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Potenza, 2012-10-26 – La storia si ripete ed al peggio non c’è mai fine. Prima le dichiarazioni sulla stampa di questa mattina del collega Restaino del Pd, poi la replica di Pagliuca della Pdl, confermano che era ed è in atto un tentativo di bypassare gli organi democratici ed istituzionali pur di dar vita al pastrocchio delle Province. Ad attenuare tali responsabilità, non bastano gli appelli, a volte di facciata, all’unità regionale, che noi, come Popolari non abbiamo mai messo in discussione. Servono elementi di coesione che stanno tutti dentro quel documento, quello si partecipato, delle autonomie locali lucane che chiedevano e chiedono un corretto equilibrio di funzioni e di strumenti di gestione. In tutte le aree della Regione, semmai, e non solo nel confronto-scontro alquanto atipico e sicuramente voluto, tra Potenza e Matera.

Noi registriamo che è in atto un attacco violento alle funzioni esercitate ed assegnate alla città di Potenza. Un attacco che ha visto insensibili tutti, e ripetiamo tutti, quando Potenza veniva scippata delle sedi decisionali della Telecom, dell’Enel, dell’Esercito o subiva ridimensionamenti nelle strutture pubbliche di servizio.

E quando si chiedeva una rete di infrastrutture più consone al ruolo di città di servizio, la classe dirigente potentina è rimasta sola ad elemosinare un aeroporto (sogno vano e vacuo dirà qualcuno) e si è risposto che andavano bene quelli di Bari, vicino all’area materana e quello di Napoli. Mentre per quello di Pisticci si arranca volutamente. Va bene così.

Ma quando si chiedevano più fondi per realizzare la Lauria-Potenza-Candela o completare la Saurina, si è detto che era meglio finanziare prima la Matera-Gioia del Colle e la Murgia-Pollino. Va bene anche questo.

Quando si è detto di lavorare per sostenre Matera Capitale della Cultura e attribuirne funzioni forti come la Film Commission o la sede dell’Alsia e domani sicuramente anche dellen strutture di gestione del settore culturale e di promozione turistica, tutti siamo stati convinti sostenitori.

Quando però si è chiesto di allargare i confini alla vecchia Lucania, si è risposto facendo spallucce e ridicolizzando anche le opzioni campane. E fermiamoci qui.

Ora, lacrime di coccodrillo, richieste di referendum annessivi per diventare semmai periferie indefinite di grandi realtà urbane, strategico ricorso di certe associazioni sociali e di categoria sulla inutilità del numero di dipendenti pubblici, mani davanti agli occhi per non vedere come quaranta anni di politica a favore dei territori delle due città, avevano ed hanno ben definito le funzioni strategiche che con il ridimensionamento della sede amministrativa finirebbero per annullarne gli sforzi e penalizzare sia Potenza che Matera.

Come è assurdo, pensare di riprodurre meccanismi di instabilità amministrativa, e qui la vicenda è politica, al Comune di Potenza ed alla Provincia di Potenza, alla pari di quanto in questi anni con il Civismo esasperante e le lotte intestine, si è fatto al Comune di Matera ed alla Provincia di Matera, dove pure due autorevoli esponenti fanno pienamente il loro dovere di amministratori.

Ora dunque, visti gli incontri clandestini, capiamo il perché della solerzia con la quale si è voluto far approvare quasi sottobanco ed in silenzio quel documento in Consiglio regionale che, spero lo comprendano sempre più gli amici di Matera, suona come una beffa anche per quella comunità. Una scatola vuota si proponeva in quel contesto, a meno che……

Come suona una beffa la rincorsa a trovare soluzioni pastrocchio che rischiano di far perdere a Potenza uffici dello Stato determinanti per la sua continuità, risorse economiche ed umane che non si trasferiranno automaticamente a Matera, ma più semplicemente, come gli studi economici confermano, con un aumento della mobilità verso il Nord Italia e l’Europa. In ultimo con  un aggravio di funzionalità per le nostre periferie. Pensate a chi da Maratea oggi viene a Potenza, e domani  raddoppiando chilometri e costi dovrà andare a Matera.

In ultimo, l’appello al risveglio delle coscienze civili della gente normale e delle grandi associazioni economiche, culturali, sociali, che magari nella città di Potenza si appassionano e si scontrano sulla ZTL o sui pali di Piazza Prefettura e preferiscono mugugnare sottovoce il loro dissenso su una questione ben più seria e prepotente come quella di cui stiamo invece rischiando di subire nelle prossime ore.

Ci pensino bene a Roma i nostri amati leader regionali e Parlamentari prima di segnare, loro si, il de profundis per la nostra Basilicata.

 

 

Potenza 25 Ottobre 2012

 

Raffaella Bisceglia

Gruppo Consiliare Popolari Uniti
Segreteria  Ufficio Comunicazione

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