cittadini lucani siano poco considerati e la Basilicata sia associata unicamente all’affare petrolio. Un assessore regionale e una nutrita schiera di amministratori locali che vengono trattati in questa maniera e neppure ricevuti è l’ennesimo schiaffo all’intero popolo lucano. Altro che politica dialogante e grandi risultati ottenuti grazie al dialogo con il governo. A Roma nessuno pensa a questa terra e alle esigenze reali del territorio. Da Roma la Basilicata è vista come una grande macchia nera che va risucchiata completamente per consentire a pochi faccendieri di arricchirsi a discapito di noi tutti.

La politica regionale del dialogo voluta da Pittella ha fallito su tutti i fronti ed è giunto il momento di cambiare registro. E’ giunto il momento di far sentire a Roma che la Basilicata esiste e ha voglia di emergere, di uscire fuori da questo enorme pozzo nero in cui siamo stati cacciati da decenni di malaffare e cattiva politica. Basta chiacchiere e basta tavoli dove si fanno inutili discussioni, basta rimanere supini rispetto alle decisioni che vengono calate dall’alto.

Tutti i politici lucani hanno il dovere di lottare per ottenere il meglio per questo nostro popolo chi ritiene di dover servire altri padroni e fare altri interessi deve andare a casa. Non è possibile continuare ad accettare compromessi al ribasso sulla pelle dei cittadini, è tempo di fare realmente gli interessi del popolo, della comunità lucana con azioni concrete e alzando la voce, se necessario, sui tavoli che contano. Basta servilismi e inchini, i lucani hanno bisogno di amministratori combattivi e determinati, non di falsi gladiatori.