CONDIVIDI
Basilicata Gruppo Relatori
Basilicata Gruppo Relatori

Taranto, 2014-02-24 – Si è svolto presso la sede di Presenza Lucana, per la serie dei “Venerdì Culturali”e dopo l’incontro “Omaggio a Pio Rasulo”, un interessante incontro che ha contribuito ad arricchire la cartella “Storia del sud” con un saggio di Raffaele Pinto, docente liceale, dal titolo “La Basilicata tra il XIX e XX secolo: uno sguardo ad alcuni aspetti della vita regionale tra la fine del Risorgimento e l’avvento del Fascismo”.
L’introduzione e la presentazione degli ospiti intervenuti all’appuntamento è stata fatta, da Giovanni Di Lena, poeta e animatore culturale oltre che presidente dell’Associazione culturale Ce.C.A.M. di Marconia.In passato una sua silloge poetica “Il morso della ragione” è stata presentata nella nostra sede di Presenza Lucana. Le relazioni sul testo di Pinto sono state tenute da Antonio Rondinelli, docente e cultore di dialettologia e tradizioni popolari di Tursi, Antonio Romano, docente e saggista di Montalbano Jonico che ha da poco presentato un interessante saggio dal titolo “Il sogno dell’Italia unita”.

Moderatore dell’incontro Michele Santoro, presidente di Presenza Lucana.
Il libro si avvale della prefazione di Dino D’Angella, uno dei più noti cultori di storia patria, autore di molti testi tra i quali “La storia della Basilicata” in tre volumi. L’opera di Pinto, dopo “cenni introduttivi di storia lucana dalle origini al 1750”, è composta di otto capitoli.
• L’Unità: uomini, luoghi ed eventi.
• Il brigantaggio postunitario: cause, sviluppi, conseguenze politiche, sociali ed economiche.
• Le condizioni generali di vita materiale tra la metà dell’Ottocento e i primi venti anni del Novecento.
• La viabilità, la sanità e scuola, un capitolo importante per conoscere le condizioni geografiche e sociali della regione. E’ questa una fotografia che mostra, con tristezza, sia nel periodo borbonico sia in quello postunitario, una regione senza strade, ponti, ferrovie, cause principali dell’isolamento e della miseria in cui versavano gli abitanti dei paesi. Stereotipo del tempo è la fotografia del presidente Zanardelli che, su un carro trainato da buoi, attraversa un fiume per mancanza di un ponte.
• L’emigrazione: cronologie, cause, esiti.
• La Questione Meridionale: chi, che cosa, quando e perché.
• L’ultimo capitolo, secondo la libera interpretazione dell’autore, presenta una piccola biografia di alcuni lucani, (politici, intellettuali, emigranti e fuorilegge) più conosciuti.
Ogni capitolo presenta uno studio lineare e corretto dell’argomento trattato.
Il libro è di facile lettura e aiuta ad avere riferimenti precisi sulla storia della Basilicata, che è simile a quella di altre regioni povere del sud.
Uno studio, quello dell’autore, nato a Taranto, di vasto interesse, valorizzato da una ricca bibliografia, che costituisce la base per un futuro sviluppo degli argomenti trattati. L’appuntamento è stato patrocinato dalla Deputazione di Storia Patria per la Puglia (Ta).
Raffaele Pinto ha precisato quali sono state le motivazioni che l’hanno spinto a scrivere questo libro, che potrebbe avere sbocchi nelle scuole per far comprendere la storia di una regione e del sud in particolare e che si presta ad avere ampi spazi per essere raccontata più a lungo e dettagliatamente.
L’augurio che l’Associazione fa all’autore è di continuare lo studio intrapreso con “La Basilicata tra XIX e XX secolo”, per dare maggiore chiarezza e risalto a una storia che, sia a livello locale sia nazionale, presenta ancora tante zone d’ombra.