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Festival-della-città-coordinatoriLa settimana scorsa la Summer school international ha organizzato in Basilicata, nell’ambito del Festival Internazionale della Città Futura, una serie di giornate di studio e di approfondimento sul tema della città romana imperiale, con lo sguardo rivolto alla loro strutturazione urbanistica.

La città antica come luogo di cultura e crocevia degli scambi commerciali, dove la quotidianità scorreva tra le più illuminanti Accademie di Filosofia, di Retorica e di Medicina. Da Dionigi di Alicarnasso alla Scuola socratica e platonica, da Cicerone a Cesare ed Augusto, gli insegnamenti dei grandi maestri della classicità prima, dell’età tardo-antica e romana poi, sono stati il faro portante del dibattito sul ruolo e sull’importanza sulla funzione pubblica che animava gli animi degli allievi nei ginnasi e dei cittadini (cives) nei dibattiti politici, nelle agorai pubbliche, nei fora, nei teatri e nelle sedi delle adunanze civiche, fulcro della vita amministrativa.

Per questo e per molti altri motivi, le poleis, in età greca, e le civitates, in età romana, hanno avuto una principale funzione aggregante, in cui confluivano le istanze della res publica. La città antica era soprattutto un polo di incontro sociale, il collante delle esigenze collettive.

L’urbanizzazione delle città assume un’importanza strategica per lo sviluppo non solo della civiltà europea (pregreca, greca e romana ed ebraico-cristiana), ma anche del tessuto sociale e produttivo dell’età imperiale, che è stata molto prolifera anche per gli scambi commerciali. Su quest’ultimo periodo della storia tardo-antica si è incentrato il focus del Festival Internazionale della città futura.

A partire dallo studio delle chiese, i monasteri e i battisteri, le basiliche cui si celebravano i culti religiosi, e le terme dove si svolgevano i momenti di svago, si possono riscoprire i rituali e le consuetudini (mores) dei cittadini, secondo un modello di città che si rivolge al futuro senza dimenticare il passato. Dal 3 al 9 giugno, il festival ha tracciato un itinerario che da Forenza, passando per l’Aula Magna del polo accademico umanistico di Potenza, ha attraversato Venosa, Acerenza, Grumentum Nova e Metaponto, e i suoi tesori archeologici e paesaggistici. Un programma didattico -scientifico che ha coinvolto docenti, studenti, ricercatori e dottorandi di tutto il mondo, con numerosi simposi intellettuali dedicati alla storia epigrafica, alle ricerche archeologiche sugli scavi che rivelano, come nel caso delle catacombe, interessanti studi su strutture, gerarchie sociali ed abitudini di vita urbana.

Il festival è stato organizzato grazie al Comitato scientifico formato dai prof. Ariel Samuel Lewin, Università della Basilicata, Noel Lenski, Yale University e Stefania Gallotta, Università della Basilicata, su iniziativa e pieno coinvolgimento Associazione Amphora, L’evento inoltre è patrocinato dal Consiglio Regionale della Basilicata e dal Ministero dei Beni Culturali.

Si sono susseguiti una serie di convivi storiografici in cui si sono alternati docenti universitari di università italiane e straniere, in una rete accademica che ha coinvolto, tra le altre, l’Università di Napoli ‘L’Orientale’, l’Università “Cattolica” di Roma, l’Università “La Sapienza” di Roma, la Scuola Normale Superiore di Pisa, L’Università ‘Aldo Moro’ di Bari; e poi i poli di Jale, Cracovia, Toronto, Helsinki, CNRS Paris.

Festival Internazionale della città futura: gli incontri

Forenza – Domentica 4 giugno Il prof. Ariel s. Lewin, docente di storia romana all’Università degli studi della Basilicata ha introdotto i lavori, aprendo la prima sessione dal titolo la città romana in Asia minore. Hanno relazionato John Thornton, Università “La Sapienza” di Roma sul seguente tema: Tensioni sociali e le istituzioni democratiche: l’eredità della polis ellenistica alla città imperiale.

A seguire Henri-Louis Fernoux, docente all’Université rennes 2 ha disquisito su Le devenir des colonies romaines du nord de l’Asie mineure à l‘époque impériale. La seconda sessione è stata presieduta da Mario Mazza, Accademia Nazionale dei Lincei, Anna Heller, Université François-Rabelais, Tours con The Greek City in Roman Asia Minor: a Quantitative approach; Emanuela Borgia, Università di Roma “La Sapienza” con la relazione, The Role of the Clients Kingdoms in Cilicia within the Promotion of Urbanisation ed Alexandru Avram, Université du Maine, Le Mans, in the Cities of Moesia Inferior.

Nella seconda sessione sempre riferita alla città romana in Asia minore, presieduta da Luigi Gallo, Università di Napoli “L’Orientale”, si sono susseguite una serie di interventi, tra cui quello di Onno Van Nijf, University of Groningen su Festivals anche Benefactors in the Greek Cities, Attilio Mastrocinque, Università di Verona, Tarsus, in The Severan Age, Emilio Rosamilia, Scuola Normale Superiore di Pisa in Tradizioni di fondazione e identità civiche a Cirene nel II secolo d.C., Edward Dabrowa, Jagiellonian University, Krakow, in Colonial Titles as Factors of Development of Cities in Roman Syria (I-III c. A.D.), Romolo Loreto Università di Napoli “L’Orientale” con Dumata, The Ancient, Adummatu, a Caravan Port of Trade on the Limes Arabicus, François Gerardin, Yale University, New Haven, The Ancient City in Egypt, Syria, and Mesopotamia 200-100 B.C., Steven Sidebotham, University of Delaware, Newark, in Berenike, Egypt: An Economic, Political, Administrative, Religious and Military Overview.

Potenza – Incontri di lunedì 5 giugno: Nell’aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata, Polo Umanistico, dopo i saluti della Rettrice Aurelia Sole, del Direttore DISU, Paolo Augusto Masullo e l’introduzione ai lavori del prof. Ariel S. Lewin, docente di Storia Romana all’Unibas, sono intervenuti nella prima sessione dedicata a La città Romana in Italia Meridionale, Mario Mello, Università degli Studi di Salerno, Elena Miranda De Martino, Università di Napoli “Federico II”, Neapolis con la relazione Una città plurale e John Kloppenborg, Univesity of Toronto in Occupational Guilds and Cultic Association in Ostia Antica: Patronage, Mobility, Connectivity.

Dopo la pausa caffè è iniziata la seconda sessione con le relazioni di Marina Silvestrini, Università di Bari “Aldo Moro” su Città e proprietà senatoria in età imperiale nella Puglia romana e Cristina Soraci, Università degli Studi di Catania con L’assetto politico e istituzionale delle città della Sicilia dall’età augustea al III secolo D.c. E infine, l’ultima trance di interventi presieduta da Umberto Laffi, Accademia dei Lincei, con la partecipazione di Kalle Korhonen, University of Helsinki, che ha relazionato su Linguistic Cityscapes in Sicily; Giuseppe Camodeca, Università di Napoli “L’Orientale” con Puteoli nel II secolo d.C. Istituzioni e continuità; Cesare Letta, Università di Pisa, in Mutamenti istituzionali nei municipi d’Italia nella prima età imperiale: il caso dei duoviri di Marruvium, e Francesco Grelle, Università del Salento, Lecce, con la relazione Un municipio grecoloquente in un responso di Cervidio Scevola. Ed infine la quarta sessione della giornata sarà dedicata al tema: La città romana nel vicino Oriente e ha visto il susseguirsi degli interventi di Laila Nehmé, CNRS Paris, con Crises, Changes and Transitions in Ancient Hegra; Nathanael Andrade, Binghamton University, con The Politics of Palmyra and The Roman Imperial Court at the Time of Zenobia, David Graf, University of Miami con Palmyra: The Rise of the Caravan City.

Forenza, Martedì 6 giugno – A Masserie del Falco la mattina c’è stata la discussione del libro di Arjan Zuiderhoek, The Ancient City, Cambridge 2017. Sono intervenute Stefania Gallotta, Università della Basilicata, Anna Heller, Université Francois Rabelais, Tours; Giovanni Salmeri, Università di Pisa, Vince Van Thienen, Yale University, New Haven.

Parco-Archeologico-di-Grumentum
Parco-Archeologico-di-Grumentum

Il pomeriggio a Grumento Nova, la visita al Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val D’Agri e del Parco Archeologico di Grumentum, a cura di Francesco Tarlano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.

Mercoledì 7 giugno Il gruppo di docenti e dottorandi si è trasferito Venosa non solo per relazionare ma anche in questo caso per scoprire i tesori che la città di Orazio offre in quanto profondamente influenzata dagli strascichi dell’età imperiale, in bilico tra l’epoca tardo antica e il Medioevo. Questo è il leitmotiv della prima sessione dei lavori.

Dopo la visita guidata al Parco Archeologico di Venusia, a cura di Maria Luisa Marchi, all’Università di Foggia, e Tonia Giammatteo, Università della Basilicata. Al Museo Archeologico Nazionale, il workshop epigrafico a cura di Marina Silvestrini, Federico Mongelli e Umberto Soldovieri, Università di Bari “Aldo Moro”.

Si continua con il workshop archeologico e topografico presieduto da Marcella Chelotti, Università di Bari “Aldo Moro”, ai quali hanno partecipato la docente Maria Luisa Marchi, all’Università di Foggia, con la relazione Venusia e l’ager Venusino e Francesca Sogliani, Università della Basilicata, in Venosa: The Transformation of the Space and the Function in the Late Antique and Medieval City. La giornata si è conclusa con la visita pomeridiana al Museo Diocesano e alla Cattedrale di Acerenza. L’arrivo del festival a Venosa è stato reso possibile, oltre che dal Comitato scientifico, anche grazie all’interessamento della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, che ha messo a disposizione la Sala del Trono per la parte convegnistica, rendendo possibili le visite guidate alla catacombe ebraiche; e mettendo a disposizione il Museo Archeologico Nazionale di Venosa per i workshop a cura dei dottorandi dell’Università di Bari “Aldo Moro”. Considerevole per la buona riuscita organizzativa dell’evento è stato il supporto della consigliera comunale Carmela Sinisi, che è intervenuta parlando dell’importanza che la cultura proceda dall’alto, a partire dai suoi aspetti aulici, per arrivare alla dimensione basica, attraverso il coinvolgimento del popolo.

Giovedì 8 giugno Venosa è stata un ponte di relazione cruciale tra influenze di diversi popoli e civiltà, tra Ebraismo e Cristianesimo. La visita alle catacombe ebraiche a cura di Giancarlo Lacerenza, Università di Napoli “L’Orientale”, seguita dalla prima sessione dedicata al Giudaismo della diaspora, in epoca romana e tardoantica. La sessione è presieduta da Marcella Chelotti, Università di Bari “Aldo Moro”, Joseph Levi, Rabbino Capo di Firenze in Leo Levi and the Jewish Catacombs of Venosa, Samuele Rocca, Ariel University, con la relazione The Urban Geography and the Demographic Development of The Jewish Settlement in Imperial Rome, ed Enrico Tromba, Istituto Superiore di Scienze religiose, Reggio Calabria, con le Nuove indagini sulla sinagoga di Bova Marina.

A seguire, nel pomeriggio la presentazione della mostra dedicata alla ricerca di Cesare Colafemmina, La cultura ebraica scritta tra Basilicata e Puglia, a cura di Mariapina Mascolo, EPHE, Paris. Ed infine, la seconda sessione sempre riferita al Giudaismo della diaspora in epoca romana e tardoantica, con la relazione di Giancarlo Lacerenza, Università di Napoli “L’Orientale” su Continuità e discontinuità negli usi onomastici dei Giudei di Venosa. A seguire Bradley Ritter, Ave Maria University con la relazione Judeans in Asia Minor from the first century BCE to the second and third centuries CE: Evaluating the evidence for Judean identity, social and civic status in the Greek cities e Joseph Geiger, The Hebrew University of Jerusalem in Philo’s Biographies of Abraham, Joseph and Moses.
Nel pomeriggio a Forenza la discussione del libro di Noel Lenski, Costantine and the Cities, Philadelphia 2016, con gli interventi di Guido Clemente, Università di Firenze, Claudia Giuffrida, Università di Catania, Fiona Haarer, King’s College London e Ignazio Tantillo, Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Al termine del festival venerdì 9 giugno a Metaponto la visita guidata del Parco Archeologico di Metaponto, a cura di Maria Chiara Monaco, Università della Basilicata.

Marianna Gianna Ferrenti