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Potenza – Quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno in merito alla sospensione della attività di controllo da parte dell’Arpab ha dell’incredibile e dimostra l’assoluta mancanza di responsabilità da parte di chi è chiamato a ricoprire incarichi di rilievo e di interesse pubblico. Una situazione inverosimile quella descritta dal giornale, nella quale emergono lotte di potere ed interessi poco chiari intorno ad un appalto per la concessione del servizio di monitoraggio dei camini di Fenice e della SiderPotenza.

FeniceMelfi
Fenice Melfi

Uno scontro al vertice che ha messo a rischio la protezione dei cittadini lucani per la sospensione di una attività importantissima di monitoraggio e di controllo rispetto a due realtà che non brillano certo per sicurezza e che già in passato hanno destano grandi preoccupazioni per l’inquinamento prodotto. Una situazione inaccettabile che deve essere attentamente vagliata a più livelli perché quanto denunciato dalla Gazzetta del Mezzogiorno è gravissimo.

Alla magistratura il compito di verificare se in quanto denunciato vi siano anche profili penali da prendere in considerazione, alla politica il compito invece di prendere atto dello stato penoso in cui versa ArpaB e della necessità di una inversione di tendenza reale. Probabilmente, anzi sicuramente, la riforma di settembre scorso non è servita a molto e occorre più che altro ristabilire il senso di responsabilità e, ove necessario, iniziare anche ad assumere provvedimenti seri qualora vengano riscontrate mancanze, carenze e deficienze inaccettabili.

Per questo abbiamo presentato una interrogazione urgente alla Giunta regionale al fine di fare chiarezza su questa indecente ed assurda situazione e per capire cosa la Giunta regionale intenda fare per evitare il ripetersi di episodi similari.

Il consigliere regionale M5S

Gianni Leggieri