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Convito-con-i-fratelli
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Milano, 25-05-2015 – Di Laura Traversi. Diana Bracco è presente nel mondo delle arti almeno dal 1990, con un’attenzione e un’apertura  internazionale che è andata crescendo, fino a strutturarsi  nella Fondazione Bracco dal 2010, dopo più di 15 anni come main sponsor privato di varie istituzioni culturali milanesi (Teatro alla Scala, Accademia su arti e mestieri). Ma è anche  Vicepresidente di Ricerca e Innovazione di Confindustria e della Camera di Commercio di Milano. E’ stata chiamata a presiedere Expo 2015 SpA ed è anche commissario generale del Padiglione Italia. Ha sostenuto il restauro degli Arazzi Medicei in mostra al Palazzo del Quirinale (fino al 12 aprile, poi a Milano dal 30  aprile e a Palazzo Vecchio di Firenze dal 15 settembre), per cui la sua Fondazione ha contribuito alla mostra, 4 anni dopo aver supportato finanziariamente il restauro degli affreschi cortoneschi della Galleria di Alessandro VII (1655-56).

Diana Bracco è dunque  una figura di assoluto spicco nel panorama imprenditoriale italiano ed internazionale, che per fortuna destina non poche attenzioni alle arti, alla cultura, alla formazione dei giovani e al sostegno della nuova imprenditoria, anche femminile.  Non nasconde il piacere e l’entusiasmo di partecipare in modo diretto e concreto agli eventi culturali, e si percepisce che potrebbe trattarsi di uno dei suoi principali motivi di soddisfazione. All’aplomb proprio dei programmatori  istituzionali deve unire l’attenzione  di chi non deve permettersi di fare investimenti sbagliati.  Last but not least: pur svettando in altezza sulla maggior parte degli uomini e delle donne presenti – eccezion fatta forse per i Corazzieri cui è dedicata la Sala che ospita gli Arazzi – non può trattenere un piccolo simpatico gesto di impercettibile e contenuta attenzione nell’aggiustarsi un ricciolo, sfuggito alla folta capigliatura.

Le attività della Fondazione Bracco sono abbastanza diversificate, nel sostegno alle mostre  piace ricordare quella dedicata a Costantino il Grande (Milano, Roma), poi  le borse di studio, l’attenzione al rapporto arte-tecnologia.

“La mostra su Costantino è stata un’esperienza davvero speciale. Più in generale, nelle iniziative della Fondazione ci sono tre filoni fondamentali: il primo è  appunto quello delle mostre che da forse maggiore visibilità rispetto ad altri (Arti e Cultura), ma anche grandi soddisfazioni e l’incoraggiamento di risposte positive dal pubblico. Noi cerchiamo di sostenere delle mostre molto preparate e di collaborare sempre in profondità con le istituzioni. Anche per questo ne scaturiscono cataloghi molto apprezzati.”

Cito io la mostra sui Pollaiolo, appena chiusasi al Poldi Pezzoli di Milano, museo ottocentesco che in realtà è da sempre  una delle più dinamiche e raffinate istituzioni museali d’ Italia.

“Confermo che è stata una grande soddisfazione riuscire a riunire insieme queste quattro Dame. Qui al Quirinaleabbiamo avuto il piacere di essere chiamati  per primi a sostenere l’intervento nella Galleria Chigi. Ora siamo presenti come sostenitori di questa inedita ed eccezionale riunificazione degli arazzi di Pontormo e Bronzino. Pur conoscendone l’importanza, non immaginavo che potessero produrre questo effetto!”

Credo che uno dei pregi della mostra in corso, che sarà presente a Milano durante l’EXPO,  sia di riattivare l’ interesse per una tipologia artistica più in ombra di altre negli ultimi anni. Gli arazzi da storici e prestigiosi oggetti da collezione sono entrati in un cono d’ombra eccessivo.

“Invece era un genere artistico della massima centralità tra Cinquecento e Settecento, particolarmente deputato a raccontare storie, a narrare come e più di altre forme pittoriche. Inoltre uno dei “pregi” è che sono trasportabili [N.d.R.: viaggiano – oggi come nel  passato – arrotolati su grandi rulli] e dunque -malgrado la loro delicatezza, soprattutto rispetto alla luce – sono assoggettabili a prestiti più di altre  opere d’arte.

Per quanto riguarda una ipotetica e definitiva riunificazione della Serie, successiva alle tappe dell’Esposizione temporanea in corso (Roma, Firenze, Milano) non si può non tenere conto delle motivazioni civiche delle istituzioni che li detengono attualmente (Comune di Firenze-Palazzo Vecchio e Palazzo del Quirinale).”

Impraticabile è poi – dal punto di vista conservativo – l’idea di poterli esporre continuativamente.

“Chi si occupa di conservazione va ascoltato. Sanno di cosa parlano e possono esaurientemente spiegarci perché non si può farlo, ovvero perché è necessaria un’ accurata rotazione nell’ esporli. [N.d.R.: a causa dello stesso peso degli arazzi e dell’ ossidazione cui sarebbero assoggettati soprattutto i fili di metalli preziosi, oro e argento. Si tratta di un caso da manuale di Conservazione Preventiva].”

Tra le altre attività vi è stata anche la presentazione virtuale del Codice del volo degli uccelli di Leonardo da Vinci. Un’opportunità di presentare in modo continuo e perfettamente fruibile un codice estremamente prezioso, delicato e per sua natura quasi “inamovibile”. Un esempio di interazione efficace tra tecnologia e arte.

“L’attenzione alle tecnologie applicate all’arte,  alla diagnostica, è diventata più imponente colle mostre su  Bellini, Giorgione e Canaletto, ad esempio con Venezia: Canaletto e i suoi Rivali alle National Gallery of Art di Washington e di  Londra. Ma questo proficuo rapporto tra arte e tecnologia lo abbiamo (per)seguito fin dalle prime esposizioni, soprattutto quella dedicata a Fra Carnevale, svoltasi a Brera e al MET di New York tra  2004 e 2005. [N.d.R.: Artista urbinate del secondo Quattrocento, attivo anche a Firenze, così bravo da avergli attribuito erroneamente la Pala Montefeltro di Brera, uno dei capolavori di Piero della Francesca].
Il secondo filone delle attività della Fondazione,  Scienza e Cultura,  è anche molto connaturato alle nostre attività di base [N.d.R.: Imaging Diagnostico], però in questo momento abbiamo intensificato il terzo (Società e Sociale) e concentrato l’ attenzione sui valori sociali. In breve: stiamo potenziando tantissimo il progetto che abbiamo lanciato qualche anno fa e che si chiama Diventerò. E’ dedicato ai giovani talenti e fino ad ora abbiamo erogato circa 200 tra borse, tirocini e dottorati, in tre anni. Prima lo facevamo come Bracco, orientati al territorio. Poche settimane fa abbiamo curato al Senato la presentazione di 8 Fondazioni d’Impresa e di famiglia che costituiscono la prima linea delle Fondazioni che si presenteranno all’ EXPO 2015. Vi è emerso quello che queste entità fanno – nel loro insieme- per i giovani e abbiamo constatato che è veramente tanto.  Sia Sacconi che Poletti hanno risposto in maniera molto positiva. Bisogna che ci lavoriamo insieme: il privato mette una concretezza e una volontà di arrivare (ai nodi) che serve molto.”

Alla giornata sulle Fondazioni avete comunicato che tra 2011-2014 sono stati erogati 45 milioni di Euro per circa 172 progetti.

“Abbiamo anche fatto un calcolo sul numero di persone direttamente o indirettamente beneficiate dai vari tipi di intervento. E’ risultato che erano 45.000 le persone toccate da essi, per un valore sociale stimabile quindi intorno ai 1000 euro a persona. Delle Fondazioni presenti ce ne sono alcune che hanno già inserito nel prossimo budget un milione di Euro per attività sociali dedicate ai giovani. Cominciano ad essere cifre importanti. Poiché è vero che l’indice della disoccupazione giovanile si è invertito. Si ha un 3% in più di contratti a tempo indeterminato, grazie alla maggiore flessibilità introdotta. Le imprese hanno afferrato subito il senso del messaggio lanciato dal governo, com’era giusto che fosse. Le imprese vogliono uscire dallo stato di stallo, sono interessate a cambiare queste.”

La crisi in Italia sta durando più che altrove, dove è passata.

“Sì, però la crisi ha morso tutti. Bisogna comunque fare un grosso sforzo per riprendere la fierezza di un paese… Mi ha fatto piacere sentire il sindaco di Firenze parlare di orgoglio per le nostre bellezza, la nostra storia. I Medici e la Firenze del Cinquecento di cui questi arazzi sono  espressione rappresentano uno degli spunti di eccellenza del nostro patrimonio.”

Cosimo si identificava con Giuseppe l’ Ebreo, probo e magnanimo gestore del patrimonio del Faraone Putifarre e poi suo vicere. Il suo avo Cosimo il vecchio era stato maestro nell’evitare di primeggiare tra i suoi gelosi concittadini e non volle mai essere a capo di una Signoria.

“Bravi, abili e lungimiranti, con una visione  sulla comunità cui appartenevano.”

A Bologna recentemente Golinelli, già industriale farmaceutico molto attivo nel settore Arte e Scienza, mi ha detto che pensa che l’Italia sia “un paese di scarsa cultura e scarso senso di responsabilità sociale anche tra gli imprenditori.”

“Comunque  lui è tra coloro che si assumono responsabilità…”

Prendiamolo come uno spunto, per quell’Italia di giovani, donne ma anche persone che hanno perso il lavoro o sono in difficoltà…: si potrebbe fare di più?

“Si potrebbe sempre  fare di più. Però guardi: bisogna sempre tenere conto delle dimensioni delle imprese, di come stanno andando. Anche le imprese piccole, in momenti migliori, hanno fatto cose per la loro gente, per i figli dei dipendenti. Un tempo ciò avveniva in forme non strutturate, non si parlava di responsabilità sociale e verso i territori. Ma non si trattava solo del panettone a Natale, ad esempio a mio padre capitò di tenere il posto per quando tornavano dalla guerra… erano tutte forme di responsabilità sociale verso le persone e il territorio. Del resto c’è anche la responsabilità verso l’ambiente e, infine, quella verso i consumatori. L’impresa ha molte responsabilità, del resto ha un ruolo molto importante, le soddisfazioni connesse ad esso. Ma ha evidentemente anche i problemi connessi al ruolo e l’onere di essere socialmente responsabile è tra questi.”

Quale migliore coordinamento sarebbe possibile tra stato, istituzioni  ed imprese, anche per facilitare un processo di crescita bottom-up, favorendo la nascita di iniziative dal basso, di piccole imprese o altro. La UE ha molto insistito su questi temi, ma l’ Italia sembra sempre bloccata da… inveterate abitudini.

“Sì, fino a ieri. Ora si sono messe in movimento alcune cose: c’è una forte attenzione alle start-up. Noi, come Padiglione Italia, avremo uno spazio dedicato alle start-up femminili. Poi però bisogna essere consapevoli… dalle Fondazioni è emerso che un messaggio forte è preparare i giovani ad essere imprenditori.”

 Certo, ci vuole la testa da imprenditori e non tutti -anzi- ci nascono o riescono a diventarlo.

“Ci vuole la testa, ci vogliono le tecniche, e poi le regole, senza le quali non è opportuno mettersi in gioco comeimprenditori. Questo è già un lavoro importante. Sempre durante questa giornata delle Fondazioni è emersa la rilevanza di Garanzia Giovani, che in Lombardia sta funzionando bene. Lo hanno confermato poi anche il Ministro e l’assessore Aprea. Con Garanzia Giovani ci sono in Lombardia complessivamente 1,2 milioni. Da li bisogna trarre vantaggio per l’Italia. Con Poletti l’abbiamo detto: occorre essere più concreti e pregnanti tra imprese e istituzioni.”

Forse uno dei problemi che scoraggiamo giovani e i neo-imprenditori in generale è l’ ancora insufficente semplificazione e la fiscalità che non è “responsabile” verso le nuove iniziative, come avviene in Germania, al punto di non tassare, che so,  i Bed & Breakfast per i primi 5-10 anni.

“Pensi che 10 anni fa ho fatto il tentativo di detassare le borse di studio e non ci sono riuscita!”

Il neo-presidente Mattarella ha disposto l’apertura quotidiana – e non più solo temporanea –  di una più grande porzione del Palazzo del Quirinale al pubblico (www.quirinale.it),  accogliendo dunque  le richieste manifestatesi  nell’interregnotra la presidenza Napolitano e la sua elezione, orientate a restituire maggiormente al generale  godimento lo straordinario complesso palaziale, creato dai papi ed ereditato dai Savoia prima e dalla Repubblica dopo.

La Serie degli Arazzi con Storie di Giuseppe venne commissionata da Cosimo I de’ Medici per la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio a Firenze e poi divisa tra Firenze e Roma dai Savoia nel 1882. E’ stata oggetto di un delicato e pluridecennale restauro presso il Laboratorio Arazzi del Quirinale e  l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Questi ventipanni monumentali, tessuti tra il 1545 e il 1553 nella manifattura granducale fiorentina, antenata storica  dell’Opificio, dagli arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher su disegni (cartoni) di Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati è in mostra al Quirinale  fino al 12 aprile, poi sarà al Palazzo Reale di Milano ( 29 aprile- 23 agosto) e a Palazzo Vecchio- Firenze (15 settembre-15 febbraio 2016)

La mostra sulla serie degli Arazzi Medicei si deve a Gucci (main sponsor) con la partecipazione di Fondazione Bracco, Ente Cassa di Risparmio di Firenze e di altri soggetti ed Istituzioni sia pubblici che a regime misto (Expo 2015, Presidenza della Repubblica Italiana e del Consiglio dei Ministri, Comuni di Firenze e Milano, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Acea e Poste Italiane.

Diana Bracco è Presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico.

Laura Traversi