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APPUNTI SUL LIBERALISMO DEMOCRATICO E LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA.

Potenza – Oggi si fa un gran parlare di liberalismo, confondendo sistematicamente un organo di teorie politiche con ideologie e comportamenti politici erroneamente ricondotti ai principi liberali.

Un’indicazione minima per individuare il cuore teorico del liberalismo riguarda il presupposto filosofico di quest’ultimo, ovverosia la dottrina dei diritti dell’umanità, eredità della lezione giusnaturalista. È evidente che una cultura politica che parta dall’affermazione forte dei diritti naturali della persona umana, se coerentemente sviluppata, non può certamente concludere alle forme assai volgari di neoliberismo con cui è spesso confusa: contraddirebbe al suo stesso fondamento e, quindi, giungerebbe alla negazione di se stessa.

Tutt’altro è lo spessore della tradizione liberale, la quale pure si è storicamente determinata in forme differenti – di cui, in questa breve e minima riflessione, non possiamo dare conto – che, tuttavia, non esauriscono la potenza della vocazione politica liberale.

Dalla dottrina sociale della Chiesa verso il liberalismo democratico

liberalismo democraticoLa dottrina sociale della Chiesa cattolica si interroga circa i fenomeni sociali, economici e politici che segnano più incisivamente e in senso più compromettente il terzo millennio: perché oggi, nonostante l’indiscutibile incremento delle potenzialità tecnico-economiche di cui l’umanità dispone, un grandissimo numero di persone vive in un regime di scarsità di risorse? Perché la percentuale di giovani che abbandonano gli studi è così alta? La difficoltà a trovare un’occupazione è uno stato incontrovertibile?

È a proposito di quesiti come quelli appena elencati – seppur sommariamente – che la dottrina sociale della Chiesa Cattolica può felicemente incontrare il liberalismo democratico nella sua forma più autentica: un organo di idee anzitutto antropologiche, poi culturali, politiche ed economiche che mira alla fioritura della persona umana nella sua integralità.

A ben vedere, il popolarismo cattolico e il liberalismo democratico si contemperano vicendevolmente, dando vita ad una teoria politica, sociale ed economica capace di occuparsi dell’essere umano nella sua integralità: l’attenzione per la salvaguardia delle libertà individuali della persona umana, tipicamente liberale, non può ignorare il principio della mutua assistenza e, ancor di più, quello della destinazione universale dei beni terreni, nei quali può essere compendiato lo spirito della dottrina sociale della Chiesa Cattolica.

Se il Bene comune è, in prima istanza e in un senso generale, l’insieme delle condizioni sociali che permettono alla comunità e ai suoi membri di raggiungere la propria fioritura, ovverosia la propria forma migliore, allora un progetto politico che voglia essere adeguato rispetto alla dignità e alla natura dell’essere umano non potrà prescindere da due principali impegni: rimuovere gli ostacoli dell’intrapresa, individuale e collettiva, di quelle forme di azione economica, politica e culturale che permettano al soggetto umano di mettersi in cammino verso la propria realizzazione; sostenere chi si trovi
impossibilitato a intraprendere tale cammino a causa della scarsità di risorse o di condizioni sfavorevoli.

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