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infografica densitàMilano – Un’analisi di Solo Affitti, franchising specializzato nelle locazioni con 340 agenzie, rileva che all’opposto si collocano Molise, Basilicata, Sardegna e Abruzzo. La Campania, con la provincia di Napoli in particolare, detiene il primato nazionale delle persone che vivono in affitto. Un’analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), rileva che quasi un quarto dei campani (24,4%) abita in un immobile affittato, percentuale che sale fino al 31,4% nel napoletano a fronte di una media nazionale che non supera il 18%. La Valle D’Aosta è al secondo posto nella graduatoria stilata da Solo Affitti con il 22,5% di affittuari. Anche in Liguria, terza (22,2%), e Piemonte, quarto (22%), il fenomeno dell’affitto è più sviluppato che in altre parti d’Italia. Alle spalle, sempre sopra la media nazionale, si collocano Trentino Alto Adige (5° posto, 21,5%), Emilia-Romagna (6° posto, 19,45%) e Lombardia (7° posto, 18,7%). In Molise si registra il tasso più basso di affitti: 10,9%. La locazione è poco praticata anche in Basilicata (penultimo posto, 12%) e via via in Sardegna (12,5%) e Abruzzo (12,5%).

“In Italia fino ad oggi – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari di immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca – prosegue Spronelli – certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.

A parte la leadership incontrastata di Napoli con più di 31 persone in affitti su 100, l’analisi di Solo Affitti (su dati Istat) rileva fra le prime 10 province italiane 5 realtà del Nord Ovest, 3 liguri e 2 piemontesi. Al secondo posto troviamo Bolzano e Imperia, entrambi col 24,4% di affittuari. Torino è terza (23,2%), Bologna quarta (22,7%), Milano sesta (22,3%), Genova ottava (22,1%) e Trieste ottava (21,9%). Quasi sconosciuti gli affitti nelle nuove province sarde di Ogliastra (6,7%) e Medio Campidano (8,7%) ma anche a Oristano (9%). Si ricorre poco all’affitto generalmente nel meridione d’Italia. A Lecce non si va oltre il 10% (9,9%), così come nelle province siciliane di Caltanissetta (10%) e Agrigento (10,3%).

Fabio Santilio