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Matera – di Veronica Mestice. Sembrano quasi nate naturalmente nelle grotte affrescate che affacciano sulla Gravina, nei cunicoli degli ipogei, a contatto con la pietra ruvida materana, le quarantuno sculture del Maestro Pietro Guida. Tra lo scavato e lo scolpito danzano i suoi uomini e le sue donne, un popolo di statue in uno spazio antico: la meravigliosa cornice del complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci.

È visitabile dal 29 giugno la XXIX edizione della rassegna di scultura contemporanea “Le Grandi Mostre nei Sassi”, organizzata dal Circolo La Scaletta, in collaborazione con la Soc. Coop. Cave Heritage – Arte, Cultura e Turismo. Tra i consolidati appuntamenti della città, nonché tra i più importanti eventi d’arte contemporanea, la rassegna d’arte ospita quest’anno la personale di Pietro Guida, scultore artigiano con la predilezione per il cemento, campano di nascita ma tarantino d’adozione, un uomo che ha vissuto tutto il Novecento: dal fascismo alla Milano da Bere, dagli inizi figurativi nel “Gruppo Sud” al geometrismo industriale per poi approdare alla scultura naturalistica. Pochi anni di fede nel concettuale e poi un ritorno a un classicismo rivisitato, le-vigato, scabro ed essenziale, senza tralasciare la lezione dei Maestri Marino e Martini.

Estasi photo Francesco Giase
Estasi photo Francesco Giase

“Sono contrario alla piacevolezza nell’arte- afferma Guida– nella scultura l’artista deve sapere quando fermarsi, per non rischiare di cadere nel piacevole, nell’eccessiva rifinitura”.

“Racconto di un popolo di statue” è il titolo dell’esposizione che raccoglie quarantuno sculture in cemento e gesso, realizzate tra il 1947 e il 2016. “Apollo e Dafne”1996,“Il Minotauro e la fanciulla” 2005, “Leda e il cigno” 1997, “Il mito di Endimione”1999, “Orfeo e Euridice” 2007, “Al balcone”, “Borghesi” 2003,“Tenerezza”1994, “Amanti”1991, “Tango”2007 e “Rock’n’roll” 1995, “Donna in rosso” 2015, “Frammento 2” 1984, “Tenda e figura 2” 2011 e “Estasi”1990, queste alcune delle esposizioni.

Guida, nello scabro cemento recupera la carnalità delle creature giunoniche, il fascino delle forme, la sensualità dei gesti e la naturalezza delle movenze, un’umanità immobile che al tempo stesso palpita emozioni e profonda seduzione.

Ed è straordinario che la sua scultura esalti la centralità dell’Uomo, tornato canna che soffre il vento di altre volontà, l’uomo prota-gonista di un film dove tutto ha un prezzo e dove si rinnova quel mito di Sisifo per il quale ogni giorno ha la sua pena, ogni ora il suo gravame. E tuttavia quel giorno e quell’ora valgono la pena di essere vissuti, per una bellezza segreta che è insita nella vita. (Raffaele Nigro, ndr)

Tenerezza foto Antonello Di Gennaro
Tenerezza foto Antonello Di Gennaro

Uomo del Sud, nutrito della cultura mediterranea, esprime la pregnanza dei valori della nostra cultura meridionale. E’ un artista sociale Guida, che trae dai materiali industriali e poveri come il cemento l’immagine di una realtà disincantata, uomini e donne di un antico Sud, dove la bellezza si sposa con la formosità, nell’atavica divisione tra corpo e spirito, uomini disillusi senza resurrezione che si interrogano di continuo e che non riescono a trovare risposte convincenti alle loro domande.

Un plauso va al Circolo La Scaletta che dal 1987 allestisce ogni estate nel Complesso rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci la rassegna di scultura contemporanea “Le Grandi Mostre nei Sassi” che ha ospitato negli anni artisti come: Consagra, Melotti, Martini, Cambellotti, Fazzini, Matta, Milani, Andreotti, Kolìbal, Negri, Raphael, Mascherini, Hare, Viani, Mirko, Lassaw, Azuma. La volontà di valorizzare le energie artistiche presenti nel Mezzogiorno d’Italia è uno degli scopi primordiali del Circolo, che da oltre cinquant’anni costituisce un modello di azione in un contesto “pietrificato”, scarso di iniziative e strutture, ma dal contorno magnetico e, oggi, stimolante scenario.

E’ una storia quasi trentennale quella della mostra, che ogni anno richiama nella città dei Sassi un turismo culturale e di qualità, destinata a culminare nel 2019, anno in cui Matera sarà Capitale Europea della Cultura, con l’arrivo di esponenti del mondo dell’arte di rilievo internazionale.

Onore, soprattutto, al furore civico dei soci del Circolo, viste le non poche difficoltà economiche. Se non fosse stato per gli sponsor privati, non sarebbe stato possibile l’allestimento della rassegna. Totale abbandono delle istituzioni: Regione, Provincia e Comune – come evidenziato dallo stesso Presidente Ivan Focaccia in conferenza stampa. Grandi mostre senza risorse pubbliche. Ma si sa, la situazione non è delle migliori per quanto riguarda il mondo della cultura…

La rassegna ha il patrocinio del MiBACT, della Regione Basilicata, della Fondazione Matera- Basilicata 2019, dell’ APT Basilicata, della Provincia, del Comune, della Camera di Commercio e della Fondazione Zétema di Matera. È resa possibile grazie al sostegno del main sponsor: Total E&P Italia, degli sponsor: Attilio Caruso, agente generale Unipol Sai, Bawer, Cementeria Matera- Italcementi Group e i contributi delle aziende materane Frascella Emanuele s.r.l. e Stella All in one s.r.l.e della Soc.Coop. Cave Heritage.

La mostra resterà aperta fino al 6 novembre 2016, con i seguenti orari:

dal 29 giugno al 30 settembre, tutti i giorni, con orario continuato 10-20;

dal 1 ottobre 10-13.30 e 15.00-18.00.

Ingresso: intero 5,00 euro- ridotto 3.50

Ridotto per studenti fino a 24 anni, over 70 e soci FAI.

La gestione della mostra è garantita dalla Soc. Coop. Cave Heritage- Arte Cultura e Turismo

Per informazioni: 377.4448885; info@caveheritage.it