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Lavello istituto comprensivo
Lavello istituto comprensivo

Lavello (PZ), 26.-06-2015 – CARI Genitori della V C, ritengo che l’ascolto sia il dono più vantaggioso sia per chi lo riceve che per chi lo dona. Questo è il motivo che mi induce, nonostante l’orario di ricevimento dei genitori sia ben visibile affisso accanto alla mia porta, a ricevere costantemente genitori, ascoltarli, mediare spesso tra loro ed il personale docente, quando occorre e rivolgo all’utente talmente attenzione da meritare molti apprezzamenti. Durante l’anno il rapporto di fiducia e stima tra me e le rappresentanti della 5 C mi hanno indotto ad ascoltarle ampiamente, ovvero a dedicare loro parecchio tempo. Tempo meritatissimo, poichè si tratta di famiglie attente al mondo della scuola, partecipative e collaborative sempre, anche se, prontissime ad intervenire ogni qualvolta percepivano la necessità di esprimere il loro dissenso o malcontento in merito ad uno o ad altro aspetto. Esattamente questo ha rappresentato per me la base solida su cui si basava la mia stima nei loro confronti. Posso definirla, senza esagerare, una sorta di “empatia”. Ogni qualvolta hanno avuto l’opportunità di consigliarmi come migliorare la nostra scuola, hanno avuto il mio ascolto, di cui, appunto, ce ne siamo avvantaggiati entrambi: io, ascoltandole mi avvantaggiavo per conoscere i loro bisogni e curvare l’offerta formativa a loro… vantaggio.

Un giorno ho riflettuto sul gesto spontaneo e sincero, da parte loro, in occasione di una pregevole iniziativa benefica, di consegnarmi un oggetto con le seguenti parole: “Ed ora le consegniamo questo REGALO per la scuola”.

Alla luce del rapporto di sincera confidenza e generoso ascolto esercitato sempre da parte mia, mi sono rivolta alla signora e le ho detto: “ a proposito di quell’aquilone, devo informarvi che non è un REGALO alla scuola, bensì, un segno che lasciate alla scuola e vi onora, ma non si deve chiamare “REGALO”. Alle insistenze della signora la scrivente ha ritenuto opportuno spiegare che, semmai, poteva essere considerato una manifestazione di “egocentrismo”. Per anni la scrivente ha accolto ed ascoltato, senza mai offendersi, perché le critiche sono sempre costruttive e per una volta si è permessa di esprimere , a sua volta, una opinione. Un dono alla mia persona sarebbe stato accolto senza fiatare, ma è una questione di linguaggio: a mio avviso quel bellissimo aquilone si poteva definire con altre parole, ma non “REGALO ALLA SCUOLA”, forse “Un omaggio ai bambini che lasciano la scuola primaria per volare sempre più in alto”. Sì! Questa definizione mi piace! Perché offendersi per questo? Mi chiedo. Le uniche volte che nego il dono dell’ascolto ai genitori è e sarà sempre quando giungono presso di me in gruppo con atteggiamenti e toni minacciosi e aggressivi… pur senza accorgersene. Per fortuna se ne accorgono tutti i miei collaboratori che mi informano, preoccupatissimi. Preferisco relazionarmi “alla pari”, con la massima sincerità e rispetto anche delle opinioni altrui.

Non capisco, ma rispetto.

Con la stima di sempre

Lucia Scuteri