CONDIVIDI

Potenza – Da oltre un anno assistiamo a un braccio di ferro tra la Rendine Ambiente srl, società proprietaria di quello che è conosciuto come l’inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi e i lavoratori.

Si tratta di un braccio di ferro che riguarda le condizioni lavorative e i contratti. Attualmente, infatti, la Rendina Ambiente srl ha “imposto” un contratto di solidarietà, dopo aver usufruito della cassa integrazione e dopo aver provveduto a diversi licenziamenti.

La posizione del MoVimento 5 Stelle rispetto all’inceneritore Fenice è nota a tutti ed è fortemente critica, ma ciò non toglie che siamo dalla parte dei lavoratori e abbiamo il dovere di occuparci del loro futuro e delle loro famiglie.

Non sono solamente le condizioni di lavoro a preoccuparci, ma più in generale la situazione di crisi che l’azienda richiama periodicamente per giustificare licenziamenti e l’utilizzo di strumenti contrattuali che penalizzano gli operai.

I lavoratori temono per il loro futuro e chiedono un intervento della politica e la politica non può rimanere indifferente.

Gianni Leggieri
Gianni Leggieri

Non abbiamo assolutamente pensato a interventi di tipo assistenziale ma abbiamo ritenuto doveroso impegnare la Giunta Regionale a istituire un Tavolo di concertazione presso la Regione con la partecipazione di azienda e lavoratori per discutere della situazione occupazionale.

Allo stesso tempo, con la stessa mozione abbiamo chiesto alla Regione di predisporre tutte quelle misure necessarie ed idonee alla riqualificazione della forza lavoro già oggetto di provvedimenti di licenziamento ed eventualmente di quella che dovesse subire stessa sorte.

Gianni Leggieri – Capogruppo M5S Basilicata