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parata turchiPotenza, 28-05-2015 – Il corteo storico si rifà al verbale del notaio Scafarelli, del 1578, che risulta essere il documento ( l’unico finora ritrovato) che consente verosimilmente di attribuire una data di nascita alla Storica Parata dei Turchi, festa popolare che si svolge a Potenza il 29 maggio di ogni anno, dal tardo pomeriggio fino a sera tardi, alla vigilia della festa del Santo Patrono della città, San Gerardo da Piacenza.

Nel verbale si narra l’entrata in città del Conte Alfonso de Guevara, con queste parole:

“Alli 24 di Giugno 1578, te proprio il giorno di Santo Giovanni Battista fu la felicissima intrata dell’illustrissimo signor don Alfonso di Ghevara conte moderno della città di Potenza, dove fu accompagnato da molti cavaglieri et persone titulate e gli uscì incontro la cavalleria della città la quale la guidò il Magnifico Oratio Teleo medico e in nome della città lo receve fuori della Città tre miglia. La fanteria poi l’uscì incontro più lla di Santa Maria de Betlelaem con una vistosa salva, dove per la Cavalleria si gli diede più assalti e la Fanteria poscia in trincea si fè una bellissima scaramazza molto vistosa più qua di detta ecclesia il che fatto,prima andava la compagnia turchesca e moresca vestiti, quali nello lagho Nuovo verso il Vaglio dove erano fatti tre Castelli in quello sito, l’uno discosto dall’altro, a’ quali se gli diede batteria per dentro lo lagho sopra una barca furono presi e bruciati, cosa molto vistosa e degna. Così seguendo per ordine se ne vennero vicino alla Città e proprio al Monte dove si ritrovò una compagnia di figliuoli guidati da huomini, con tamburij et insegna posti per ordine tutti vestiti di bianco con corone d’edere e motti scritti quali portavano in petto che dicevano alcuni semper viridis, altri dicevano semper eadem, et altri spes viva, gli quali figlioli alta voce gridavano “viva viva Ghevara” et così ad ogni passo facevano questi debiti applausi, et così poi li predetti figlioli andavano innanzi con rami in mano verde, la compagnia turchesca segueva appresso et di po’ la Fanteria e così s’intrò nella Città e presso la Fanteria veneva l’Illustrissimo Signor Conte e per un poco di spazio dalla porta della città si fè ritrovare lo magnifico Francesco Centomani artis medicine doctor et mastro giurato della città accompagnato da molti huomini da bene, e vecchi, quali riceverno con li eletti in nome della città detto signore illustrissimo, e venuto quasi vicino alla Porta Salza dove ritrovò l’Arcidiacono con lo Capitolo e Clero della Città quali portavano la Croce, per le quali fè ogni cosa debita cerimonia che si usa nelle Entrate dei Signori cantando laudj con una dolcissima musica e dopo l’Illustrissimo signor Conte sopra lo Ponte di detta Porta, il quale fu fatto per la Città tutto di taffità di vari e diversi colori do po’ disceso se ingenocchiò sopra un cuscino di velluto e fatto li debiti cerimonij per li Preti basò la Croce e priia che fusse portato nella Città e così posto a Cavallo per lo Magnifico Mastro Giurato se presentò le Chiave (fatte tutte d’argento) della Città con richiesta che sua signoria ne faccia grazia di passare tutti li Capitoli Franchigie et Immunità della Città e così posto a Cavallo per li Magnifici Eletti fu spiegato lo Palio di teletta d’oro sotto il quale fu condotto detto signore illustrissimo per la Città sin alla Cathedrale ecclesia di Santo Gerardo, accompagnato nel morso et alla staffa da gentil’ huomini già scritti al folio 48, dove dentro la ecclesia si fè per gli addetti preiti li debiti cerimonii con cantare lo Te Deum laudamus, con tante musiche si dentro la ecclesia come per dentro la città, non essernosi sparati più, et più pezzi di artiglieria per la città con molta festa et allegrezza di tutto il popolo … dall’hora in poi sempre si fè festa, et balli per molti giorni dove concorsero molti poeti a tale festa, e si presentono comedie et egloghe, con molta allegrezza di tutta la città”.

Le fonti successive al documento del 1578, e per circa duecento anni, tacciono completamente su questa festa popolare ma gli Atti del Decurionato, sin dal 1824, riportano la notizia di una festa di San Gerardo all’interno della quale avveniva, solitamente nel pomeriggio, la processione o corteo o sagra o cavalcata dei Turchi. Interpolando le fonti d’archivio alle fonti giornalistiche, sin dalla prima metà del XIX secolo, si evince che la Parata dei Turchi era una festa attesa dal popolo per tutto l’anno: intorno ad essa, e anche in funzione del periodo storico e delle mode, si svolgevano una serie di eventi collaterali per rendere più lieto e gradevole l’evento.

Ad esempio, sin dal 1862 e per tutta la seconda metà del XIX secolo, mentre il popolo festeggiava ed era il protagonista della Parata, le notizie sui giornali si soffermano sulla inclemenza del tempo e sulle bande musicali che allietano le serate precedenti alla festa del Santo Patrono. Proprio in quegli anni ci fu una grande riscoperta della festa e le note pagine di Raffaele Riviello ci fanno ben intendere quale era il fervore e la gioiosa atmosfera che accompagnava queste giornate. Nei primi anni del XX secolo, viene istituita la festa dei fiori che consisteva nella realizzazione di particolari strutture vocazionali fatte da fiori, e in particolare le ginestre, che le giovani fanciulle del popolo andavano a raccogliere intorno alla città.

29 maggio 2015 – ore 19.30 – Campo Sportivo “Viviani”

La Storica Parata dei Turchi – “Patrimonio d’Italia per la Tradizione”

Percorso: Campo Sportivo Viviani, Viale Marconi, Viale Dante, Via Vaccaro, Piazza 18 agosto, Corso Umberto, Porta Salza, Via Pretoria, Largo Duomo.

Informazioni sull’evento:

Ufficio Cultura Comune di Potenza 0971 415874 – ufficiocultura@comune.potenza.it

Ufficio Relazioni con il Pubblico 0971 415044 – urp@comune.potenza.it

Informazioni turistiche

Ufficio Turismo Comune di Potenza 0971 415003 – turismo@comune.potenza.it