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TOLVE (PZ) – Lo scenario delle antiche cantine sotto la rupe di Tolve ospiterà nei giorni 22 e 23 dicembre 2015 la rappresentazione del Presepe Vivente, su iniziativa della locale associazione di arte, cultura e spettacolo Zéfiro Lab, guidata dal presidente Nicola Stigliani. La manifestazione, quest’anno alla terza edizione, vede il coinvolgimento di circa ottanta figuranti e la collaborazione di alcune associazioni di altri comuni lucani: Pro Loco Cancellara, Pro Loco Brindisi Montagna, Pro Loco Acerenza, Federazione Lucana Carretti, Associazione Culturale Acheruntia.

Cantine Tolve
Cantine Tolve

Il programma, per la prima volta articolato in due giornate, prevede l’apertura della rappresentazione alle ore 18.00 in Piazza Mario Pagano, dove il ballerino Daniel Loncar eseguirà una coreografia di Sabrina Del Duca sulle note del brano “Furioso” del compositore Rocco Mentissi. A seguire ci sarà la partenza del corteo, diretto verso l’area tra le grotte della rupe, che per l’occasione saranno illuminate da luci scenografiche e faranno da sfondo alle tradizionali scene del Presepe Vivente. In questo modo il percorso delle cantine, già di per sé suggestivo, sarà ancor più valorizzato, a tutto vantaggio della fruizione degli abitanti di Tolve, ma anche dei visitatori che giungeranno da fuori.

Nei pressi del Presepe Vivente, lungo Corso Umberto, saranno allestiti alcuni stand enogastronomici, dove sarà possibile degustare piatti tipici della tradizione lucana, grazie alla partecipazione dello chef Antonio Stigliani dell’Associazione Cuochi Potentini.

La direzione artistica dell’evento, affidata a Rocco Mentissi e Mimmo Venezia, ha voluto mantenere una continuità con le edizioni precedenti, realizzate con il prezioso supporto del professor Tonino Venezia, l’iniziatore della tradizione presepiale vivente nella comunità tolvese, ma allo stesso tempo ha proposto una novità nella scelta di una tematica a cui ispirare il Presepe Vivente. Nella rappresentazione, infatti, è stato inserito un richiamo alla fuga in Egitto, che Giuseppe e Maria, assieme a Gesù neonato, furono costretti a compiere subito dopo la visita dei Magi, per scampare alla strage degli innocenti ordinata da Erode. In questo modo si vuole lanciare agli spettatori un chiaro messaggio di fraternità, solidarietà, integrazione e accoglienza, in riferimento a coloro che ogni giorno scappano da guerre, dittature e carestie, mettendo a repentaglio la loro vita per cercare accoglienza in Europa.